Posted by: lary1984 | Maggio 8, 2008

London - Il mio viaggio dal 14 al 17 Maggio 2008

Visto che si tratta del primo vero viaggio che mi accingo a fare dal giorno in cui ho aperto questo blog, ritengo sia divertente e interessante, postare in questa sede una specie di cartolina di questa esperienza. Usare immagini, foto e testo per trasmettere ai lettori almeno parte delle sensazioni e delle emozioni che provo nella mia prima esperienza a Londra. Appena affrontato questo breve viaggio posterò in questo spazio foto e sintesi della gita.

Chi? Io, Stefy, Landopunk e Vale.
Quando? Partenza il 14 Maggio ore 9.55 (Italia), ritorno il 17 Maggio ore 22.20 (Italia)
Dove? Partenza da Orio al Serio verso Luton e ritorno da Luton a Orio al Serio.

Preparativi di ViaggioDomenica sera incontro preparatorio, scambio delle Sterline e riflessioni sull’itinerario per arrivare all’aeroporto di Orio al Serio…bang sorpresa!!! che strada dobbiamo fare??? le ipotesi e i tentativi si sommano finchè non si arriva all’idea finale che…risultò errata! Lunedi mattina connessione al sito di Via Michelin e Tuttocittà e la strada tracciata è completamente diversa rispetto a quella pensata..speriamo bene! L’orario di partenza deciso è le 5,15 di mattina, gulp proprio nel bel mezzo del sonno!!! Poi ci sarà il problema valigie: macchine sempre più sportive ma con un bagagliaio sempre più ridotto (meno male che abbiamo una valigia a coppia)! Cosa mettere nel bagaglio a mano? C’è da prestare molta attenzione, sono solita al sequestro :) … Non siamo riusciti a prenotare i biglietti per il pullman tra Luton e London City, problemi col cambio valuta, non dovrebbe essere un problema grave!! Da ricordarsi assolutamente macchina fotografica, lucchetto per la valigia e… adattatore per la presa di corrente!!

Andata e ritorno –> Ryan AirRyan Air        Alloggio –> Ibis Hotel

 

 

 

Itinerario –> London City
London
 

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Posted by: lary1984 | Maggio 5, 2008

Kill Bill vol. 1/2: analisi di un testo in movimento

Siccome proprio oggi io e il mio compagno di corso Marco, ci dobbiamo cimentare in una bella presentazione nell’ambito del corso di Semiologia dei Nuovi Media (che vale come esame orale), mi sembra utile e interessante riferire a voi lettori le riflessioni nate dall’analisi di un testo cinematografico bello e complesso come il film di Quentin Tarantino, KILL BILL (vol. 1 anno 2003 - vol. 2 anno 2004).

Nel titolo della presentazione, abbiamo parlato di TESTO IN MOVIMENTO. Infatti, sarebbe riduttivo definire il prodotto cinematografico di Tarantino semplicemente come esempio di testo post-moderno (caratterizzato, secondo Eco, da metanarratività, focalizzazione sull’atto del narrare, ipertestualità, spostamento sull’asse paradigmatico di quello che poteva esserci ma non c’è, e double/triple coding, ibridazione di codici in senso ludico come parodia o pastiche). Il prodotto Kill Bill è un esempio interessante di DIALOGISMO INTERTESTUALE (un tipo di ripetizione basato sulla tecnica della citazione che richiede conoscenze condivise da parte di autore e spettatore, conoscenze derivanti da un’enciclopedia intertestuale) che mette in pratica, in processo, due differenti prospettive di rimandi: INTERCULTURALITA’ (rimandi a culture e tradizioni cinematografiche differenti) e PROPAGAZIONE EXTRATESTUALE (rimandi ad ambiti esterni al cinema).

Per quanto riguarda l’INTERCULTURALITA’, si riscontrano in Kill Bill rimandi allo spaghetti western (es. il film di Sergio Leone “Il buono, il brutto e il cattivo” soprattutto nel vol. 2), alle anime giapponesi (nella storia di O-Ren Ishii, vol. 1), all’horror, allo splatter, ai film di cappa e spada e arti marziali, alla black comedy, al melo-noir… Si crea un gioco di identificazione dei generi (sistema di attese di produzione e ricezione, insieme di caratteristiche formali e tematiche contenute a priori in un testo per permettere la categorizzazione) richiamati nel testo che produce piacere e tensione nel cinefilo.

Per quanto riguarda invece la PROPAGAZIONE EXTRATESTUALE, riscontriamo nel film rimandi all’ambito dei fumetti (soprattutto per quanto riguarda lo sguardo che può essere definito come una SOGGETTIVA DISTORTA, cioè una biforcazione tra inquadrature semi-soggettive, che entrano nella psiche e nelle tensioni del personaggio, e inquadrature che esplicitamente mettono in gioco la marca autoriale, girano, trapassano muri, vanno dietro e davanti agli oggetti); all’ambito della letteratura (forma modulare del testo, divisione in volumi e capitoli, presenza di didascalie e sottotitoli) e all’ambito dei videogiochi (ancora forma modulare come presenza di schemi di difficoltà crescente, eroina che torna intatta sulla scena ad ogni schema superato, scene di violenza con schizzi di sangue esagerati e costante legame con la storia del massacro iniziale ripreso mediante lo sguardo della Sposa sulla prossima vittima).

Kill Bill è dunque un’ipertesto che si collega ogni volta ad un ipotesto differente. E’ una cornice polifonica che mette in gioco per tutta la durata del film la “pratica del rinviare”: l’autore mostra la sua competenza, il suo saper fare sull’uso strategico della citazione, che è una citazione selettiva, o meglio un’ALLUSIONE, in quanto presume una conoscenza condivisa fra autore e spettatore. Siamo davanti quindi a un esempio di REMAKING TESTUALIZZATO, basato su dialogismo intertestuale e ipertestualità, su un DESIGN NARRATIVO VARIABILE (più percorsi possibili all’interno di confini prestabiliti), a metà strada tra remaking (ripresa di personaggi e schemi narrativi) e reworking (rimaneggiamento creativo, re-interpretazione).

Il film è una narrazione lunga, in cui il trailer (la forma breve) regge l’impalacatura costituita dai due volumi distinti, recuperando le conoscenze acquisite dallo spettatore nel vol. 1 e anticipando quello che accadrà nel vol. 2. Nel trailer si ha un’interpellazione dello spettatore (sguardo in camera di Beatrix), interpellazione che viene ripresa in forma di pre-view all’inizio del vol. 2: la Sposa, parlando con lo spettatore, si situa al suo fianco e con lui condivide l’esperienza extrafilmica della visione del trailer.

