Ieri sera sono andata a vedere “New Moon“, il secondo capitolo della saga di Twilight che ha per protagonisti Edward il vampiro buono, Bella e la loro struggente storia d’amore, oltre al terzo incomodo il licantropo Jacob. Questo post non è centrato sulla recensione del film, anche se approfitto per dire qualche parola in proposito.

Non avevo grandi aspettative sul film dopo che, in questi giorni, avevo letto pessimi commenti e non ero rimasta entusiasmata nemmeno dal capitolo uno della saga. Anche in questo secondo lavoro la musica è quasi inesistente e comunque poco azzeccata, le recitazioni sono al limite dell’inguardabile e tutta la sceneggiatura è sdocinata all’estremo. Le ambientazioni però sono ben costruite e anche il contorno magico e emozionale. Naturalmente contavo molto sulla presenza dei cattivi e sulla loro interpretazione: i cattivi mi attraggono e per me diventano fondamentali per la buona riuscita di un film. Così eccoci in Italia, alla presenza dei Volturi, ed ecco che entra in scena Aro… sorpresa! E’ Michael Sheen!!!

Dove l’avevo già incontrato? Facile, in Underworld – La ribellione dei Lycans! Devo dire che trovo questo attore assolutamente perfetto per i ruoli da vampiro o licantropo, in cui si è ben destreggiato finora, ora cercherò di vederlo anche nelle vesti più serie e reali di altri personaggi che ha interpretato e vedremo se sarà all’altezza anche di questi. Intanto è entrato di prepotenza nella classifica dei miei attori preferiti. Spero che molte persone imparino a conoscerlo e ad apprezzare il suo stile.

Michael Sheen

Inserito da: lary1984 | Novembre 19, 2009

2° Compleanno del blog!!

Il 19 novembre 2009 il blog compie 2 anni. L’anno scorso vi avevo presentato le principali statistiche annuali del mio spazio personale online e quest’anno non voglio essere da meno.

Da quando è nato ad oggi The Lary’s Weblog ha totalizzato 110.000 visite (circa 150 visite di media giornaliera). Il record di visitatori rimane quello registrato nel mese di aprile 2008  con un totale di oltre 9000 visite in concomitanza con le elezioni politiche nazionali.

Andamento del secondo anno di blogging

Andamento del secondo anno di blogging

Questo secondo anno ha registrato un numero di visite giornaliere tendenzialmente più basso rispetto al primo anno, questo perchè da quando ho iniziato a lavorare (gennaio 2009 circa) ho avuto meno tempo per l’aggiornamento dei post, i quali quindi non sono più quotidiani ma hanno una cadenza di 3 o 4 giorni solitamente.  Grazie però alla promozione tramite Facebook e ai lettori fidelizzati già nel primo anno, le visite si sono mantenute abbastanza alte, raddoppiando il numero ottenuto lo scorso anno. Anche se appare strano, il fatto di essermi concentrata spesso sulla realtà locale piuttosto che nazionale o internazionale ha portato visitatori più interessati a commentare, anzichè semplici lettori in fuga.

I post più amati dal pubblico in questo secondo anno sono stati:
- Twilight the Movie, aspettando il film (2419 visualizzazioni)
- Cappuccetto Rosso, analisi della fiaba (2235 visualizzazioni)
- Sauna e bagno turco, quali benefici? (1961 visualizzazioni)

Le keyword più ricercate nei motori di ricerca sono state:
- Linkin Park
- London
- New Moon

Le pagine di provenienza dei lettori:
- http://technosoc. blogspot.com
- www.reggio24ore.com
- www.valechaos.wordpress.com

I link del mio blog più cliccati:
- File pdf della tesi di laurea specialistica
- http://imageshack.us
- www.municipio.re.it

Alcuni numeri dell’attività di blogging:
- Numero totale di articoli pubblicati dalla nascita del blog ad oggi: 275
- Numero di commenti dalla nascita del blog ad oggi: 961
- Numero di tag usati dalla nascita del blog ad oggi: 2098
- Numero di messaggi spam bloccati dalla nascita del blog ad oggi: 3831

Inserito da: lary1984 | Novembre 15, 2009

Lisbeth Salander, perchè mi ha colpito?

