Un esempio semplice semplice ma efficace. Grande Fratello. Il pubblico impazzisce per Mauro, uno dei concorrenti più ambigui della Casa, accusato di falsità e di essere un abile stratega, eppure tanto amato, senza una ragione precisa. Questo sconvolge gli equilibri degli autori del programma. Se, nelle edizioni precedenti, il concorrente più amato tendeva a coincidere con quello preferito dalla produzione, quest’anno si verifica un fatto assai strano. La produzione, in grande difficoltà, vuole far uscire dalla Casa il personaggio preferito dal pubblico (non si conoscono le ragioni di questa volontà), ma come fare senza perdere la fedeltà dei telespettatori?

Ed ecco la “teoria del complotto”. Gli autori fanno in modo che gli altri concorrenti si coalizzino contro Mauro, mettono in giro brutte notizie sul suo conto e lo rendono protagonista di spregevoli teatrini in diretta, cercando in tutti i modi di far uscire la parte meno nobile del suo carattere. Utilizzando i meccanismi del regolamento a proprio piacimento, fanno in modo che Mauro, il preferito, finisca addirittura in nomination. Tra il pubblico è rivolta. Tramite i social network (specialmente Facebook), i telespettatori amanti del Gf fanno squadra per difendere Mauro dall’eliminazione. E gli autori del programma non possono non tenerne conto.

Un esempio di poco conto e di relativo interesse per mostrare la potenza che la Rete può avere nel cambiare i delicati equilibri di un programma (cosa che nelle passate edizioni non era mai accaduta) e, per estensione, della politica. I partiti, infatti, non possono non tenere conto degli umori dei loro elettori, umori che si manifestano soprattutto sul web, unica forma di collegamento tra “la massa” e “i vertici”. Potenzialità che fino a poco tempo fa non esistevano.

Prendiamo, dunque, consapevolezza di questo nuovo “potere di influenza” che noi cittadini/telespettatori/elettori abbiamo e facciamone un uso ancora più forte, perchè solo così possiamo farci sentire.

Inserito da: lary1984 | febbraio 5, 2010

Morgan, la droga e il malessere dei giovani d’oggi

L’artista dannato. Non avrei una descrizione migliore per Morgan, ex leader dei Bluvertigo. Un personaggio strano, bizzarro, eclettico, nei modi di fare, di parlare, di agire e di apparire. Non lo conosco bene, non mi piace a livello musicale, anche se, ammetto, è un personaggio che mi incuriosisce. Mi sembra un Dorian Gray moderno, anche se bisogna sempre valutare quanto di realtà e quanto di apparenza c’è in un artista televisivo come lui.

E salta fuori, senza stupire nessuno, che Morgan si droga. Si sa che negli ambienti televisivi, nei salotti, anche nella politica, ne gira parecchio, non è una novità. Che lo faccia per depressione o per divertimento fatti suoi. Sta di fatto che un personaggio pubblico come lui dovrebbe regolarsi nell’andare a raccontarlo in giro. Già è sbagliato che un “drogato” se ne vada nelle tv, pubbliche o private che siano, o diventi beniamino degli spettatori. Ancora più sbagliato è credere che raccontare una tale storia non sconvolga le coscienze della gente.

Mi dispiace che Sanremo abbia deciso di non far partecipare Morgan, anche se questo potrebbe essere proprio il punto di inizio per il successo. Ricordate Povia e “I bambini fanno oh”? Divenne famosissima dopo l’esclusione dalla gara, partecipando come “bonus track” al Festival. Credo che potrebbe accadere la stessa cosa (c’è puzza di operazione voluta?). Ma credo anche che in fondo il provvedimento deciso dalla Direzione artistica di Sanremo sia adeguato alla situazione scandalosa in cui Morgan si è infilato.

I giovani non hanno certo bisogno di sapere che Morgan si droga per imitarlo. Se vogliono drogarsi lo fanno e basta. Se vogliono “essere puliti” è una loro decisione autonoma. Certo è che meno esempi negativi ci sono in giro, esempi negativi che “ci sguazzano” nella loro situazione, meglio è. Meno divi che credono che a loro sia concesso tutto ci sono in giro, meglio è. Consiglierei a Morgan di farsi curare certo, ma di curare anche la sua privacy la prossima volta.

E un consiglio alla politica. Pensate ad argomenti seri, alla crisi, al lavoro, alla giustizia, piuttosto che alla salute fisica e mentale di Morgan.