Tutta l’impalcatura della narrazione lunga è sorretta da uno schema narrativo chiaro e lineare (a dispetto della polifonia di voci e culture nel testo), costituito da un’unica importante passione: la VENDETTA. Lo spettatore può decidere se giocare al riconoscimento dei rimandi intertestuali o semplicemente se godere della semplicità della narrazione (BIFORCAZIONE INTERPRETATIVA). La vendetta permette di superare confini spazio (luoghi e culture diverse) - temporali (nasce nel passato, è motore del presente e si prepara per il futuro). Entra anch’essa a far parte della MARCA DELLA DUPLICITA’ presente continuamente nel testo (tanto per fare qualche esempio, 2 prospettive di vendetta - bill istintiva e beatrix progettata; 2 volumi; 2 nomi dei personaggi, 2 tipi di ritmo: teso nel vol 1 e disteso nel vol. 2….).

Infine, dal punto di vista valoriale, l’analisi del mondo femminile, tipica del mondo delle anime giapponesi, diventa focale anche in Kill Bill: prima di tutto l’opposizione UOMO - DONNA (con un movimento di Beatrix tra i vertici del quadrato semiotico, da donna madre e tenera a eroe guerriero maschile e di nuovo a donna madre), poi la figurativizzazione delle diverse tipologie femminili nei personaggi (la madre, la donna con forza caratteriale, la donna bella e sensuale, la donna gelosa..).
Ancora l’opposizione UMANO - SOVRUMANO (ben descritta nel dialogo fra Bill e Beatrix al termine del vol. 2), tipica della società giapponese, che vede la donna guerriera come un ribaltamento del ruolo sottomesso della donna, che assume una caratterizzazione carnevalesca, truculenta e oscena.
Infine l’opposizione di VITA - MORTE al termine del vol. 2, con Bill che vede Beatrix come non più viva per lui, Beatrix che vorrebbe uccidere Bill, BB che credeva la madre morta ma in realtà era in coma quindi non morta e Beatrix che credeva BB morta ma in realtà la può incontrare, viva.

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La saga di Saw, l’enigmista, il killer guidato da un amore profondo per la vita, vita che gli è stata prematuramente tolta dalla scoperta della malattia incurabile e profondamente devastata dalla perdita del figlio che ancora doveva nascere (episodio 4), che vuole insegnare ai criminali, ai drogati, a tutti coloro che non amano la propria vita e non la rendono speciale per sè e per chi sta loro attorno, il significato dell’esistenza e l’istinto di sopravvivenza, sta diventando un vero e proprio fenomeno di culto.
La narrazione, costituita finora dai 4 episodi ed è passibile di continuazione, può essere definita come una narrazione lunga, un’impalcatura che si tiene fortemente, grazie ai continui rimandi intertestuali (fra un episodio e l’altro) e al gioco interno di specchi (per cui la vittima può diventare carnefice e viceversa).
A parte l’uso dello splatter, la saga è quindi basata su un gioco di tensione psicologica ma anche una costruzione complessa sia all’interno di ogni singolo testo che fra i diversi episodi della serie. Il tutto ruota attorno al protagonista che con la sua filosofia di vita e la pazzia riesce a tenere uniti tutti i frammenti della narrazione (addirittura usando altri personaggi come sua estensione, prima Amanda, ora Hoffmann) in un continuo gioco di tensione fra l’autore e lo spettatore che è chiamato a risolvere personalmente gli enigmi e a capire chi sta realmente giocando e chi invece tiene le redini del gioco.

Attenzione, il presente articolo contiene trama e spoiler degli episodi!!!

EPISODIO 4 - LA MORTE SARA’ UNA SCORCIATOIA

Il quarto episodio esce in USA nel 2007 e in Italia è adesso nelle sale. Ancora una volta diretto da Bousman, la sua produzione è stata incoraggiata dai risultati positivi di Saw 3. Bousman ha riferito:  ”L’idea di Saw IV mi è venuta mentre stavo girando Saw III…oramai sta diventando una tradizione. Non penso ci sia stato un via libera ufficiale, siamo andati avanti per inerzia. Sicuramente abbiamo avuto una conferma di quanto facevamo dopo il risultato di Saw III ai botteghini...”. Nel film ci sono numerosi rinvii ai precedenti episodi, in una trama sempre più fitta e collegata, spesso difficile da districare.

Durante l’autopsia di John, viene rinvenuta una cassetta nel suo stomaco. La cassetta dice che il gioco continua nonostante la sua morte. Il nastro viene ascoltato dal detective Hoffman.
Viene rapito il detective Rigg, il quale, indagando precedentemente sull’enigmista (si vede anche la scena del ritrovamento del cadavere della detective Kerry), ha visto morire tutti i suoi colleghi e ormai vive nella consapevolezza di mettere in pericolo chiunque si avvicini a lui e di non riuscire a salvare nessuno. Rigg deve superare diversi test che lo portano alla fase finale in cui deve salvare la vita al detective Matthews (episodio 2 - era stato tenuto prigioniero infatti per 6 mesi dalla storia del figlio rinchiuso nella casa da Jigsaw) e al detective Hoffmann.
I rapimenti dei due detective paiono essere opera dell’ex collega di lavoro e avvocato della ex-moglie di John, ma in realtà anch’egli è vittima del gioco. Il collegamento con l’avvocato e l’interrogatorio della ex-moglie permette di scoprire la storia passata dell’enigmista, il lavoro come ingegnere e nella clinica di disintossicazione con la moglie, la perdita del figlio che doveva nascere a causa di un paziente della moglie, la prima vittima di Saw (l’inizio del gioco) che è appunto il responsabile dell’aborto e la scoperta della malattia.
Rigg, sebbene riesca a superare tutti i test intermedi (a capire come ragiona Jigsaw, come vede, come sente, cosa prova), non riesce a salvare i due detective suoi colleghi, perchè non ha la pazienza di aspettare e si muove nella costante convizione di voler e poter salvare tutti. Matthews muore, ma Hoffmann sorprendentemente si salva e si scopre che, tramite il nastro nascosto nello stomaco del cadavere di John, ha scoperto come continuare il gioco e ora è diventato l’erede della “filosofia” di Jigsaw.
Anche Jeff arriva sulla scena dell’episodio 3, alla ricerca disperata della figlia, ma viene ucciso. E il nuovo detective che sta indagando sui fatti viene incarcerato dal nuovo enigmista Hoffmann. Ancora uno spunto per la continuazione della saga.

