Pubblicato da: lary1984 | gennaio 8, 2008

Sarkozy: non solo gossip…l’innovativa proposta sulla tv

Sebbene le vicende sentimentali da banale cronaca rosa e gli show mediatici di basso livello ai quali troppo spesso ultimamente si è prestato (infastidendo gran parte del pubblico televisivo), è proprio dalla mente di Nicolas Sarkozy, presidente francese, che nasce l’innovativa idea di riforma della tv pubblica.
Secondo il premier, occorre una rivoluzione senza precedenti dell’ordinamento televisivo: soppressione totale della pubblicità sulle tv pubbliche e finanziamenti alle stesse da parte delle tv private, attraverso ad esempio tasse più alte sugli introiti pubblicitari delle reti private e tasse sui volumi d’affari dei nuovi mezzi di comunicazione (internet e telefonia mobile tanto per citarne un paio).

Occorre un rinnovamento culturale del servizio pubblico radio-televisivo fondato sulla qualità dei programmi, abolendo i criteri mercantili quindi abbandonando la seppur molto redditizia pubblicità. La tv di stato ha un ruolo sociale importante e per questo non può operare secondo banali leggi di mercato e logiche commerciali.

Questo è quello che si legge nei principali quotidiani nazionali italiani (Corriere della Sera e Repubblica), andando a pescare tra righe e righe di cronaca rosa e gossip. Che squallore che una tale iniziativa di così grande importanza per la cultura di un paese venga messa in ombra da notizie sentimentali di cui non importa niente a nessuno.
A parte questo, ritengo la proposta di Sarkozy assolutamente adeguata al clima culturale che si è venuto a creare anche in Italia: in tv ormai la qualità scarseggia, anche purtroppo sui canali pubblici per cui si paga il canone; inoltre i continui spot pubblicitari impediscono una fruizione normale dei programmi e infastidiscono le persone con l’uso di tecniche spesso aggressive e palesemente menzognere.

Ritengo che anche in Italia occorrerebbe una svolta come quella proposta dal presidente francese, anche se non sono d’accordo sul fatto che vengano imposte tassazioni sui nuovi mezzi di comunicazione: d’accordo ad aiutare il rilancio del mezzo televisivo, ma tenendo comunque conto che occorre lasciare spazio a quelle che sono le nuove forme di comunicazione, mettendo da parte la supremazia storica e ormai obsoleta della tv.

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