In questi giorni si legge sui media che la città di Bologna, fortemente indebolita dalle dimissioni del sindaco Delbono dopo lo scandalo Cinzia-gate, ha espresso il forte desiderio di vedere candidato alla poltrona di primo cittadino l’ex presidente del Consiglio Romano Prodi. Lo ritengo il sintomo di un grave “spaesamento” che sta coinvolgendo i cittadini e, in particolare, gli elettori del Pd.

Il Pd, dal momento della sua nascita fino ad oggi, non ha saputo trovare un vero leader che raccogliesse i valori e la mission del nuovo (nuovo???) partito e che lo sapesse condurre nel cuore degli italiani di centrosinistra, tant’è che ha avuto bisogno delle primarie per capire a chi affidare il difficile compito tra vecchi e nuovi (pochi) volti della politica. Romano Prodi, persona intelligente e molto “alla buona”, come diremmo qui in Emilia, ha saputo per un certo periodo di tempo guidare una nuova formazione politica come lo è stata l’Ulivo, anche se derivante, come il Pd, da vecchie sigle di partito. Prodi è un economista di esperienza, molto apprezzato in regione, una scelta scontata dunque per i cittadini che più lo hanno amato in questi anni e che non hanno rinunciato alla sua presenza nella politica italiana.

Peccato che il fatto di proporre Prodi alla poltrona di sindaco, missione più amministrativa che politica ma comunque rilevante per il Pd e per l’Italia in generale vista l’importanza di Bologna, vada nettamente contro un’idea di base del partito, almeno sulla carta più che nella realtà: quella di affidarsi a menti giovani e fresche. Qui, in alcuni Comuni del Reggiano, qualche giovane si vede e ben venga, ma rimangono ancora pochi.

Ora, sebbene Prodi abbia sottolineato di non essere disponibile a candidarsi a Bologna (e in questo modo essere coerente con la sua scelta di allontanarsi dal mondo politico italiano), il Pd si trova di fronte a un bivio: o candidare una persona nota e stimata dagli elettori, con esperienza politica alle spalle (sullo stile di Prodi che ha raccolto una marea di consensi e di attestazioni di fiducia), oppure essere coraggioso e scegliere un “giovane”, magari meno amato ma in linea con “la ventata di novità e freschezza” che il Partito democratico vorrebbe portare.

Finora non c’è stato molto coraggio nelle azioni del Pd (e dei suoi elettori) e la presenza di Bersani anzichè Marino al vertice del partito ne è una dimostrazione. Voi come pensate che andrà a finire? Sareste d’accordo in un’ipotetica candidatura di Romano Prodi? Cosa chiedete alla politica nell’anno 2010?

Inserito da: lary1984 | gennaio 28, 2010

“Aiuta Haiti”, Scandiano si mobilita con una cena benefica

Un gruppo di associazioni di volontariato di Scandiano, paese della zona ceramiche di Reggio Emilia, insieme ai cittadini e con il patrocinio del Comune, hanno organizzato una cena di beneficenza per la popolazione vittima del terremoto di Haiti, l’evento si chiama “Aiuta Haiti“.

L’appuntamento è per sabato 30 gennaio alle ore 20 presso i capannoni dell’Ente Fiere. Il costo della cena è fissato a 20 euro e l’intero ricavato verrà devoluto alla Croce Rossa Internazionale e a Medici senza Frontiere, che porteranno aiuti e finanziamenti ad Haiti.

Per prenotarsi, basta inviare un messaggio sulla pagina Facebook dell’evento, oppure inviare una mail a aiutahaiti@pssutura.it o al numero 328 4519779. Io ci sarò e voi?

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Grande serata ieri al padiglione delle Fiere di Scandiano, oltre 600 adesioni, oltre 10 mila euro di donazioni, partecipazione sentita anche di alcuni esponenti della politica reggiana. Il primo cittadino del paese per primo si è prestato al lavoro di squadra insieme ai boyscout e ha contribuito alla buona riuscita della serata servendo i piatti e pulendo i tavoli. Un evento interamente organizzato online che mostra quanto è forte la capacità del web di penetrare le case dei cittadini e di diffondere uno spirito di solidarietà collettiva. Tanto di cappello a tutti gli organizzatori e al Comune di Scandiano che si è prodigato nel supporto a questa manifestazione.

