Pubblicato da: lary1984 | dicembre 23, 2007

Nel 2013 il Grande Fratello diventerà realtà

Anno 2013. Montagne della West Virginia. Bunker supersegreto e superprotetto grande come due campi da calcio. Un database da un miliardo di dollari in grado di smascherare in pochi secondi qualunque terrorista. Un enorme cervellone elettronico in grado di contenere i dati biometrici di decine di milioni di persone. Non è fantascienza, è il futuro!

Negli USA, l’Fbi sta preparando il progetto NGI (Next Generation Identification), una specie di “Grande Fratello” che raccoglierà le impronte digitali e le iridi di milioni di persone, allo scopo di creare la più grande banca dati antiterrorismo del mondo (vedi Repubblica).

Secondo la responsabile dell’Fbi per i servizi biometrici, Kimberly del Greco, questo progetto non sarà una sfida ai diritti civili, in quanto chiunque potrà avere accesso alle informazioni biometriche registrate ma dovrà scrivere il suo nome all’interno di un registro apposito. Ma il vero problema, secondo un esperto della Silicon Valley, Paul Saffo, è che i dati biometrici, quali appunto le impronte digitali e le creste dell’iride, sono eterni e l’Fbi non sarà in grado di garantire in maniera assoluta la sicurezza del database.
Se qualcuno ruba la vostra immagine dell’iride e la sfrutta in maniera disonesta – spiega l’esperto – non potete entrare in un negozio ed acquistare un nuovo bulbo oculare”.

Il futuro sistema, se funzionerà come previsto, permetterà in pochi secondi di controllare se una persona sospetta è ricercata o meno. Il sistema potrà funzionare anche a distanza, identificando ad esempio i passeggeri di qualsiasi mezzo di trasporto prima ancora che essi lo abbandonino.

Ancora una volta il quesito: qual è il giusto confine fra libertà del singolo e difesa sociale? dove si ferma l’ingerenza dello stato e inizia la privacy del cittadino? c’è un confine fra quello che si può e non si può fare? Ancora una volta gli States dimostrano di preferire la potestà del governo sulla libertà e sulla riservatezza del popolo; non è un passo così lontano dall’incubo di Orwell e in fondo non è nemmeno così lontano dall’idea di Stato padrone. Credo che questo non si possa chiamare progresso!

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