EPISODIO 3 - L’ENIGMA SENZA FINE

Il terzo episodio esce nelle sale nel 2006, sempre diretto da Darren Lynn Bousman. Il nuovo film contiene spunti per il chiarimento di alcuni punti lasciati oscuri nei precedenti episodi. Esso è dedicato al produttore di Saw 1 e 2, Gregg Hoffman, morto dopo l’annuncio ufficiale di Saw 3.

L’inizio del film riprende la scena finale dell’episodio precedente. Matthews decide di fratturarsi (non tagliarsi) il piede per liberarsi dalla catena, colpendolo ripetutamente con la cassetta di pietra che ha ucciso Zep nel primo episodio.
In un edificio abbandonato, viene trovato senza vita il corpo (o meglio i resti del corpo) di Troy: la vittima era stata agganciata con anelli infilati nella pelle collegati a catene attaccate alla parete. Troy avrebbe dovuto strapparli dalla carne per liberarsi prima dell’esplosione di una bomba. Kerry, che sta indagando su Jigsaw, capisce però che la trappola è diversa da tutte le precedenti, perchè la porta è chiusa a chiave e la vittima non poteva dunque liberarsi in nessun modo.
Anche Kerry diventa vittima di un gioco: una trappola è agganciata alla sua gabbia toracica e per liberarsi deve prendere la chiave dentro un vaso pieno di acido. Kerry muore.
La dottoressa Lynn Denlon (moglie che tradisce il marito) viene rapita da Amanda. Amanda le pone attorno al collo un collare con cartucce di fucile, il collare è collegato al dispositivo che controlla la frequenza cardiaca del killer morente. Se Jigsaw muore, morirà anche Lynn. Lynn potrà essere liberata se un altro uomo sottoposto a test risulterà vincitore e Lynn fino a quel momento terrà in vita il killer.
L’uomo sotto test è Jeff Reinhart che vuole vendicarsi dell’automobilista ubriaco che gli ha ucciso il figlio. Jeff dovrà decidere se perdonare o vendicarsi. Jeff incontra prima una testimone che decise di non partecipare al processo contro l’ubriaco sottoposta a congelamento e decide di salvarla, ma non fa in tempo. Poi trova il giudice che ha assolto l’ubriaco sul fondo di un silo quasi immerso dal liquidi delle carcasse di maiali in putrefazione: per salvarlo Jeff brucia i giocattoli del figlio morto. Infine Jeff trova il guidatore ubriaco in una trappola che gli ruoterà gli arti a 180 gradi: Jeff non riesce a salvarlo e anche il giudice muore involontariamente con il marchingegno che avrebbe potuto salvare l’automobilista. Jeff ha terminato i test.
Lynn per tenere in vita Jigsaw procederà a un’operazione molto delicata al cervello, nel frattempo si spiega la preparazione delle trappole dell’episodio 1. Lynn può essere liberata perchè Jeff ha terminato i test ma Amanda, gelosa di lei, si rifiuta di liberarla. L’Enigmista cerca di calmarla dicendo di seguire le regole ma lei si rifiuta di ascoltare. Jigsaw le chiede se ha provato lo stesso odio anche per Eric Matthews. In un flashback viene mostrato il detective che cerca di fuggire dopo essersi rotto il piede. Amanda lo lascia da solo a morire dopo averlo affrontato. Tornando al presente Amanda afferma che nessuna persona è cambiata dopo i giochi di Jigsaw. Amanda spara a Lynn. Jeff entra e spara ad Amanda. Jeff era il marito di Lynn.
Anche Amanda in realtà era sotto test, doveva salvare la vita a Lynn. Jigsaw chiede a Jeff di scegliere se perdonarlo per tutte le sofferenze che gli ha fatto passare oppure ucciderlo. L’uomo dice di perdonarlo e subito dopo gli taglia il collo. Mentre l’Enigmista sta morendo avvia un nastro in cui dice a Jeff di aver fallito la sua prova. Si scopre che Jigsaw ha rapito la figlia di Jeff e solo lui sa dove si trova. Se vorrà rivederla dovrà fare un gioco. Jeff urla disperato mentre la morte di Jigsaw fa esplodere la trappola di Lynn, uccidendola.

EPISODIO 2 - LA SOLUZIONE DELL’ENIGMA

L’episodio 2 esce ad un anno di distanza dal primo episodio. Anche se considerato dalla critica come un sequel inutile, sono stati i fans con numerose email a chiederne la produzione. Il film è stato girato in soli 25 gg sotto la regia di Darren Lynn Bousman. E’ un’esperienza, quella del sequel, che richiama fortemente “Dieci piccoli indiani” di Agatha Christie. E’ in questo episodio che Jigsaw spiega esplicitamente la ragione della sua follia omicida: l’Enigmista ha deciso di insegnare agli altri il valore della vita dopo che gli è stato diagnosticato il cancro ed è sopravvissuto miracolosamente ad un tentativo di suicidio. La sua firma, un pezzo di puzzle tolto dal corpo delle vittime, indica che la persona ha perso un pezzo cruciale di se stessa: l’istinto di sopravvivenza. 

