L’Italia è il paese delle contraddizioni: primeggia in Europa per diffusione di cellulari e televisione mobile, ma rimane fanalino di coda per quanto riguarda la banda larga e il digital divide (diffusione delle nuove tecnologie fra grandi città e zone rurali). Questi i risultati del 13esimo Rapporto Europeo sulle Telecomunicazioni stilato da Viviane Reding della Commissione per la Società dell’Informazione e i Media.
L’Italia ha una delle percentuali di penetrazione dei servizi mobili più alta in Europa (148%) ma la percentuale di penetrazione della banda larga, nonostante cresca, rimane ancora tra le più basse con il 17% rispetto al 20% della media UE. Molto chiaro il factsheet in pdf sulla questione.
Dice la Reding: “C’e’ ancora molto da fare per garantire piu’ investimenti nei servizi a larga banda, dove l’Italia non e’ tuttora in linea con i Paesi piu’ virtuosi d’Europa: si tratta di un servizio fondamentale per lo sviluppo socio-economico del Paese“.
Corrado Calabro’, presidente dell’Autorita’ per le comunicazioni, ha commentato il Rapporto Ue in questi termini: “Il settore delle telecomunicazioni, in un momento congiunturale particolare, “contribuisce, unico in Italia, alla riduzione dei prezzi nella misura del 14 per cento. E’ con legittima soddisfazione che rilevo che la Commissione europea ha registrato il grande sforzo compiuto quest’anno dall’Agcom a tutela dei consumatori. Si e’ trattato di un lavoro lungo, complesso e difficile, svolto lontano dai riflettori, che oggi comincia a dare i suoi frutti”
Tramite il sito dell’UE, nella sezione dedicata alle telecomunicazioni, è possibile avere un quadro generale sullo stato dei vari paesi per quanto riguarda innovazione e uso delle nuove tecnologie.