Quando la medicina (se così vogliamo caratterizzare un prodotto utile a correggere difetti visivi) si fonde con le nuove tecnologie possono nascere strumenti fantascientifici al limite dell’assurdo.
All’università di Washington si è raggiunto questo limite, è in corso, infatti, lo sviluppo di una nuova tecnologia che trasformerà un oggetto normale quale un paio di lenti a contatto in occhi bionici con funzionalità innovative.

Le lenti a contatto del futuro sono flessibili, dotate di circuiti elettronici e display LED, che permetteranno a chi ne usufruisce di zoomare gli oggetti e, istantaneamente, ottenere tutte le informazioni riguardanti quella particolare persona o oggetto presente all’interno del campo visivo, navigando in Rete.
Il prototipo è stato presentato da Babak Parviz (professore associato di ingegneria elettronica) e dal suo team all’ “Institute of Electrical and Electronics Engineers”. Parviz spiega “Guardando attraverso queste lenti è possibile vedere ciò che i circuiti elettronici stanno generando, sovrapposto alle immagini che arrivano dal mondo esterno”.
Questo prodotto potrà essere utilizzato a vari scopi:
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Automobilisti – avranno tutti i dettagli della strada memorizzati nel display, non sarà più necessario prestare attenzione alla guida e al tragitto
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Piloti d’aereo – eviteranno di guardare la strumentazione di bordo
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Appassionati di videogiochi – totale immersione nel mondo virtuale
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Internauti – potranno usufruire di Internet ovunque
Lo strumento non influirà sulla visione, l’occhio pare che continuerà a svolgere il proprio lavoro.
Le domande che ancora attanagliano questi studiosi sono ad esempio come alimentare il prodotto: tramite forse onde radio e pannelli fotovoltaici? Oppure ancora, i materiali usati, in quanto elettronici, potrebbero risultare nocivi all’uomo?
Credo a questo punto si renda necessaria una riflessione per evitare di andare oltre il buon senso. Sostituire un organo sensoriale di primaria importanza quale la vista con un oggetto elettronico capace di deformare la realtà e di impedire la percezione reale delle cose, credo vada oltre ogni principio di etica e di scienza utile. Arrivare a pensare di poter estendere ad una funzione organica naturale possibilità elettroniche e hi-tech forse va un po’ oltre al concetto di reale progresso, credo possa essere definito come un caso di sperimentazione selvaggia.
ciao
Da: reda su Giugno 28, 2008
alle 12:20 pm
Ciao Reda, sei un nuovo visitatore del mio blog?
Da: lary1984 su Giugno 28, 2008
alle 12:23 pm