Pubblicato da: lary1984 | dicembre 11, 2007

L’impervio mondo degli stage universitari

A Gennaio inizierò il mio secondo stage esterno (il primo è stato all’ultimo anno delle scuole superiori mentre per la laurea triennale ho praticato uno stage interno alla facoltà) e, proprio oggi, ho trovato su http://miojob.repubblica.it un interessante articolo sugli stage, in particolare sugli stage universitari.

Lo studente medio di questo studio ha meno di 26 anni, ha un titolo di laurea, ha ripetuto l’esperienza di stage più di una volta (e non ha ricevuto un Euro), spesso dichiara di non avere conservato nulla di utile per il futuro da quell’esperienza e, cosa particolarmente inquietante, talvolta non esiste proprio il progetto formativo che dovrebbe essere la base dell’esperienza di tirocinio…
Più che un’opportunità per avvicinarsi al mondo del lavoro, il tirocinio diventa una trappola e si discosta dai fini e dalle premesse per cui è nato. Spesso le piccole e medie imprese non capiscono quanto può essere utile il contributo di un laureato (oltretutto sottopagato) all’interno ad esempio del reparto marketing o della ricerca: occorrerebbe spiegare agli imprenditori la vera finalità dei progetti formativi, che non sono solo uno strumento di esperienza per lo studente, ma anche un mezzo utile in mano alle imprese.

Gli esiti occupazionali derivanti dagli stage sono modesti: il 55% degli intervistati non riceve alcuna proposta di lavoro, il 20% una collaborazione a progetto, il 10% un contratto a tempo determinato e un fortunato 6% un contratto a tempo indeterminato.

Per quanto mi riguarda, il primo stage che ho realizzato in azienda di medie dimensioni (azienda peraltro quotata in borsa quindi non proprio così piccola) non è stato particolarmente utile; anche se le relazioni con le persone sono state buone, non ho ricevuto alcun insegnamento utile per il futuro e non ho seguito alcun progetto formativo, probabilmente perchè si trattava di stage di scuola secondaria superiore.
Lo stage interno è stato utile per migliorare le mie capacità di uso del pc e sviluppare le conoscenze acquisite nella materia seguita con il mio tutor; c’è stato un progetto formativo che è stato seguito perfettamente e un impegno costante da parte del mio superiore. Nonostante fosse uno stage interno e quindi non propriamente legato al mondo del lavoro, mi reputo soddisfatta di come è stato svolto.
Adesso non mi resta che realizzare e poi valutare questo ultimo (?) stage previsto nel mio percorso di studi…..speriamo risulti utile e attinente ai miei interessi…

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Responses

  1. Gli stage, strano mondo! Per ora ne ho fatti 3 e il quarto sarà tra un mese. Forse sono tra i pochi fortunati che possono ritenersi soddisfatti: ho avuto modo di imparare molto da tutte le esperienze (una si è tramutata anche in un lavoro a tempo indeterminato e un’altra in una collaborazione a progetto), ho avuto riscontri positivi e concreti e ho conosciuto persone disponibili e motivate.

    Credo che la cosa più importante sia la persona che ti segue: se è disponibile a insegnare il mestiere, se ha pensato a mansioni e compiti che lo stagista possa realizzare in autonomia (che non siano fotocopie o simili), se sa stimolare.

    Il dopo-stage è sempre un’incognita, certo: gli Enti Pubblici difficilmente assumono, in azienda è più facile. Se si cerca un’assunzione, però, bisogna scegliere appunto gli “stage finalizzati all’assunzione”, che prevedono periodi di lavoro di minimo 3 mesi ovviamente.

    In bocca al lupo a tutti gli stagisti!

    PS. Io diffido sempre un po’ delle statistiche… meglio vivere le cose sulla propria pelle che affidarsi a sondaggi e numeri… vi ricordate cos’è successo alle ultime elezioni???? Mai stappare lo champagne troppo presto, che poi rimane sullo stomaco!

  2. Siamo ormai giunti a metà del mio percorso di stage della laurea specialistica, infatti ho appena realizzato il primo monitoraggio previsto.

    Ora come ora, mi reputo alquanto delusa e insoddisfatta, si tratta, infatti, di un banale lavoro di ufficio che consiste nello stampare mail, inviare e ricevere fax, dattilografare lettere già scritte “a mano” e smistare il traffico telefonico.

    Poca relazione con gli associati e con le persone che vengono negli uffici (se non relazione telefonica semplicemente come informazione su orari di apertura al pubblico); disorganizzazione e completa ignoranza in materia informatica da parte dei superiori; inesistente disponibilità da parte dei collaboratori esterni che o non si vedono mai o non dialogano con gli stagisti.

    Il progetto di blog non può essere realizzato perchè l’unica persona a cui dovrei fare riferimento (che dovrebbe sapere almeno cosa sia un blog) non si vede mai in ufficio.

    Non vi è stata richiesta di pubblicazione di articoli redatti dalla sottoscritta ma un semplice copia-incolla di articoli (peraltro alcuni pieni di refusi e inconcepibili come argomento o come lingua italiana) sul sito senza possibilità di feedback personale.

    La curatrice grafica della rivista lavora per l’Associazione nei ritagli di tempo, di conseguenza le uscite editoriali risultano di basso livello, senza nessuno standard o filo conduttore grafico e senza controllo degli articoli che vi vengono inclusi.

    Per me si tratta di una demotivazione enorme in quanto, sebbene vedo gli errori o meglio gli orrori che vengono perpetrati, non posso fare nulla al fine di migliorare le cose, semplicemente perchè il mio parere non viene chiesto!!!

    Vorrei tanto sentire il parere di qualcuno di voi che abbia vissuto esperienze frustranti e demotivanti come questa.

  3. Lo stage è finito ormai da quasi un mese anche se le pratiche burocratiche sono ancora in giro per la mia scrivania…

    Un’esperienza poco coinvolgente e poco fruttuosa, la quale però (devo renderne conto) mi ha permesso di conoscere una meteria interessante: quella dei diritti dei consumatori e dei servizi a loro rivolti.
    Ho potuto utilizzare le conoscenze acquisite in materie quali Diritto dell’Economia (class action e direttiva MIFID ad esempio) e Dati e Testi Online (ricerca di informazioni online su consumatori – servizi – diritti).
    Argomenti vasti e interessanti di cui purtroppo ho colto solo la superficie (lettere, accoglienza associati, pubblicità dell’associazione) ma non ho potuto assistere a consulenze e riunioni.
    Per fortuna mi hanno permesso di partecipare al convegno sulla telefonia (Consumatori al Telefono) ma per il resto nessuna esperienza concreta…..peccato!!!

    E dire che l’ufficio stage conosceva la situazione delle precedenti stagiste su questo tirocinio ma la disinformazione regna sovrana e le esperienze precedenti non vengono condivise…

  4. […] con un altro spirito rispetto a quello che avevo al ritorno, ma anche il ben poco remunerativo stage della laurea specialistica sia dal punto di vista economico che didattico. Ma lasciamo da parte le questioni negative e […]


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