Il detective Eric Mathews scopre il nascondiglio di Jigsaw ma si ritrova a far parte, insieme alla sua squadra, del nuovo gioco del killer: dovrà salvare otto persone rinchiuse in una casa.
Michael è un informatore della polizia e indossa un dispositivo intorno al collo che se attivato dal timer gli schiaccerebbe la faccia: per liberarsi deve togliersi un occhio e prendere la chiave nell’orbita. Non ci riesce e la trappola lo uccide.
Nella casa i poliziotti trovano il killer molto debilitato a causa del cancro che lo sta uccidendo. Egli sta osservando ciò che accade nella casa attraverso le telecamere. I poliziotti vedono la situazione e sanno di avere 2 ore di tempo per salvare le vittime. Tra i carcerati anche Amanda Young (la sopravvissuta tra le prime vittime di Jigsaw) e il figlio di Mathews: Daniel.
Le vittime scoprono grazie a un registratore trovato da Amanda che stanno respirando un gas nervino letale e che per avere l’antidoto necessitano di una combinazione per aprire la cassaforte dove sta nascosto.
Gus, una delle vittime, viene ucciso da un proiettile mentre guarda dallo spioncino di una porta.
Obi, che è stato aiutante del killer nel rapire le vittime, trova due antidoti in un forno ma nel tentativo di prenderli rimane impigliato e muore bruciato.
Xavier è uno spacciatore, deve prendere una chiave nascosta all’interno di una cavità piena di siringhe, allora getta Amanda nel buco, la quale trova la chiave ma troppo tardi: la porta è bloccata.
Jigsaw informa Matthews che tutti i criminali all’interno della casa sono stati arrestati da Matthews in persona anche con prove false e se scoprono che Daniel è suo figlio lo uccidono. 
Xavier scopre che dietro il collo di ogni vittima è scritto un numero che serve per la combinazione della cassaforte. Xavier inizia a inseguire e uccidere gli altri per scoprire la combinazione. Si scopre anche l’identità di Daniel e quella del padre.
Laura muore a causa del gas e Addison fugge: egli trova una scatola di plexiglas in cui è nascosto un antidoto, ma nel prenderlo resta intrappolato.
Durante gli inseguimenti di Xavier contro Amanda e Daniel, le vittime arrivano nel set dell’episodio 1: ci sono i corpi da Adam, Zep e il piede di Gordon. Daniel uccide Xavier con la sega del film Saw 1.
Matthews, preoccupato per il figlio, costringe Jigsaw a portarlo nella casa. Arrivato nel sudicio bagno del primo episodio, viene aggredito e si ritrova incatenato allo stesso modo delle precedenti vittime. Daniel in realtà era nascosto in una cassaforte nel luogo dove i poliziotti avevano scovato il killer.
Una cassetta rivela che è stata Amanda ad aggredire Matthews e che sarà lei a continuare il lavoro di Jigsaw quando questi sarà morto.

EPISODIO 1 - SAW, L’ENIGMISTA

L’episodio 1 della serie, esce nelle sale cinematografiche nel 2004 (2005 in Italia) diretto da James Wan.
La base fondamentale della trama è tutto ciò che ruota attorno alla filosofia di vita di Jigsaw (intepretato da Tobin Bell):
“Vivere o morire? Fai la tua scelta!”.  Jigsaw, il cui vero nome è John Kramer, è in realtà un paziente con un cancro inoperabile al cervello, il quale ha talmente a cuore il significato della vita (che a lui è stata irrimediabilmente tolta, infatti la sua morte è vicina) che vuole insegnarlo a chi non la ama particolarmente. Mettendolo alla prova, concorrente all’interno di un gioco in cui si deve scegliere tra vita e morte e sacrificarsi per la prima.

Il tutto si svolge in un sudicio bagno in cui si ritrovano imprigionate le due vittime: Adam Faulkner e Lawrence Gordon. Al centro del bagno è disteso un uomo che pare si sia sparato alla testa, con in mano ancora la pistola e un registratore di cassette.
Nel bagno ci sono due buste con i nomi delle vittime e dentro una cassetta. Queste cassette devono essere ascoltate tramite il registratore dell’uomo presunto suicida. La cassetta di Adam riferisce che a fino a quel momento egli non ha fatto altro che guardare gli altri vivere la loro vita, in quel giorno avrebbe guardato la sua agonia o avrebbe iniziato a vivere; la cassetta di Lawrence invece lancia un ultimatum, infatti egli deve uccidere Adam prima delle 18 altrimenti la sua famiglia morirà. Inoltre viene detto che l’uomo in centro alla stanza ha il sangue avvelenato e, in quella circostanza, l’unica soluzione è spararsi. La cassetta si conclude dicendo che esistono delle possibili vie di fuga.
Nel bagno, le due vittime trovano due seghe e capiscono che servono per tagliarsi i piedi e liberarsi dalle catene da cui non possono scappare. Lawrence intuisce che il killer che può averli rinchiusi non può essere altri che Jigsaw, identità per cui lui stesso era stato sospettato.
Quelle non sono le prime vittime del killer (flashback). Paul Stallberg tentò di tagliarsi le vene per attirare l’attenzione, Jigsaw lo mise alla prova facendolo passare in mezzo al filo spinato per liberarsi dalla prigionia ma Paul morì dissanguato. Invece Mark Rodriguez diceva di essere malato anche se non era vero e Jigsaw lo mise alla prova iniettandogli veleno e mettendo l’antidoto in una cassaforte che doveva essere aperta digitando una combinazione che Mark doveva carpire con un ragionamento, ma Mark era ricoperto da una sostanza infiammabile, il pavimento era pieno di vetri e la stanza illuminata da una candela: Mark morì bruciato. Jigsaw aveva lasciato un indizio per rendere presunto colpevole il dottor Lawrence Gordon.
Si viene a sapere che il dottor Gordon è medico di un certo John, malato di cancro al cervello.
Amanda Young è un’altra delle vittime di Jigsaw, una drogata che stava buttando via la sua vita. Lei è riuscita a salvarsi e si sente devota al killer per averla aiutata a superare il suo incubo.
Adam scopre che dietro un vetro del sudicio bagno si nasconde una telecamera. Sono spiati. Nel frattempo viene raccontato il motivo per cui Gordon è diventato vittima del killer (flashback): Gordon non ha buoni rapporti con la famiglia.
Il detective Tapp scopre il nascondiglio di Jigsaw e gli tende un agguato, ma all’interno del nascondiglio c’è un’altra vittima con dei trapani vicino al collo e, quando il killer si accorge di essere nei guai, attiva la trappola mortale. I poliziotti bloccano i trapani ma Tapp viene ferito da un coltello e il suo collega ucciso da un’altra trappola di fucili attivati da un sottile filo calpestato. Tapp lascia la polizia e sarà per sempre ossessionato dalla cattura del killer.
Nel frattempo, nel bagno, le due vittime vengono messe una contro l’altra: Gordon scopre che Adam è un fotografo pagato per spiare i tradimenti di Gordon e i tentativi di “fregare” il killer fingendo la morte di Adam da parte di Gordon falliscono.
A casa di Gordon inizia una lotta fra la moglie e il collaboratore di Jigsaw (che si scopre essere l’infermiere dell’ospedale Zep Hindle) il quale tiene in ostaggio lei e la figlia, il tutto può essere ascoltato da Gordon via cellulare. L’ex poliziotto Tapp interviene ma viene ferito da Zep che corre a uccidere Gordon.
Gordon sviene a causa di una scossa elettrica partita dalla catena e quando si sveglia non può più rispondere al cellulare che è caduto lontano da lui. Si taglia la gamba, prende la pistola e spara ad Adam.
Nello stabile entrano Zep e Tapp, il secondo viene ucciso. Zep arriva al sudicio bagno con l’intento di sparare a Gordon, ma Adam è solo ferito al braccio e lo ammazza con il coperchio in pietra del cassonnetto del bagno. Gordon va a cercare aiuto e Adam scopre che anche Zep era una vittima di Jigsaw.
Il presunto suicida disteso in bagno si alza, si toglie la maschera e si scopre che è il killer stesso. Il killer è John Kramer, il paziente di Gordon. Egli spiega ad Adam che la chiave era con lui nella vasca da bagno nel momento in cui si era svegliato dall’incoscienza ma poi era stata risucchiata dallo scarico quando lui era uscito dalla vasca. Adam tenta di uccidere il killer ma viene fermato da una scossa elettrica.
Jigsaw esce dalla stanza decretando la fine del gioco e si sente la stessa frase che ha aperto gli occhi ad Amanda: “molta gente è poco riconoscente nei confronti della vita; ma tu no, non più ora“.