Inserito da: lary1984 | gennaio 25, 2010

Vendola trionfa alle primarie in Puglia, una batosta per il Pd

E’ di oggi la notizia che il Governatore uscente della Regione Puglia Nichi Vendola, esponente di spicco del partito di Sinistra e Libertà, ha battuto clamorosamente il suo avversario Francesco Boccia alle primarie del Pd. Circa il 70% dei voti sono andati a Vendola e si sono recati alle urne quasi 200 mila cittadini. Uno sconfitta decisamente pesante per il Pd, che sosteneva Boccia e che mirava a grandi alleanze con i centristi dell’Udc per battere il Pdl.

Il volere del popolo si è dimostrato nettamente in contrasto con quello della dirigenza del partito, il quale ora è costretto a fare un passo indietro. Ma soprattutto gli elettori del Pd dicono “no” all’alleanza con l’Udc; insomma, va bene sconfiggere il Pdl ma non a tutti i costi.

Credo che questo risultato elettorale abbia un rilievo che va ben oltre i confini regionali pugliesi. Il Pd deve fare i conti, a livello nazionale, con quello che richiedono gli elettori. Il fatto di aver messo da parte, per tutto questo tempo, la componente di “sinistra” per stringere alleanze con i centristi si è rivelato un errore. Gli elettori stanno cercando di dare un segnale forte ai dirigenti di partito: “Non siamo d’accordo con la vostra linea politica”.

E’ quello che io ho sempre ribadito su questo blog. Il Pd si è spostato troppo al centro e gli elettori di sinistra non trovano più rappresentanza in nessun organo istituzionale. C’è voglia di sinistra nell’aria e la vittoria di Vendola è il primo forte segnale che il Pd ha sbagliato qualcosa.

Mi scuserà il prof. Corrado de Francesco se gli rubo il titolo di un post del suo blog, ma in questo caso non c’è frase più adatta a illustrare il manifesto scelto dalle liste a 5 Stelle regionali (quelle nate dal Movimento del comico Beppe Grillo) per promuovere il candidato alla presidenza della Regione Emilia Romagna, Giovanni Favia, comparso proprio ieri sera in una puntata di Annozero.

Giovanni Favia, candidato dei grillini in Regione

Manifesto per le elezioni regionali

Si avvicinano le elezioni regionali (fine marzo) e credo che, nella solita “poltiglia politica” di sinistra, destra e centro, l’idea dei Grillini sia da premiare per la creatività, la voglia di fare e di mettersi in gioco e la freschezza degli argomenti. Cosa ne pensate ad esempio di questo manifesto diverso dal solito?

Io credo che, se da un lato fa conoscere il candidato, allo stesso modo utilizza lo strumento del “faccione” (che tanto spesso vediamo in giro per le città e un po’ ci infastidisce) in modo ironico, un’ironia che però mette al centro del discorso uno dei punti chiave del programma politico dei Grillini: il “Parlamento pulito” dai condannati. Insomma ironia e serietà dialogano tra di loro in un mix decisamente “diverso dal solito”. Promosso!

Inserito da: lary1984 | gennaio 19, 2010

Tante analogie tra il cartone Up e il film Gran Torino

Domenica sera avevo voglia di una visione leggera, così ho deciso di gustarmi il cartone Up. Mi aspettavo una storiella divertente e banale, invece mi sono trovata davanti a una storia abbastanza drammatica (il viaggio nella vita di una coppia innamorata dalla giovinezza alla vecchiaia e il rapporto dell’anziano con i tempi moderni) e imperniata su valori importanti, che mi hanno immediatamente richiamato alla mente il film di Clint Eastwood Gran Torino.

Gran Torino parla di un anziano veterano della guerra in Corea che si ritrova a vivere in un quartiere multietnico. E’ solo e il suo carattere difficile lo porta a scontrarsi con la dura realtà di un mondo che cambia. Anche Carl, protagonista di Up, è un anziano solo che si trova in conflitto con la realtà esterna in mutamento: le imprese edili che costruiscono attorno alla sua vecchia casa e le nuove etnie in arrivo in paese. Anche Carl ha un carattere introverso e indurito dalla vecchiaia e dalla morte della sua amata Ellie.

In entrambi i lungometraggi, l’anziano instaura una relazione di affetto con un giovane di una diversa etnia. In Up, infatti, il boyscout Russell ha chiari lineamenti asiatici. L’anziano dal carattere duro piano piano prende confidenza con la realtà esterna e con chi vi abita, aprendo ad un mondo completamente diverso a quello a cui era abituato.

