Pubblicato da: lary1984 | dicembre 15, 2007

Un fisico italiano batte gli algoritmi di Google e…verrà assunto!

Federico Calzolari è un ricercatore di fisica presso la Scuola Normale di Pisa ed è responsabile del nodo di ricerca sul Grid Computing, un paradigma del calcolo distribuito di recente introduzione, costituito da un’infrastruttura altamente decentralizzata che permette a un vasto numero di utenti di accedere a risorse provenienti da un numero indistinto di calcolatori interconnessi da una rete. Si tratta probabilmente della prossima rivoluzione informatica dopo il World Wide Web, in grado di poter sfruttare le potenzialità di accedere alle capacità di calcolo e di memoria di un sistema distribuito, garantendo un accesso coordinato e controllato alle risorse condivise (cfr. www.wikipedia.org).

Calzolari sta attualmente lavorando allo studio delle tecniche di page ranking di Google, cercando di comprenderne gli algoritmi di funzionamento e, nel corso del suo “gioco”, è riuscito a sfidare il grande motore di ricerca e a battere la classifica mensile (in italiano) delle ricerche effettuate dagli utenti di Google: il suo nome risultava più ricercato di “Natale”!!! (http://googleitalia.blogspot.com -> zeitgeist di novembre 2007).

Il test non è replicabile in quanto il linguaggio che Google applica alle sue ricerche cambia continuamente, ma come è stato possibile ottenere questo risultato?! Calzolari spiega: “Abbiamo fatto in modo che il motore venisse interrogato con queste parole che erano il mio nome”…la cosa strana è che la macchina non ha fatto la ricerca ricorsiva milioni di volte, solo migliaia di volte e Google nonostante ciò è rimasto ingannato. Calzolari però afferma: “Nessun inganno, nessuna pirateria. Un gioco per scoprire algoritmi che restano coperti dal segreto con giusta ragione, altrimenti verrebbe meno un elemento di verità, tutti potrebbero manipolarli, mentre Google è una cosa seria”.

Un fisico italiano ha dimostrato la fallibilità del processo di ricerca insito nel maggiore motore mondiale, ma nonostante questo, per rispetto del lavoro altrui, non intende diffondere il metodo. Addirittura dall’azienda Google Italia arriva un attestato di stima per il ricercatore che potrebbe sfociare in un’occasione di lavoro…Anche in Italia ci sono cervelli di prim’ordine!!! (http://zambardino.blogautore.repubblica.it).

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