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Posted by: lary1984 | Aprile 29, 2008

Echelon: un abuso di dimensioni mondiali

Si comincia a parlare seriamente di Echelon a partire dagli anni ‘90, anche se la sua attività fondamentale si situa negli anni ‘80 e senza dubbio l’insediamento è avvenuto già negli anni ‘60.
Si tratta di una rete di INTERCETTAZIONE GLOBALE di comunicazioni nazionali e internazionali, gestita dalla NSA (National Security Agency, l’agenzia per la sicurezza statunitense, nota attraverso il famoso romanzo “Crypto” di Dan Brown) e dai membri del patto UKUSA (USA, Canada, UK, Australia, Nuova Zelanda).
Lo scopo iniziale era difendersi, negli anni precedenti alla caduta del Muro di Berlino, dal blocco orientale e indagare le comunicazioni di URSS e Cina (la cosiddetta COMINT - communication intelligence), ma, al momento della caduta del Muro, il sistema non è stato bandito, è diventato infatti un MEZZO DI ABUSO DI INFORMAZIONE ECONOMICA E SPIONAGGIO INDUSTRIALE.

Il sistema si avvale di impianti satellitari, navi, aerei, impianti terrestri e un sistema computerizzato che permette l’analisi delle intercettazioni mediante parole-chiave.
Echelon dovrebbe essere finalizzato alla sicurezza nazionale, allo spionaggio di possibili fazioni terroriste, alla prevenzione di atti di violenza e contrari alla morale, in realtà, dopo gli attacchi dell’11 Settembre 2001, si è finalmente compreso che la vera ragione dell’esistenza di un simile apparato di intercettazione è completamente diversa.

Echelon non rispetta il PRINCIPIO DI PROPORZIONALITA’ (bilanciamento della protezione dell’interesse alla sicurezza con il grado di invasione della privacy - se l’interferenza è giustificata, occorre sempre usare mezzi il meno invasivi possibile e mettere in atto sufficienti garanzie per evitare abusi) e di conseguenza risulta un metodo altamente invasivo della sfera privata degli Stati, in netto contrasto con la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo (art. 12), con la Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea (art. 7) e soprattutto con la Convezione Europea dei Diritti dell’Uomo (art. 8). Con questi articoli si mira a proteggere non solo la sostanza delle comunicazioni ma anche gli elementi accessori, eppure Echelon attua una forma di abuso a livello mondiale che supera qualsiasi limite.

UKUSA giustifica le sue intercettazioni con un presunto fine morale, di “LEVELLING THE PLAYING FIELD” (difesa degli USA dai corrotti Paesi stranieri che sottraggono affari all’America), per controllare il rispetto delle sanzioni (in gran parte imposte dagli USA ad es. verso Cuba e Libia) e il divieto di commercio di beni a doppio uso.
In realtà, l’idea è quella di far prevalere gli USA sui concorrenti stranieri nella conclusione degli affari, di spiare non solo l’informazione macroeconomica (atto lecito per posizionarsi al meglio nelle trattative internazionali) ma anche l’informazione microeconomica e competitiva per conoscere i dettagli di attività e contratti dei concorrenti, i piani di mercato e le migliori ultime offerte. Tutta questa attività di intercettazione senza rendere note norme e procedure e fornire prova che si tratta di atti permessi e giustificati realmente.

Nonostante il rapporto Schmid abbia aperto gli occhi degli Stati dell’Unione Europea su questa attività illecita e non giustificata del patto UKUSA (che comprende anche il Regno Unito e installazioni in Germania), l’Europa ha optato per l’inazione. Credo che l’unica cosa che si possa fare, almeno per quanto riguarda noi privati cittadini, sia il fatto di parlarne e mettere a conoscenza della cosa quante più persone possibili. Parlatene dunque nei blog, nei siti, nei forum…fate girare l’informazione!

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Posted by: lary1984 | Aprile 26, 2008

Class Action: dubbi e questioni aperte

LA CLASS ACTION NEGLI USA

Per attuare una procedura di Class Action, per permettere quindi la sua certificazione da parte del Tribunale, occorre che si verifichino 4 condizioni fondamentali:
- NUMEROSITA’ degli attori danneggiati
- COMUNALITA’ delle problematiche da risolvere
- TIPICITA’ cioè la presenza di pretese e difese tipiche
- RAPPRESENTATIVITA’ (le parti rappresentative della Classe devono proteggere gli interessi dell’intera classe)
Il Tribunale inoltre si pronuncia anche su altre due questioni:
- PREDOMINANZA cioè le questioni comuni devono predominare su quelle individuali
- SUPERIORITA’ la Class Action deve essere il mezzo più adeguato a quella problematica da affrontare rispetto a tutti gli altri mezzi disponibili

Nel caso venga certificata, la Class Action diventa VINCOLANTE per tutti coloro che rispondono tipicamente al requisito di comunalità, a meno che non richiedano esplicitamente entro un breve periodo di essere esclusi (CLAUSOLA MANDATORY OPT-OUT). Questa questione di esplicita richiesta di esclusione è assai importante ad esempio in un Paese come l’Italia dove, secondo l’art 24 e 25 della Costituzione, ogni persona ha diritto ad agire in giudizio per proprio interesse. La clausola mandatory opt-out è in chiaro contrasto con questa norma italiana, in quanto chi non si esclude dalla Classe, perde per l’eternità il diritto di agire individualmente contro i convenuti.

Altre due problematiche della Class Action americana sono l’eventuale LEGITTIMAZIONE DI MEMBRI STRANIERI nella classe e la CERTIFICABILITA’ DELLA CLASSE PER FRODE IN VALORI MOBILIARI, la cosiddetta finanza strutturata truffaldina.