Lisbeth SalanderVenerdì sera ho visto in dvd il film “Uomini che odiano le donne“. Mi aspettavo un film complesso, di quelli carichi di significati, di quelli in cui fai fatica a districare tutti i fili. Invece non è così. E’ un thriller perfettamente lineare e logico, dove tutti i personaggi principali sono ben delineati, a tratti l’ho trovato addirittura banale, scontato. Vorrei leggere il libro per capire se la storia non sia un attimino più complessa e di suspence.

Quello che mi ha colpito, dunque, di questa storia non è la trama, il giallo che viene risolto dai due protagonisti, ma il personaggio stesso di Lisbeth Salander, la hacker solitaria e senza scrupoli che, con le sue intuizioni, permette di dipanare la matassa del mistero.

Lisbeth è una ragazza fredda, all’apparenza quasi incapace di provare sentimenti, come i computer su cui lavora ogni giorno, una ragazza dark come il suo umore, la sua vita. Ha avuto un’infanzia difficile, si sa poco del suo passato (verrà spiegato nel capitolo 2 della trilogia che non vedo l’ora di vedere), e ha un difficile rapporto con gli uomini, proprio a causa del padre violento, ma anche con i poliziotti e gli ospedali, dove è stata rinchiusa per un po’ di tempo per problemi psichici e per il suo “gesto di vendetta” commesso da bambina.

Eppure il caso del giornalista Mikael Blomkvist la attira, la incuriosisce, perchè scopre che tratta proprio di una donna e di uomini che maltrattano il gentil sesso, nella fattispecie fanatici nazisti. E dal caso la sua curiosità arriva a spostarsi sullo stesso Mikael. Si comincia con un rapporto distaccato, addirittura con un amplesso quasi “meccanico”, privo di sentimenti ed emozioni, fino all’amicizia che si fa sempre più profonda e si trasforma in qualcosa di più. Da qui Lisbeth riesce ad aprire il proprio cuore, a ritrovare l’affetto per la madre, il rapporto con gli altri, anche se tende a rimanere riservata sulla sua storia e ancora scostante nel modo di fare.

Un personaggio quindi multi-sfaccettato che affronta un percorso di crescita e di cambiamento all’interno del quadro della storia. Un personaggio che ha un forte lato oscuro, a metà strada tra la violenza e le sofferenze, per cui in ogni istante il lettore si chiede se sarà ancora capace di amare. Un personaggio che è anche “virtuale”, fisicamente assomiglia a un videogioco e vive in un mondo parallelo nella realtà digitale, però è anche estremamente reale quando diventa carnefice dei suoi aguzzini e prova sentimenti ed emozioni quasi “bestiali”, primordiali.

Inserito da: lary1984 | Novembre 12, 2009

Anche io sono entrata nel meraviglioso mondo di Gmail

Ho aspettato qualche giorno per il “rodaggio”, ma ora lo posso finalmente dire: sono entrata anche io nel “meraviglioso” mondo di Gmail. Ero stanca della pesantissima mail di Hotmail (che comunque tengo per le notifiche di Facebook, le “catene” e per tutti gli utenti che non entrano nella ristretta cerchia di amici fidati e persone collegate a me per lavoro), troppe pubblicità, troppo tempo per caricare i messaggi, allegati scomodi da consultare.

Era già un po’ di tempo che volevo “passare” a Gmail, più che altro per provare questo servizio di cui tutti parlano straordinariamente bene e per avere finalmente una mail seria e ufficiale, soprattutto di lavoro. Poi mi sono decisa.

Cosa mi ha colpito subito di Gmail?

1) La connessione fra le discussioni. Le risposte a una stessa mail di “origine” vengono mostrate tutte vicine, sia le mail inviate che ricevute, e vengono eliminate tutte insieme quando la discussione finisce.

2) Poca pubblicità. Diversamente da Hotmail, non ci sono quei banner pesanti e fastidiosi, solo qualche frase pubblicitaria che non appesantisce la Ram e la vista.