Il cartone e il film, in modi diversi, trasmettono valori quali l’integrazione razziale e la comprensione reciproca fra anziani e giovani, l’amicizia, la fiducia nel prossimo, la solidarietà e anche la capacità di sacrificarsi per l’altro. Il cartone lo fa comunicando con un target più giovane e infantile, con modalità giocose e metaforiche. Il film, invece, si rivolge a una platea più matura e non manca di momenti cruenti o comunque particolarmente forti.

Avete notato altre interessanti analogie tra i film che avete visto? E’ interessante scoprire queste connessioni anche fra prodotti apparentemente molto diversi.

Dopo anni di lunga attesa (dal 2005 al 2009), è uscito il sesto album dei Rammstein, la band industrial metal di Berlino. Dopo Herzeleid (1995), Sehnsucht (1997), Mutter (2001), Reise Reise (2004) e Rosenrot (2005), è arrivato Liebe ist für alle da, uscito nell’ottobre del 2009.

L’uscita del nuovo album ha coinciso, come ormai tradizione, con svariate polemiche e censure. L’album è stato aggiunto, infatti, nell’indice del corrispettivo tedesco per il “Federal Department for Media Harmful to Young Persons”, a causa della canzone “Ich tu dir weh” e dell’immagine forte presente all’interno del cd. La censura comporta che solo gli adulti possano acquistare l’album e il cd non può essere esposto nei luoghi dove i minori hanno accesso. C’è stata quindi una ri-edizione dell’album depurata da immagini e canzoni violente o scabrose.

A seguito dell’uscita del nuovo lavoro, la band è pronta al tour in giro per il mondo ed è prevista anche una tappa in Italia dopo 5 anni di assenza dal palco. Il 1° luglio 2010 i Rammstein si esibiranno a Villafranca di Verona, al Castello Scaligero, un’ambientazione eccezionale per i giochi di luce e fuoco dei live della band tedesca. Essendo lo show così ambito, la location così comoda a Reggio e l’occasione unica per vedere il gruppo dal vivo, ho deciso di partecipare al grande evento. I biglietti sono già al sicuro. Qualcuno di voi ci sarà?

Inserito da: lary1984 | gennaio 12, 2010

Il pubblico “crudele” non conosce le leggi dell’audience

Mi sono sempre impedita di scrivere commenti sul Grande Fratello in questo blog, sebbene sia un programma che seguo da quando è nato, ma quest’anno stiamo veramente superando ogni limite e mi chiedo se questo significhi che il programma ha dunque imboccato la via della fine (perchè quando arrivi ad un certo livello poi non hai veramente più nulla di nuovo da provare) o semplicemente il trash è entrato in modo così dirompente nella quotidianità del pubblico da passare ormai per una cosa “normale”.

Dentro al programma è stato inserito, come ormai tradizione ma in modo sempre più dirompente, il più ampio spettro di personaggi dubbi e subdoli che si potessero trovare, facciamo alcuni esempi lampanti:
- ci sono gli omosessuali, quello vero (Maicol) e quelli/e potenziali (Giorgio, Veronica e Sarah);
- c’è il maschilista, l’uomo dai valori antichi che ricerca la supremazia (Massimo), e la donna “vecchia maniera” del Sud (Carmela);
- c’è il fedifrago spaccone che, sebbene abbia una famiglia fuori, non si fa problemi a cercare un’amante nella casa (George) e si crede un Dio;
- c’è il bruto, il simpaticone che scherza un po’ pesante con le donne (Mauro);
- c’è l’uomo casto, l’uomo di Dio (Alberto), e il nobile (Nicola).

Insomma il tema del “sesso/amore” è predominante: c’è chi lo vive come un gioco (ad esempio Mauro, Veronica e Sarah che, guarda caso, hanno fatto squadra), c’è chi lo vive con sentimento e trasporto (Carmela, Massimo e parrebbe George) e c’è chi lo confonde con l’amicizia (Maicol). Assieme a questo tema anche la lite, la rabbia e la vendetta sono portate ai massimi livelli: sono gli autori stessi del programma che cercano di portare i concorrenti allo scontro verbale e, talvolta, fisico.