Per quanto riguarda il primo punto, cioè sostanzialmente la questione della giurisdizione americana, si afferma che essa può aver senso di esistere solo se l’attività illecita ha avuto luogo negli USA o se l’illecito ha avuto effetti significativi negli USA o nei confronti di cittadini statunitensi. Le attività illecite però devono essere più di meri atti preparatori e quindi devono avere causato direttamente i danni lamentati.
Per quanto riguarda il secondo punto, i convenuti sono sottoposti a RESPONSABILITA’ PRIMARIA solo se gli attori riescono ciascuno a provare affidamento individuale sulla condotta di ciascun convenuto (onere della prova molto forte). Inoltre, i convenuti devono aver avuto obbligo affermativo di informazione o devono aver reso importanti pubbliche rappresentazioni ingannevoli sulle quali un mercato efficiente può fare affidamento. La condotta di mera assistenza o supporto non è sufficiente a far scattare la responsabilità primaria dei convenuti.

LA CLASS ACTION IN ITALIA

In Italia, la Class Action può generarsi solo dall’azione di Associazioni di Categoria (e non normali cittadini come in USA) o altri Enti che rappresentino una moltitudine di cittadini. Anche in Italia la Class Action deve essere certificata dal tribunale, ma il procedimento è molto più rapido che in America perchè non c’è quel forte onere della prova. In realtà poi, le lungaggini giudiziarie italiane si manifestano quando i convenuti ricorrono in appello e mandano di conseguenza in stallo la Classe a causa dei tempi infiniti della magistratura italiana.
In Italia l’oggetto della Classe è il risarcimento del danno e la restituzione delle somme spettanti ai singoli utenti per contratti di cui all’art. 1342 del C.C. ovvero per pratiche commerciali scorrette, atti illeciti extracontrattuali e comportamenti anticoncorrenziali. A differenza degli USA non è possibile richiedere DANNI PUNITIVI cioè sanzioni al di là del DANNO EMERGENTE (danno oggettivo) e LUCRO CESSANTE (perdita di un possibile guadagno).
In USA la sentenza ha effetto anche su chi non ha partecipato (eventualmente anche membri stranieri come abbiamo detto prima), mentre in Italia la sentenza ha effetto diretto sui soggetti che aderiscono (se positiva, tutti possono far valere i criteri stabiliti dalla sentenza in ulteriore giudizio; se negativa, altre Associazioni possono rifare un’azione sulla stessa questione in quanto l’effetto di una causa non ricade sulla successiva).
Le Associazioni devono sempre chiarire come avverà il compenso degli avvocati.

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Posted by: lary1984 | Aprile 24, 2008

Finanza Strutturata: quali inganni per gli investitori?

A sorpresa mi sono ritrovata con un esame di Diritto dell’Economia da preparare in 2 settimane, quindi quale miglior servizio per me (che devo capire, sintetizzare e ricordare) e per gli utenti (che ogni giorno si trovano immersi nei meandri della finanza “creativa”) se non quello di parlarvi di alcune nozioni interessanti.

Oggi vorrei introdurre i DERIVATI, cioè quegli strumenti finanziari che derivano il loro valore da altri beni economici o finanziari (il cosiddetto SOTTOSTANTE o COLLATERALE) e di questi replicano il comportamento. Inizialmente appaiono all’investitore come una ghiotta opportunità perchè il loro costo è di molto inferiore ai beni sottostanti (che possono essere di varia natura: titoli, obbligazioni, prestiti, mutui ipotecari…) e possono essere usati con FINALITA’ DI COPERTURA (HEDGING) rispetto a un rischio di fluttuazione del valore entro un perimetro accettato.
In realtà sono strumenti truffaldini e alquanto oscuri per chi non ha competenze ampie e approfondite di ambito finanziario. Spesso infatti questi strumenti sono venduti con finalità SPECULATIVE (lucro sulle variazioni finanziarie e sul valore del bene sottostante tramite previsioni, scommesse che il valore vada verso una certa direzione) o di ARBITRAGGIO (previsione sugli effetti di negoziazione e di passare del tempo, scommessa sulle sole variazioni finanziarie). Spesso al di sotto di questi strumenti STRUTTURATI (cioè derivanti da aggregazione e da formule molto complesse, per questo si chiama FINANZA STRUTTURATA), si celano investimenti molto rischiosi che conducono a perdite sicure e ingenti. E’ un modo per le Banche e gli intermediari di scaricare sull’ingenuo investitore i rischi di titoli finanziari senza un sottostante certo e affidabile.
Altre funzioni dei derivati, che dipendono dal fatto di essere strumenti che hanno subito un processo di CARTOLARIZZAZIONE (aggregazione di prodotti finanziari in un unico prodotto, che assume un rischio dato dalla somma dei sottostanti, un aggregato volatile e sconosciuto agli investitori, molto aleatorio), sono il fatto di voler cambiare la natura di un investimento (senza vendere o comprare direttamente il bene sottostante), oppure di voler cambiare la natura di un’obbligazione (il tasso di interesse sostanzialmente) o ancora la creazione appunto di nuovi strumenti finanziari come somma di debiti (prestiti) e capitale (azioni).

Si distinguono due categorie fondamentali di derivati: i DERIVATI FINANZIARI e i DERIVATI CREDITIZI.

I DERIVATI FINANZIARI comprendono:
- i CONTRATTI A TERMINE (in particolare FUTURES - negoziati all’interno di mercati regolamentati giorno per giorno - e FORWARD - negoziati privatamente, fuori dai mercati regolamentati e solo al termine della transazione), cioè contratti che prevedono l’obbligo di vendere o acquistare un bene alla data prestabilita, al prezzo convenuto anticipatamente. Il lucro sta nell’apprezzamento o nella diminuzione del valore del bene, quindi nella scommessa più o meno aderente alla realtà che era stata pattuita dalle parti.
- le OPZIONI (CALL = di acquisto ; PUT = di vendita), a differenza dei contratti futures e forward, sono facoltà / possibilità (non obblighi) di vendere o acquistare un bene a un prezzo stabilito anticipatamente a una certa data prestabilita. Si paga un premio al venditore per questa facoltà.
- le SWAP  sono come una serie di contratti forward (avvengono privatamente, fuori dai mercati regolamentati) e consistono in uno scambio di denaro in base a formule prestabilite, formule che riguardano andamenti di tassi in interesse (INTEREST RATE SWAP), di valute di cambio (CURRENCY SWAP), di titoli (ASSET SWAP), ecc….sono anch’esse scommesse.