3) Chat veloce e funzionale. Per ora l’ho provata poco, ma quando qualcuno mi cerca almeno non mi blocca tutto il pc come accade invece con quella di Facebook.

4) Visione veloce degli allegati. E’ possibile consultare immagini e file velocemente dentro la mail, oppure aprirli in html, senza dover avviare per forza programmi del pc.

5) Enorme velocità di invio e ricezione, oltre che di refresh della pagina. Un indicatore numerico ti dice anche se hai nuove mail direttamente nell’etichetta del browser.

Se dimentico qualcosa che ancora non ho avuto la possibilità di “testare”, ditemelo voi.

Inserito da: lary1984 | Novembre 10, 2009

Reggio24Ore ha un nuovo canale: Tempo Libero

Reggio24Ore, il giornale online presso cui lavoro, si arricchisce di un nuovo canale, Tempo Libero.

Tempo Libero - Reggio24Ore

Nuovo canale Tempo Libero su Reggio24Ore

In questa sezione verranno inserite le feste di paese, le sagre, le fiere, i convegni, gli incontri e le presentazioni di libri che prima avevano poca visibilità nei canali Città, Provincia e Spettacoli.

In attesa quindi di un sito secondario dedicato appositamente agli appuntamenti di spettacolo, intrattenimento e hobbies, questo canale sarà un punto di lancio per coloro che “non sanno cosa fare” nel weekend o nelle serate durante la settimana.

Inserito da: lary1984 | Novembre 4, 2009

Il crocifisso a scuola: esplode l’orgoglio laico

Crocifisso a scuolaProprio quando sembrava che ormai la politica si fosse spostata irrimediabilmente verso il centrismo e il conservatorismo, dalla Corte Europea arriva un segnale forte di laicità: il crocifisso nelle scuole deve essere tolto perchè non rispetta le altre religioni e il sentire di ogni singolo individuo.

Parlandone su Facebook, qualcuno mi ha detto che si tratta di un argomento assolutamente secondario se paragonato ai grandi problemi economici dell’Italia. Lo so. Credo, infatti, che sia anche un modo per spostare l’attenzione dell’opinione pubblica su temi più frivoli. Però ritengo questo fatto importante per introdurre un altro argomento: la rappresentanza dei cittadini in Parlamento.

A seguito di questa sentenza europea, il Governo italiano ha subito replicato sostenendo che avrebbe fatto ricorso. Così anche il Vaticano si è opposto, naturalmente, alla decisione della Corte. Pure Bersani del Pd, che in questo momento dovrebbe rappresentare l’opposizione più forte alla maggioranza, dice che il crocifisso va lasciato. Ora, per tutti coloro, come me, che pensano invece che questa sentenza sia giusta non c’è nessuno nel Parlamento italiano che li rappresenti e che sostenga questa opinione, pur sempre legittima.

Mentre l’Europa dà un segnale di grande laicità al mondo intero, in Italia si continua a spingere verso il conservatorismo e il centrismo (grazie anche alla presenza del Vaticano, fulcro dell’anomala politica italiana). Una tendenza a cui tutti noi italiani dobbiamo fare riferimento, volenti o nolenti.

Io comunque voglio fare sentire la mia voce, visto che ai “piani alti” del Parlamento nessuno si fa carico del mio pensiero. Sono d’accordo su questo editoriale di Nicola Fangareggi, direttore di Reggio24Ore, in particolare questo estratto credo sintetizzi pienamente il discorso: “La croce esibita nelle scuole appartiene a un retaggio storico del passato in cui l’universo psicologico dei fanciulli non era investito dal bombardamento di immagini e di simboli prodotti dalla società mediatica contemporanea. Per questa ragione quella battaglia va considerata perduta da tempo immemore“. In secondo luogo, ritengo che non sia giusto inserire in un luogo pubblico simboli di una religione definita, soprattutto in un contesto multiculturale e multirazziale come quello che si sta formando anche in Italia. Attendo di conoscere anche il parere dei miei lettori.

