Pubblicato da: lary1984 | dicembre 13, 2007

Informazione gratuita sul web: il nuovo business editoriale

Da metà settembre il New York Times (www.nytimes.com) ha aperto le porte del web sul suo giornale: tutti i lettori registrati gratuitamente possono accedere alla versione online integrale del giornale cartaceo fin dalle prime ore del mattino, con la possibilità però di un aggiornamento costante, tempestivo e accurato. Resta a pagamento solo l’archivio dal 1924 al 1986; gli altri archivi sono liberi.

Il giornale americano rinuncia agli abbonamenti contando sul fatto che gli introiti pubblicitari compenseranno le perdite. Il futuro del business online è nella pubblicità, gli abbonamenti ormai sono acqua passata. In prospettiva il quotidiano guadagna di più tramite spot e apertura al web rispetto agli abbonamenti chiusi.

Tutti gli articoli sono aperti alla possibilità dei lettori di essere segnalati sulle maggiori piattaforme di social networking (ad es. Digg > www.digg.com una graduatoria degli utenti di contenuti visuali e verbali su argomenti vari quali scienza, tecnologia, internet ed informatica). Con la nascita dei motori di ricerca, dei blog e degli aggregatori, trovare notizie gratis sul web è diventato sempre più facile: non avrebbe avuto senso farle pagare ancora…

In questo modo il New York Times non ci ha perso, ma ha guadagnato ben 7,5 milioni di utenti unici….proprio perchè espandere un prodotto o un servizio gratis permette di aumentare la visibilità: una logica da pazzi ma soprattutto da saggi! A volte le grandi conquiste sono legate a innovazioni e creatività assolutamente prive di logica!

Restano a pagamento (solo per alcune sezioni) solo giornali come The Financial Times (www.ft.com) e The Wall Street Journal (www.wsj.com). Due giornali finanziari, gli unici utili al business per cui la gente ancora è propensa a pagare.

Credo che la libertà di scrivere e trovare notizie gratis sul web sia uno dei pilastri fondamentali di questa tecnologia basata proprio sulla diffusione del sapere illimitata, senza distinzioni di utenti, a livello globale. Continuare a fare pagare servizi entro questa logica non ha più senso. Credo che la conoscenza vado socializzata e diffusa senza porre paletti e vincoli, almeno all’interno del mondo virtuale di Internet.

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