Pubblicato da: lary1984 | dicembre 4, 2007

Pubblica amministrazione: assenteismo, caste e poca produttività

Montezemolo, leader degli industriali italiani, nel suo intervento all’inaugurazione dell’anno accademico all’Università Luiss, parla della pubblica amministrazione italiana e stima i danni di assenteismo e bassa produttività in una perdita di circa 1% del PIL pari a 14 miliardi di Euro (8 per gli enti centrali e 6 per quelli locali). L’assenteismo è proprio l’emblema dell’inefficienza insita nelle strutture statali del Bel Paese.

Parlando di Ministeri, si aggiudica il primo posto nella classifica delle assenze quello della Difesa (65 gg di assenza all’anno), seguito dal Dicastero dell’Economia e dell’Ambiente (oltre 60 gg di assenza) e dall’Agenzia dell’Entrate. Fra i comuni invece spiccano Bolzano (74 gg), La Spezia e Ascoli Piceno (oltre 70 gg).

Secondo Montezemolo, gli aumenti salariali devono essere in funzione della produttività e, la cosa importante, sarebbe giusto evitare il gioco di “caste” che attualmente vige negli uffici pubblici, dove la mobilità sociale è bassissima, non viene premiato chi merita, i figli continuano il lavoro dei padri e per i giovani c’è sempre pochissimo posto, soprattutto ai vertici.

Con una pubblica amministrazione così carente, anche le imprese, la giustizia, l’istruzione non potranno essere veramente efficienti. Ci sarà sempre spazio per i raccomandati, non per i meritevoli. L’università, ad esempio, uguale per tutti, ispirata a un falso solidarismo in realtà non aiuta i deboli, ma danneggia tutti quanti, infatti i ricchi potranno sempre trovare luoghi migliori e più avanzati dove studiare mentre i poveri si dovranno accontentare dell’ateneo di massa. Il vero progresso non potrà nascere da questo livellamento generale.

Per quello che ne so io, il vero problema è che manca l’innovazione e la capacità di ascoltare (ancora una volta prendo a prestito le parole del prof. Maurizio Mercurio). Manca innovazione perchè i cervelli meritevoli, ma senza adeguate raccomandazioni, non arrivano dove servirebbe e rimangono spalmati fra la massa, e soprattutto non vengono ascoltati a causa del sistema fatto a caste e della generale anzianità delle istituzioni e di chi ne fa parte. Occorrebbe più spazio ai giovani e alle menti brillanti, meno burocrazia, più creatività e fantasia. Le doti organizzative e di flessibilità non fanno purtroppo parte del bagaglio culturale dei burocrati che siedono ai vertici!

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Responses

  1. Ciao lary,
    è vero nella pubblica amministrazione si va avanti per raccomandazioni o simili ma bisogna anche dire che anche gli altri luoghi non sono da meno….Al giorno d’oggi bisogna sfatatare tutti i miti e sopratutto gli steorotipi con cui siamo cresciuti…dal blog di bertolino ti dico: il futuro non è più quello di una volta!!!!!! kiss kiss

  2. Avendo fatto lo stage in Comune, mi sono fatta un’opinione ben precisa dei dipendenti della PA: in mezzo ad un numero imprecisato di nullafacenti, ci sono persone che si danno veramente da fare e fanno il loro lavoro con passione, rimanendo anche oltre l’orario!
    Ho avuto la fortuna di lavorare con queste persone e quest’anno ripeterò l’esperienza, in un altro ufficio.

    Comunque sono totalmente favorevole alla MERITOCRAZIA: che vadano avanti i meritevoli e anche se sono un po’ raccomandati, non importa. L’importante è che siano persone che si danno da fare!


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