Sono nei talk show, sono nei reality, se ne parla ai telegiornali e sulle principali testate giornalistiche cartacee. Vengono dipinti come personaggi curiosi, di cui parlare, su cui riflettere, a volte di cui avere timore o su cui soffermare la propria curiosità, ma nessuno li vede come dovrebbero essere visti, come “persone”.

Sto parlando dei transessuali, i quali sono diventati il “fenomeno del momento”, ospiti nei programmi raccontano storie di vita vera con personaggi più o meno noti del panorama politico e dello spettacolo. La loro esperienza dà sempre l’idea di qualcosa di “sporco”, da tenere segreto, nascosto, come se fossero “reietti” nel mondo.

Bene, io la penso diversamente. Credo che i transessuali siano persone che hanno deciso di intraprendere un difficile percorso privato dovuto al fatto che non si sentivano se stessi nei panni che la natura ha dato loro. Non sentirsi a proprio agio in quanto donna o in quanto uomo porta a una scelta estremamente complessa: o restare in quei panni e diventare omosessuali; o cercare una nuova vita creando una nuova persona. Questa seconda scelta richiede grande coraggio, spesa e intraprendenza. Rispetto chi ha la forza di compiere tale scelta, così come rispetto chi ama persone dello stesso sesso.

Credo che ci sia anche una certa smania di provare esperienze al limite, di mettersi in mostra, di andare oltre nell’avere un rapporto con un transessuale. Non entro nel merito, ritengo siano fatti personali. Quello che non mi piace è che queste esperienze vengano messe in “piazza” come “fenomeni da baraccone”.

Bisogna rispettare chi ha fatto una certa scelta di vita e ha dovuto compiere un percorso in gran parte in salita. Quando poi si comincia a parlare di rapporti a pagamento allora si entra in un altro tema, quello della prostituzione, che nulla ha a che vedere con la scelta sessuale di queste persone, perchè non tutti i trans si prostituiscono.

Inserito da: lary1984 | Ottobre 28, 2009

Pd: ha vinto Bersani, come volevasi dimostrare

Pierluigi BersaniArrivo un po’ tardi con il commento sulle primarie del Pd, lo so, sinceramente ero indecisa se scrivere qualcosa o meno, primo perchè era troppo scontato il risultato e secondo perchè non ho votato (il motivo al punto 1) e quindi mi sentivo poco coinvolta (vedi questo mio vecchio post).  Stamattina però ho letto questo articolo di Giovanna Cosenza e non posso fare a meno di pensare che in questo post ci stia tutto il mio pensiero, pari pari.

Bersani non è il nuovo. E’ un volto visto e stravisto, rappresenta una vecchia concezione di politica, una vecchia “ala” di partito. Non metto in dubbio la sua competenza di amministratore, ma nel suo percorso politico durante le primarie non hai mai detto nulla di veramente nuovo e innovativo.

Bersani ha sbagliato da subito la comunicazione. Prendo spunto qui proprio dall’articolo della Cosenza. Il primo atto del Pd di Bersani è stato parlare di lavoro, ottimo argomento, peccato che sia stato ampiamente anticipato dal Pdl. Nessuno crede veramente al “valore del posto fisso” nel centrodestra, eppure è bastato dirlo per eclissare qualsiasi tentativo di alzare la voce da parte del centrosinistra. Primo round già perso in partenza per il neo-Pd. Bersani sarà in grado di farsi sentire, di far sentire la voce di milioni di elettori che non si ritrovano nella politica di Berlusconi? Non solo ora che è stato appena eletto e non solo quando sarà a rischio la poltrona (come d’altronde ha fatto Franceschini, “vivo” solo alla fine), ma sempre, per tutta la durata della sua segreteria… mah!

Bersani lavora ancora sulle grandi intese più che sulla distinzione. Il neo-segretario è pronto ad allearsi con i cattolici dell’Udc e con chiunque sia “contro” Berlusconi. Certo per vincere conta far numero, eppure credo che il Pd abbia bisogno prima di tutto di “distinguersi”, di mostrare quelle che sono le sue peculiarità e i suoi valori, prima di doverli limitare per andare d’accordo con altri. Bersani finora, mi sembra, ha pensato più alle coalizioni che a aumentare il profilo del suo partito. Insomma prima vincere e poi acquisire personalità, uhm non sono d’accordo.

