Pubblicato da: lary1984 | gennaio 18, 2008

La Cina di Internet: luci ed ombre

Cina, terra di contraddizioni. Proprio in questi giorni sta iniziando la fase di sorpasso del numero di internauti cinesi rispetto a quelli statunitensi, questo secondo i dati comunicati dal China Internet Network Information Center (CNNIC): nel 2006 erano 137 milioni gli appassionati del Web cinesi (contro i 210 degli Usa), ma alla fine del 2007 sono diventati 210 milioni contro i 215 americani. Il sorpasso è alle porte.
In Cina inoltre i margini di crescita sono grandi, in quanto solo il 16% della popolazione dispone di connessione (contro una media mondiale del 19%).
L’aumento esorbitante di internauti cinesi nel 2007 è dovuto alla crescita delle connessioni nelle aree rurali e al cablaggio di nuove linee telefoniche e servizi internet da parte del governo, ma i dati del CNNIC potrebbero non essere del tutto precisi, infatti il centro di ricerche ha conteggiato (in modo ottimistico, orgoglioso e nazionalistico) anche chi si connette da cellulare e da internet cafè.

I siti più visitati dai cinesi non sono quelli di massa della popolazione occidentale, ma altri siti meno conosciuti quali http://www.baidu.com (il motore di ricerca nazionale per eccellenza); http://www.QQ.com (un sito di chat, molto amata dalla popolazione cinese) e infine http://www.sina.com.cn (un sito di notizie) e http://www.taobao.com (un sito d’asta stile Ebay).

La cosa contradditoria di tutto questo fatto è che, nonostante l’enorme diffusione della tecnologia internet entro la popolazione cinese, la Cina rimane caratterizzata dalla “Grande Muraglia Digitale“, un enorme firewall del governo per filtrare i siti ritenuti sconvenienti, con notizie pericolose per il regime, contenuti scabrosi o opinioni non in linea con quelle del governo (soprattutto in blog e forum).
Per avere un blog in Cina, da fine 2007 , bisogna seguire un protocollo di autoregolamentazione, dove i firmatari si impegnano a non diffondere messaggi “erronei e illegali”, lo scopo è anche abolire l’anonimato sui blog. Inoltre, questo mese, è scattata la censura ai video online: solo i portali autorizzati dalla Repubblica Cinese potranno diffondere video e dovranno comunque eliminare quelli sconvenienti.

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