Pubblicato da: lary1984 | dicembre 18, 2007

Privacy a rischio: fermiamo il teleselling aggressivo!

Call center e gestori di telefonia fissa e mobile presi di mira dalla Guardia di Finanza per controllare il rispetto delle leggi sul trattamento dei dati personali e della privacy. Il Garante della Privacy ha deciso di ricorrere a questi controlli per porre un freno alla fastidiose telefonate promozionali (teleselling) e all’attivazione illecita di contratti non richiesti.

Per le telefonate a scopo commerciale (così come per i servizi mail) occorre il consenso dell’utente: ci deve essere la possibilità sia di OPT IN (cioè consenso all’invio delle comunicazioni) che di OPT OUT (possibilità di interrompere le comunicazioni senza oneri per l’utente). L’utente deve essere adeguatamente informato sulle modalità di invio delle comunicazioni e su come verranno trattati i suoi dati.
Purtroppo, spesso le informazioni sono date poco e male, nascoste tra mille clausole e contrattini poco trasparenti.
Telefonate e spam causano costi in termini di tempo ma anche di denaro per le persone: costi di connessione per lo scaricamento della posta in eccesso ad esempio.
Le comunicazioni commerciali inoltre, soprattutto quelle telefoniche, risultano fastidiose, ripetitive e molte volte aggressive (la pubblicità aggressiva cioè basata su molestie e coercizione è considerata sleale ed è vietata dalla legge).
Mi è capitato anche di vedermi attivare servizi senza particolare cura nella spiegazione dei dettagli, una sorta di inganno, di circonvenzione che sfrutta il poco tempo a disposizione e la poca volontà di prestare attenzione ai discorsi promozionali da parte del soggetto consumatore e così ti arriva a casa il contrattino e non ti ricordi neanche quando lo hai attivato.

Ecco i provvedimenti presi dal Garante verso i gestori delle compagnie telefoniche (www.garanteprivacy.it):

  • interrompere l’uso indebito di numeri telefonici raccolti e utilizzati a scopi commerciali senza il previsto consenso da parte degli interessati
  • regolarizzare le banche dati informando gli utenti e ottenendo da essi lo specifico consenso all’utilizzo dei dati per scopi pubblicitari
  • informare con la massima trasparenza gli utenti, anche al momento del contatto, sulla provenienza dei dati e sul loro uso
  • registrare la volontà degli utenti di non essere più disturbati
  • interrompere l’utilizzo illecito di dati per attivare servizi non richiesti (segreterie, linee internet veloci)
  • effettuare controlli sui responsabili dei trattamenti presso i diversi call center

In caso di mancato adempimento si adotteranno provvedimenti drastici quali blocchi e divieti, infatti, nonostante i richiami del Garante, molte compagnie hanno continuato con i comportamenti illeciti.

Si spera che aumenti il rispetto per il consumatore e si attui l’adozione di misure adeguate a salvaguardare la vita privata da molestie e incursioni indesiderate.

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Responses

  1. Questi call center sono uno strazio!! Disturbano e danneggiano il prossimo, se stessi e le aziende che rappresentano, i call center sono una piaga sociale che deve essere debellata, il loro operato ti porta ad odiare profondamente loro e le aziende che stanno promuovendo. E’ ora che in Italia ci si dia da fare per bloccare questi numeri di telefono e impederigli di recare danno a cittadini e aziende che desiderano il rispetto della loro privacy.


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