Mi fermo qui, vorrei sentire anche il parere dei lettori e non voglio “segare le gambe” prima del tempo al neo-segretario che in fondo deve ancora farsi conoscere per bene. Stiamo a vedere dunque.

Inserito da: lary1984 | Ottobre 25, 2009

Un film sobrio ma toccante sulla tragedia dell’Olocausto

Ieri sera ho visto in dvd “Il bambino con il pigiama a righe”. Basta guardare lo stile delle immagini e della storia per capire i legami di questo prodotto cinematografico con, da un lato, le vicende de “La vita è bella”, il famosissimo capolavoro di Roberto Benigni, e, dall’altro lato, il punto di vista del bambino protagonista come accade in “Io non ho paura”, film intenso di Gabriele Salvatores tratto dal libro omonimo di Niccolò Ammaniti.

Ne “Il bambino con il pigiama a righe” si racconta di una famiglia tipicamente tedesca, in cui il padre è un alto ufficiale delle SS; la madre una donna innamorata del marito che ingenuamente non conosce, o fa finta di non conoscere, la situazione ebrea e il lavoro reale del capofamiglia; la sorella è una giovane filo-nazista e il fratellino di 8 anni comincia a muovere i primi consapevoli passi nel mondo reale fino a toccare con mano le tristi vicende della Soluzione Finale.

E’ un film molto sobrio, senza particolari effetti speciali, atmosfere ricreate ad arte o dialoghi di particolare effetto, eppure, nella sua semplicità e sinteticità, riesce a colpire nel segno e a spiegare in un modo semplice ma efficace la tragedia storica e quella familiare. Il dramma dell’Olocausto, infatti, va a convergere con le difficoltà familiari: la madre che prende coscienza del vero lavoro del marito, la sorella che insegue gli ideali nazisti dell’educatore e il fratellino che stringe amicizia con un coetaneo ebreo rinchiuso in un campo di “lavoro”. Tutta la vicenda è raccontata con gli occhi di un bambino di 8 anni che vede e capisce parzialmente quello che accade intorno a lui ma che dimostra, nel suo piccolo, di avere profondi ideali di amicizia e solidarietà.

Inserito da: lary1984 | Ottobre 21, 2009

Flessibilità e posto fisso, si scatena il dibattito

Sto seguendo in questi giorni le diverse posizioni manifestate dal ministro Tremonti, dal presidente del Consiglio Berlusconi, da Confindustria e da altri esponenti di spicco del mondo economico-politico, sul ruolo del “posto fisso” nel progetto di vita di ognuno di noi e sull’importanza della flessibilità nella società attuale.

E’ innegabile che nel mondo globalizzato, tecnologico, “internetizzato” in cui siamo letteralmente immersi la flessibilità diventa una questione di vita. “Essere flessibili” significa essere in grado di spostarsi facilmente da un lavoro all’altro, di svolgere diverse mansioni, di “connettere” velocemente il cervello da un’attività ad un’altra e di saper gestire senza troppi problemi ritmi frenetici, in cui lavoro e vita privata perdono i loro confini.

Ritengo quindi che il concetto di flessibilità non possa più essere cancellato dal mondo del lavoro, quello che però andrebbe regolato è il meccanismo dei contratti flessibili. Abbiamo adottato un “sistema flessibile” senza pensare alle conseguenze economiche, previdenziali e oggettive (nella vita delle persone) che questo poteva avere. Per questo, nello stato attuale delle cose, i precari non sono in grado di pensare al futuro, di costruirsi una famiglia, di essere realmente indipendenti.

Io credo che debbano essere ripensati i contratti flessibili, dal punto di vista degli stipendi, della maturazione della pensione, delle prospettive di carriera anche in base al merito. Insomma, ok la flessibilità ma consapevole per fare in modo che, da un lato, chi ha il posto fisso “non si sieda sugli allori” e, dall’altro lato, chi è precario posso comunque guardare al futuro con serenità.

Articoli precedenti »

Categorie