Pubblicato da: lary1984 | gennaio 11, 2008

La legge sul copyright si rinnova a favore di Internet

Un po’ in sordina, a fine dicembre, è stata modificata la legge sul diritto d’autore: è stato aggiunto un comma ad hoc su Internet, in particolare riguardo la divulgazione della cultura online.

Per migliorare quella che è sostanzialmente la socializzazione della conoscenza, tramite blog o enciclopedie online come Wikipedia, si è provveduto ad aggiornare il primo comma dell’articolo 70, consentendo la pubblicazione dell’intera opera, purché si tratti di musiche o immagini “a bassa risoluzione o degradate” e lo scopo sia “per uso didattico o scientifico”, comunque senza lucro.

Da qui sono scoppiate numerose polemiche, da Beppe Grillo e Manlio Cammarata ad esempio, contro la pubblicazione con qualità degradata, che limita in generale lo spazio di pubblicazione online.
Pietro Folena, presidente della Commissione Cultura alla Camera, sostiene che si tratta semplicemente di “una qualità non paragonabile a quella di un cd, ma comunque ascoltabile o un’immagine con dimensioni non utili alla riproduzione a stampa (quindi praticamente tutte le immagini del web)” e continua “Abbiamo voluto questo comma per creare un primo spazio libero online dalle pastoie del vecchio diritto d’autore. L’abbiamo fatto tenendo conto delle migliaia di professori che hanno ricevuto multe e ingiunzioni, dalla Siae, per avere pubblicato opere a scopo didattico sui propri siti. Grazie a questo nuovo comma, potranno farlo senza rischiare più niente“.

Ma la battaglia per la libertà di espressione sul Web non finisce qui: ci sono ancora tante leggi da modificare in particolare la Legge Urbani tanto contestata in passato, che impedisce ad esempio a siti come Wikipedia di pubblicare immagini delle opere presenti in musei italiani….assurdo!

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Responses

  1. Considerare il diritto d’autore pari a quello della proprietà e’ un abomino legislativo, a cui i legislatori italiani si appecoronano volentieri e spesso.
    Tenuto conto che le lobby, formate da società private con sovvenzioni pubbliche, si fanno protettrici di una concessione del pubblico verso il singolo (il diritto d’autore appunto), sono amiche di tutti i politici di tutti i colori, vedo all’orizzonte solo nuovi limiti al diritto d’espressione (a cui il diritto d’autore e’ strettamente legato).
    Qualcuno si dimentica che non ha senso voler proteggere qualcosa come un’idea, se per esprimerla si paga, e anche salato. E’ come se per difendere la libertà individuale di circolare, tutti dovessimo pagare 100,00 euro per ogni uscita di casa al governo di turno, e senza nessuna caranzia sulla nostra incolumità. In effetti questa tassa la stiamo gia’ pagando … ed è ben più corposa di 100!

  2. […] e nuova legge sul copyright – Seconda Parte Faccio riferimento al mio post dell’ 11 Gennaio u.s., per tornare a parlare della rinnovata legge sul diritto d’autore, nella fattispecie quello […]


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