Il pubblico si appassiona a queste “macchiette” televisive, anche se in verità sono molto lontane da un contesto reale (1 – perchè è impossibile unire un insieme così perfetto di personaggi in una situazione quotidiana; 2 – perchè volenti o nolenti i concorrenti recitano una parte prestabilita; 3 – perchè le regole stesse del programma portano a determinate situazioni estreme), e spesso punisce le situazioni più inaccettabili eliminando dal gioco i personaggi più “difficili da digerire” (un caso su tutti George, il padre e compagno che dichiara amore eterno a una concorrente conosciuta solo dentro La Casa), anche se sorge sempre il dubbio che il televoto sia pilotato dagli autori in base alle preferenze dell’audience.

Ma ponendo che sia davvero il pubblico a decidere chi va e chi resta in gioco, il problema fondamentale è che spesso si elimina un personaggio, magari “antipatico”, ma necessario al proseguimento del programma, insomma quello che dà spettacolo. Il pubblico è “crudele” e vendicativo contro chi rompe le regole tacite del buon costume e del gusto, ma poi succede che si annoia se le situazioni che detestava non compaiono più durante il programma. E’ questo il problema maggiore di un programma come il Grande Fratello: seguire i desideri vendicativi del pubblico o, in nome della spettacolarità e della narratività, tenere in gioco anche i personaggi più subdoli?

Voi che ne pensate? A chi segue e a chi non segue il Grande Fratello chiedo un parere libero sull’evoluzione nel tempo del programma, su questi meccanismi di scelta dei concorrenti e del funzionamento del gioco, insomma le questioni sono tante e diverse, ampio spazio di discussione.

Inserito da: lary1984 | gennaio 8, 2010

Cinema, le novità maggiori del 2010 (a cui non mancherò)

In questi giorni ho spulciato un po’ quelle che saranno le maggiori novità cinematografiche del 2010, in particolare film su vampiri o licantropi, film sullo stile dark-gothic, i prodotti diretti o interpretati da registi e attori di mio interesse e quelle che sono le mie passioni in ambito cinematografico, naturalmente.

Come sempre c’è qualche personaggio del passato che ritorna. Come è già successo per Dorian Gray e Sherlock Holmes, rivedremo sul grande schermo Robin Hood, firmato dal maestro Ridley Scott e interpretato da Russell Crowe, attore che non amo particolarmente ma che non posso dimenticare nella splendida storia de Il Gladiatore. Diversi anche i film-biografia di personaggi famosi come Theodore Roosevelt (Leonardo Di Caprio) e Nelson Mandela, in un lungometraggio diretto da Clint Eastwood, regista che considero eccezionale. Non dimentichiamo poi i film che sbancano i botteghini: il capitolo 3 della saga di Twilight Eclipse e Harry Potter 7/1.

Jake Gyllenhaal si lascia andare ai filmoni della Walt Disney con Prince of Persia, così come Nicholas Cage in L’apprendista stregone. Cage però, e questo mi interessa di più, vestirà anche i panni di un cavaliere medievale intento a scortare una presunta strega verso un monastero nel fantahorror Season of the Witch. Arriva nelle sale anche il terzo capitolo della saga di Stieg Larsson La regina dei castelli di carta, spero presto di leggere anche i libri.

Grande attesa per il misterioso thriller The Inception, il quale indaga nelle architetture della mente, adoro i thriller psicologici, e torna anche Wanted con Angelina Jolie. Ed ecco il capitolo horror e fantasy, non poteva mandare. Iniziamo con The Wolfman, horror gotico con il famoso Anthony Hopkins. C’è poi il vampir-futuristico Daybreakers con Ethan Hawke nei panni di un semivampiro che vuole salvare l’umanità. Torna Nightmare, remake della saga horror di Wes Craven, che ho sempre voluto vedere ma non ho ancora avuto l’occasione.

Atmosfere dark anche nel mondo dell’animazione con il post-apocalittico 9, prodotto da Tim Burton e realizzato in stop motion, e col cartoon I guardiani di Ga’Hoole 3D diretto da Zack Snyder, dove guerre tra gufi e magici voli alimenteranno la fantasia con la loro spettacolarità.

Il bel Colin Firth interpreterà A Single Man e il mio adorato Edward Norton sarà protagonista di Leaves of Grass. In I Love You Phillip Morris, Jim Carrey e Ewan McGregor interpretano due gay, scatenando non poche polemiche.

Per l’Italia ricordo Gabriele Muccino con Baciami ancora, sequel de L’ultimo bacio con  il cast originale quasi al completo di ritorno a casa dopo tanti lavori negli USA.

Che cosa incuriosisce i miei lettori? Cosa andrete a vedere al cinema nel 2010?

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