Pubblicato da: lary1984 | dicembre 9, 2007

“Decameron” censurato su La7: “libertà responsabile” in tv…

Ancora una volta un grave episodio di censura televisiva, dopo “Il Fatto di Enzo Biagi” e “RaiOt” di Sabina Guzzanti.
Stavolta tocca al “Decameron”, lo show tv di Daniele Luttazzi in onda su La7. Motivo: alcune frasi forti su Giuliano Ferrara, volto storico e presenza quotidiana dell’emittente (cfr. www.repubblica.it).

Nella nota diramata dalla direzione dell’emittente televisiva si legge: “Con Daniele Luttazzi è stato stipulato un contratto che garantiva la sua più totale libertà creativa, come dimostrato dalle puntate fin qui andate in onda, di questa libertà era necessario fare un uso responsabile, cosa che non è avvenuta. Infatti nella puntata di sabato scorso, replicata giovedì, Daniele Luttazzi ha gravemente insultato e offeso Giuliano Ferrara, che con la stessa La7 collabora da anni come coconduttore di 8 e mezzo”.
“Le espressioni usate – è scritto ancora nella nota – sono palesemente in contrasto con la satira, e si configurano come una provocazione alla dignità e all’onore personale di un nostro collaboratore. La7 si riserva anche di considerare la questione sotto il profilo legale per i possibili danni di immagine, trattandosi di una emittente fondata sul binomio inscindibile di libertà e responsabilità verso le persone così come verso il pubblico”.

La frase che avrebbe fatto infuriare i vertici di La7 è la seguente: “Dopo 4 anni guerra in Iraq, 3.900 soldati americani morti, 85.000 civili iracheni ammazzati e tutti gli italiani morti sul campo anche per colpa di Berlusconi, Berlusconi ha avuto il coraggio di dire che lui in fondo era contrario alla guerra in Iraq. Come si fa a sopportare una cosa del genere? Io ho un mio sistema, penso a Giuliano Ferrara immerso in una vasca da bagno con Berlusconi e Dell’Utri che gli p… addosso, Previti che gli c… in bocca e la Santanchè in completo sadomaso che li frusta tutti”.

Nonostante le parole forti, si tratta di un atto censorio incomprensibile e arrogante, lesivo della libertà di espressione e della libertà di satira. Si pensa che ci siano ulteriori motivazioni dietro questa decisione, la sospensione è arrivata senza addurre spiegazioni valide, inoltre Ferrara ha minacciato di andarsene. E come sempre il peso massimo (in termini reali e metaforici) la vince sul peso piuma (cfr. www.corriere.it).

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