Pubblicato da: lary1984 | dicembre 1, 2007

La fede nel progresso è una “speranza fallita”?

Oggi è stato reso noto il contenuto della II Enciclica di Papa Benedetto XVI “Spe Salvi”, centrata sui rapporti tra scienza e fede, ragione e libertà, cristianità e progresso.

Secondo Papa Ratzinger, l’Illuminismo e il Marxismo si sono rivelate speranze fallite, in quanto si sono sì caratterizzate per un pensiero razionale, ma la ragione è stata staccata da Dio, dalla ideologia cristiana, e la scienza senza etica non redime l’uomo e non porta vero progresso. Dalla filosofia successiva a Francis Bacone, la fede cristiana è diventata un fenomeno puramente privato e individuale ed è stata soppiantata da una fede rivolta al progresso e alla scienza, portando ad una crisi della pratica e dell’ideologia del divino.

La fede cristiana, sempre secondo il Pontefice, ha certamente come scopo di combattere l’irrazionalità con la ragione, ma la ragione non può mai essere staccata da Dio, deve essere in grado di guardare oltre se stessa, altrimenti rischia di diventare una minaccia per l’uomo e per il creato.

Si arriva poi a parlare di diritto: la libertà dell’uomo è costituita da un concorso di libertà per cui la civile convivenza è garantita dal criterio di misura comune che è fondamento e meta della libertà. Un discorso assolutamente ineccepibile che è alla base stessa della vita umana, ma le parole del Papa tornano poi ad un livello più religioso sostenendo che un ”’regno di Diò realizzato senza Dio, un regno quindi dell’uomo solo, si risolve inevitabilmente nella ‘fine perversa’ di tutte le cose descritta da Kant”.

Come sempre Ratzinger varca i confini fra la sua posizione all’interno dell’ideologia religiosa cristiana e la sfera politico-giuridica degli Stati laici. Ancora una volta ripercorre norme e consuetudini basilari nella storia delle civiltà e le manipola col suo pensiero.
Se siamo giunti finora a questo livello di progresso e scienza, lo dobbiamo a uomini e inventori prodigiosi, che con coraggio e intuizione hanno sfidato i luoghi comuni e ci hanno aperto gli occhi. E’ in questi uomini, in queste teorie creative e divergenti che dobbiamo credere e sperare per il futuro. Non sarà certo Dio a risparmiarci dalle catastrofi in cui abbiamo gettato il nostro mondo; dal passato fino ad ora è sempre stato l’uomo che con le sue mani e la sua testa ha segnato il proprio futuro. Io credo nel progresso delle arti e delle scienze, credo nel momento irrazionale che precede le nuove vision e le idee innovative (ritaglio questo pensiero dalle lezioni di Maurizio Mercurio – Strategie di Comunicazione), senza questo momento non si avrebbe razionalità e cambiamento e non ritengo che nella grandi invenzioni Dio sia mai intervenuto.

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