I DERIVATI CREDITIZI riguardano titoli di debito che consistono in rischi di credito cioè in scommesse sull’affidabilità creditizia di una società. Si tratta di NOTES (NOTE STRUTTURATE) emesse in base al principio di CARTOLARIZZAZIONE quindi tramite aggregazione e formule molto complesse. Comprendono principalmente:
- CDS (CREDIT DEFAULT SWAP) scommesse sull’inadempienza di una società rispetto a un debito che essa ha contratto (chi dice che la società non sarà inadempiente vende una protezione/assicurazione; chi dice che la società sarà inadempiente acquista la protezione tramite una commissione a chi la vende)
- CBO (COLLATERALIZED BOND OBLIGATIONS) il sottostante è costituito da bond cioè da un’aggregazione di obbligazioni con rischio diverso
- CDO (COLLATERALIZED DEBT OBLIGATIONS) il sottostante è costituito da diversi tipi di ASSET (bond, titoli, mutui ipotecari, prestiti commerciali come ad es. nel CLO - collateralized loan obligations…) -> Possono essere CDO SINTETICI quindi comprendere CDS ed essere calcolati non secondo tecniche tradizionali di cartolarizzazione ma secondo tecniche di derivati, quindi elevata complessità.

Come nascono i derivati? Prima di tutto c’è un ORIGINATOR che detiene il sottostante (pensiamo a una Banca). Il valore del sottostante viene trasferito a un SPV o SPE (special purpose vehicle o entity) che è gestito da un TRUSTEE o una PATNERSHIP in un paradiso fiscale (con elevate agevolazioni e possibilità di “truccare” i bilanci e le informazioni). L’SPV emette delle tranche, delle notes da vendere sul mercato degli investitori, di diverse classi: SENIOR, MEZZANINE, JUNIOR e EQUITY (dalla prima all’ultima il rischio aumenta in modo progressivo considerevolmente, quindi anche il rendimento, ma chiaramente diminuisce il RATING, la valutazione dei prodotti finanziari). L’ASSET MANAGER si occuperà della gestione delle notes che verranno vendute agi ignari investitori, i quali si fideranno del rating elevato, ma non sapranno in realtà in cosa realmente consistono i titoli acquistati.

In Italia, la legislazione è piuttosto restrittiva rispetto agli USA, infatti possono commerciare in prodotti derivati solo gli operatori qualificati, con una certa competenza e diligenza professionale, i quali devono garantire una prudente e sana gestione del patrimonio finanziario dei clienti, proteggendoli da investimenti palesemente rischiosi o dannosi. La funzionalità speculativa è riservata a gli investitori istituzionali e le informazioni devono sempre essere chiare, aperte e corrette. Nonostante ciò, la globalizzazione dei mercati finanziari ha prodotto elevati danni anche in Italia, con grosse perdite a livello mondiale.
Negli USA, dove i derivati sono nati, la legislazione è molto aperta, pemettendo anche clausole di esclusione e esonero dalla garanzia di informazioni chiare e complete agli investitori.

I MUTUI SUBPRIME E IL PREDATORY LENDING

Altro importante argomento attinente alla finanza strutturata e truffaldina, è quello che ha portato allo scandalo dei mutui subprime (mercato secondario dei mutui) negli USA.
Quando si parla di “mutui predatori” si intende il rifinanziamento di mutui esistenti per far fronte all’esigenza di liquidità del debitore, attiggendo all’equity (al capitale accumulato negli anni) del mutuo stesso. In realtà, attraverso questa motivazione di aiuto ai debitori, le banche depredano l’equity mediante commissioni, tangenti e assicurazioni, portando talvolta a una situazione chiamata FLIPPING per cui il debitori è in costante condizione di indebitamento (ripetuta estinzione e riaccensione del rifinanziamento con condizioni sempre diverse in date ravvicinate).
Le Banche per tutelarsi da eventuali denuncie di truffa da parte dei debitori, inseriscono la CLAUSOLA ARBITRALE OBBLIGATORIA nei confronti dei soli debitori, i quali, in caso di contestazioni, possono rivolgersi solamente all’arbitrato, una possibilità molto costosa e che non dà le stesse garanzie della normale autorità giudiziaria (no danni punitivi, no discovery obbligatoria, controllo giurisdizionale limitato). Invece la Banca, chiaramente, può decidere liberamente, in caso di problemi col debitore, se rivolgersi all’arbitrato o alla normale autorità giudiziaria.
Anche i mutui ipotecari subprime sono diventati attualmente strumenti cartolarizzati. Vediamo con quali modalità.

Il debitore si rivolge alla Banca per stipulare un contratto di mutuo, anche se spesso non ha la documentazione necessaria e le condizioni economiche per farlo (mercato subprime). La Banca stipula comunque il mutuo con la formula 2/28 (primi due anni bassissimo tasso di interesse, gli altri anni altissimo tasso d’interesse). La Banca finanzia il debitore e vende subito il mutuo a un’emittente.
Da ricordare che non esiste praticamente nessuna relazione fra Banca e debitore, tutto avviene tramite un procacciatore, il cosiddetto MORTGAGE BROKER.
L’emittente che ha comprato il mutuo, riceve su di sè il rischio connesso (la Banca ora ne è fuori), cartolarizza i diversi mutui acquistati e li trasforma in obbligazioni (bonds) da vendere agli investitori, mediante pagamento di cassa. In questo processo è assistita da un fiduciario (TRUSTEE), che si occupa degli interessi degli investitori, un sottoscrittore, che amministra l’emissione dei bonds, un’agenzia di rating, che valuta i titoli iniziali e aggiorna costantemente la valutazione, e un eventuale terzo che occupa della gestione del rischio quindi assicura le obbligazioni.
Il debitore iniziale d’ora in avanti dovrà pagare le rate non alla Banca, bensì a un esattore, il quale trasferisce i pagamenti all’emittente che poi li trasferisce a sua volta agli investitori. L’esattore non si preoccupa delle necessità del debitore ma solo degli interessi degli investitori (che mirano a che non avvengano modifiche sostanziali al contratto di mutuo); quindi il debitore è lasciato a se stesso e ai suoi problemi finanziari (se non paga rimane un senzatetto) e gli investitori non conoscono propriamente cosa si cela al di sotto del titolo acquistato, si fidano dei rating dell’agenzia e dei pagamenti dell’emittente, in realtà su di loro incombe il rischio dell’insolvenza dei debitori.

