Università – Il Governo ha finalmente preso qualche nuova decisione per concludere al meglio questo anno 2007.
Prima di tutto sono sbloccati i concorsi per i professori universitari: migliaia di ricercatori che aspirano al salto di qualità potranno tentare le selezioni per accedere ai ruoli di professori associati e ordinari, bloccate da ormai 2 anni.
E’ stato avviato un piano straordinario per l’assunzione di nuovi ricercatori “entro il 2009 ci saranno 4.000/4.200 nuovi ricercatori” e non esisterà più il criterio dell’idoneità: a ogni posto bandito corrisponderà un solo vincitore.
Secondo ma non meno importante, arriva ANVUR: l’agenzia che darà le pagelle agli atenei italiani, i cui compiti saranno “di promuovere la qualità del sistema universitario e della ricerca anche attraverso attività di valutazione, di raccolta e analisi di dati, di consulenza, di formazione e di promozione culturale”. L’organismo pubblicherà ogni 2 anni un Rapporto con i dati raccolti dalle ispezioni.
Tramite una serie di indicatori, le facoltà più meritevoli si aggiudicheranno fette più grosse dei finanziamenti statali (Per gli atenei e gli enti di ricerca più brillanti sarà la stessa agenzia che segnalerà al ministero dell’Università “le situazioni che motivano, per l’elevata qualità raggiunta o per un rapido accrescimento di qualità nella didattica e nella ricerca, l’assegnazione di quote aggiuntive premiali del fondo di finanziamento ordinario”), mentre quelle meno meritevoli si vedranno arrivare ispezioni ministeriali e rimbrotti dai piani alti (“le situazioni di maggiore scostamento dagli standard qualitativi prefissati richiederanno l’attuazione di appositi programmi di rientro, anche nel caso di eventuali gravi inadempienze o situazioni di impossibilità ad adempiere alle finalità istituzionali”). Il meccanismo risulterà utile anche per famiglie e studenti al momento della scelta del percorso universitario da seguire.
L’Associazione Nazionale dei Docenti Universitari però non è molto contenta: “La nuova legge sui concorsi in discussione alla Camera lascia intatta la divisione della docenza universitaria in tre ruoli (non distinguendo tra reclutamento e progressione di carriera), introduce la libera docenza a termine, gestita dai gruppi dominanti a livello nazionale, e salvaguarda la cooptazione locale”.
Tutto bene, ma mmi rimane da capire perché l’università di Harvard o di Yale può assumere chi crede, come crede e pagarlo quanto crede e in Italia per un posto di ricercatore o di docente si debba fare un concorso con una commissione eletta con ferraginosi meccanismi e lo stipendio sia lo stesso ovunque e per chiunque…
Da: cordef su Dicembre 30, 2007
alle 1:09 pm
DUE MOTIVI:
1) PERCHE’ IN ITALIA I CONCORSI PER I POSTI DI LAVORO PUBBLICI SONO PREVISTI DALLA COSTITUZIONE. QUINDI BISOGNEREBBE CAMBIARLA
2) PERCHE’ AD HARVARD E YALE (E IN TUTTE LE ALTRE UNIVERSITA’ CON SISTEMA “ANGLOSASSONE”) CHI SCIEGLIE PAGA UNA SCELTA SBAGLIATA. IN ITALIA SI POSSONO ASSUMERE AMANTI O INCAPACI LECCAXXXXX E NON SUCCEDE NIENTE
IN OGNI CASO, LE FACCIO NOTARE CHE IN ITALIA, NONOSTANTE I CONCORSI, ASSUMONO CHI VOGLIONO LORO (AMANTI E LECCHINI INCAPACI APPUNTO)
Da: SAMUELE su Dicembre 31, 2007
alle 4:53 pm
[...] in diverse sedi universitarie”. Dopo anni in cui i concorsi erano praticamente bloccati, ora Mussi sembra averli fatti ripartire. Si spera che qualcosa cambi. La speranza è che la meritocrazia e [...]
Da: L’Università degli Orrori sbarca in Emilia « The Lary’s Weblog su Gennaio 23, 2008
alle 12:47 pm