Tutto questo meccanismo ha portato al crollo dei mercati subprime negli USA. I debitori non potevano più pagare le rate con gli elevati tassi di interesse e continuavano a rifinanziare i mutui, perdendo l’equity accumulata e pagando fior di quattrini alle Banche e ai procacciatori. Gli investitori subivano le perdite dell’insolvenza dei debitori senza essere coscienti del rischio a cui erano sottoposti, in quanto acquistavano titoli aggregati, tramite cui non si poteva risalire al sottostante. Un’esempio di finanza creativa, o meglio truffaldina, in cui chi ci ha guadagnato sono solamente gli istituti di credito a scapito delle gente comune.

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Posted by: lary1984 | Aprile 15, 2008

Tesi di Laurea - Esplorazione della Letteratura

Inizia da oggi la fase di esplorazione della letteratura e degli articoli recuperati per la tesi di laurea sui blog didattici nell’ambito dell’higher education (americana).
All’interno della pagina dedicata alla Tesi di Laurea, trovate scaletta pseudo-definitiva (almeno per quanto riguarda le riflessioni emerse finora in classe e con il relatore) e da oggi anche le note di lettura dei testi in bibliografia.

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Posted by: lary1984 | Aprile 10, 2008

Elezioni politiche 2008: la guida per districarsi nel voto

Silvio Berlusconi ha presentato la lista dei ministri del nuovo governo e oggi, 8 Maggio 2008, alle 17, ci sarà il giuramento. Ecco la lista (fonte: Rai News 24):

Presidente del Consiglio: Silvio Berlusconi
Interno: Roberto Maroni
EsteriFranco Frattini
Giustizia: Angelino Alfano
Difesa: Ignazio La Russa
Economia: Giulio Tremonti
Sviluppo economico: Claudio Scajola
Politiche agricole: Luca Zaia
Ambiente: Stefania Prestigiacomo
Infrastrutture: Altero Matteoli
Lavoro e Salute: Maurizio Sacconi
Beni culturali: Sandro Bondi
Istruzione, Università e Ricerca: Mariastella Gelmini

Senza portafoglio
Riforme federalisteUmberto Bossi
Semplificazione: Roberto Calderoli
Rapporti con le Regioni: Raffaele Fitto
Pubblica amministrazione e innovazione: Renato Brunetta
Attuazione del programma: Gianfranco Rotondi
Politiche giovanili: Giorgia Meloni
Politiche europee: Andrea Ronchi
Pari opportunità: Mara Carfagna

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Posted by: lary1984 | Aprile 8, 2008

Il blog può diventare malattia?

Sfogliando il quotidiano La Stampa online, sono incappata oggi in una notizia interessante. Forse più che interessante dovrei dire inquietante soprattutto per i blogger più assidui, quelli che non resistono senza essere i primi a postare una notizia, che già la sera prima fanno mente locale sul post del giorno dopo e quotidianamente monitorano statistiche e visite al proprio blog.

Il New York Times ha pubblicato un articolo su i principali sintomi e conseguenza della malattie dei “blogger”: perdita o aumento innaturale di peso, tensione nervosa, disturbi del sonno, ansia da prestazione telematica, nei casi peggiori complicazioni cardiache fino all’eventuale morte.
Certo qui forse andiamo su un terreno di esagerazione eppure sembra che questi disturbi di salute siano molto comuni negli utilizzatori assidui dello strumento blog.

L’accelerazione del flusso informativo ha provocato una tendenza all’esasperazione della capacità di informarsi e postare nel più breve tempo possibile notizie ed eventi cercando di superare per tempo i blogger avversari. Soprattutto chi si occupa di tecnologia o usa il blog per lavoro vive ogni giorno una lotta per la sopravvivvenza data dall’aggiornamento costante.

Essere i primi equivale a essere i più citati anche dalle fonti autorevoli. I maggiori click possono equivalere (per chi fa di questo hobby una professione) a maggiori entrate pubblicitarie. Le grandi aziende d’informazione mediatica si alleano con free lance a caccia dell’ultimo scoop che dimostrano utili capacità di ricerca d’informazioni sul web in modo rapido e altamente selezionato (un lavoro forse per studenti di scienze della comunicazione?!).

Lo stress e l’ansia si potraggono per tutta la giornata (compresa la notte) per tutta la settimana, ma accanto ai pessimisti c’è anche chi vede l’uso del blog come un mezzo di conoscenza personale e di socializzazione della stessa, senza la necessità di una lotta all’ultima notizia (”rilassatevi, scrivere blog non è una corsa“), o chi la prende in modo ironico “certo, anche sul Web si esagera, ma siamo seri: se sei davvero stressato per la gestione di un blog da cinquemila lettori, allora ci sono buone possibilità che saresti stressato per qualsiasi lavoro”.

Credo che ogni lavoro abbia i suoi rischi se vissuto in modo sbagliato, nella fretta e nell’ansia, non certo si può scatenare il solito caso nazionale senza adeguati studi e indagini scientifiche. Forse tramite l’organizzazione precisa del proprio lavoro e la progettazione adeguata del proprio tempo gran parte dei problemi si risolverebbero.

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Posted by: lary1984 | Aprile 6, 2008

Emigrate, la band figliol prodigo dei Rammstein

Non sono molto conosciuti di nome eppure una canzone soprattutto è diventata alquanto famosa grazie a Virgin Radio e tra i componenti della band si ritrova il grande chitarrista e fondatore dei Rammstein, Richard Kruspe, qui nel ruolo non solo di chitarra ma anche di voce.
Nel 2005, quando i Rammstein decisero di fare una pausa artistica, Kruspe capì che era il momento di mettere in piedi una nuova formazione, creata dalle sonorità del cd Mutter, di genere industrial metal mischiato all’alternative rock. Un’idea alternativa, diversa.

Nel Settembre 2006 iniziò a circolare in giro il nome Emigrate e in particolare alcune canzoni dell’album in uscita “Wake Up“, “Babe“, “My World” tutto in modo virtuale sul Web. Il sito ufficiale aprì nel 2007. L’album Emigrate esce nel 2007.
My World” diventa una delle soundtrack del film Resident Evil 3 (già le puntate precedenti di Resident Evil contenevano canzoni dei Rammstein: “Mein Teil” e “Halleluja“).

Il singolo che qui in Italia resta maggiormente conosciuto è però New York City, in onda su Virgin Radio.
Potete vedere tutti i video in questa sezione http://www.emigrate.eu/Video 

Vai al post sui Rammstein >> clicca qui

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