Pubblicato da: lary1984 | febbraio 3, 2008

Lose yourself… Into the wild!

In un’epoca in cui il rispetto e l’amore per la Natura vengono divorati dalla sete di potere, di ricchezza e di lusso delle persone; in un’epoca in cui i valori dell’amore, della felicità, della vita e dell’avventura vengono oscurati dalla ricerca del possesso materiale e dall’avidità, c’è ancora qualcuno che ha la sensibilità e la voglia di immaginarsi un mondo semplice, dove la ricerca della verità e del contatto con l’ambiente così com’è vengono al primo posto, diventano uno scopo di vita che porta a rinunce ma anche a forti emozioni.
Questo qualcuno è Sean Penn che ci ha regalato una pellicola forte, estremamente profonda e che ci invita a riflettere sul senso quotidiano delle nostre vite.

Into the Wild” è uscito proprio in questi giorni al cinema, forse un po’ in sordina rispetto al film di Moccia e ad American Gangster, ma credo meriti un’attenta riflessione e un meritato plauso da parte del pubblico.
Candidato al Grammy Award (best song), al Writers Guild of America (best screenplay), al Academy Award (supporting actor, editing) e vincitore del Golden Globe (best original song), la pellicola del regista Sean Penn racconta della storia vera, raccolta anche in un libro di Jon Krakauer, di Christofer McCandless (intepretato nel film dal bravissimo Emile Hirsch) che, dopo il diploma, decide di lasciare la sua vita privilegiata e parte in cerca dell’avventura verso un viaggio ricco di emozioni in terre poco ospitali e lontane spesso anche dalla civiltà.
Del suo viaggio, egli tiene un diario e incornicia ogni sua esperienza con citazioni e pagine dei suoi tanto amati libri. Egli è alla costante ricerca della verità (negatagli a più riprese dai genitori) e della felicità (lontana dai beni materiali), per questo decide di vivere una vita da esteta, in solitudine, solo legata a un profondo contatto quotidiano con la natura. Ma, durante le sue tappe, egli incontra anche persone con cui instaura legami profondi, il proprietario di terre del South Dakota, gli hippies della California, i danesi nel Gran Canyon e il vecchio Ron che mira addirittura ad adottarlo.
Chris (nel corso del film deciderà di usare un nome di finzione: Alexander Supertramp) però capisce che la prova più grande per lui è la sopravvivenza nelle terre difficili dell’Alaska, il Grande Nord, dove può mettere in pratica tutte le cose che ha imparato durante il lungo viaggio. Ed è proprio in Alaska che capirà la morale della sua vita, che la vera felicità per essere tale deve essere condivisa, mentre lui è solo quindi la sua ricerca non può che essere vana.

Una grande avventura, una meravigliosa sceneggiatura e una fantastica regia. Una pellicola di riflessione, emozione e cultura, circondati dal bello delle parole e delle immagini. Lose yourself…

Trailer ufficiale: http://it.youtube.com/watch?v=2LAuzT_x8Ek 
Trailer in italiano: http://it.youtube.com/watch?v=OPp9KaLS3sg 

Annunci

Responses

  1. Ho molta voglia di vedere il film di Penn: il libro l’avevo letto e era emozionante. In generale consiglio tutto quello che ha scritto Jon Krakauer (http://en.wikipedia.org/wiki/Jon_Krakauer): è un bravissimo giornalista/scrittore/alpinista diventato famoso con un altro libro (Aria sottile) dedicato ad una disastrosa spedizioe commerciale sull’Everest.

  2. Piacerebbe anche a me leggere i libri relativi ai film che vedo (e mi è capitato ad esempio con “Il Signore degli Anelli”, 1200 pagine ehm….) ma purtroppo il tempo tende spesso a mancare…

    Comunque credo che leggere il libro dopo aver visto il film sia molto meglio che leggerlo prima, in quanto spesso il film delude le aspettative del libro, mentre invece vedere prima il film permette di immaginarsi meglio la storia durante la lettura!

  3. A me è capitato di leggere il libro e vedere il film con “Il codice da Vinci”.. Be delusione più assoluta dovrei dire! Il libro era strepitoso ed appassionante, il film tutto il contrario.

    Spesso al cinema per ragioni di tempo si tolgono parti del romanzo, togliendo l’atmosfera che il libro regalava, vedi anche libro Vs. Film nel caso di “3 metri sopra il cielo”!

    Forse è anche per questo che nell’ultimo periodo mi sono dedicato maggiormente alla lettura.

  4. Ho visto il film (2 volte) e sto finendo di leggere il libro (acquistato su Amazon).
    E’ un dono che ci ha fatto Sean, grande regista e grande attore.
    Il libro è appassionante, coinvolgente, ci parla anche di altri personaggi che morirono “into the wild”.
    Quello che ci lascia questa storia è un grande desiderio di staccarsi finalmente dal conformismo, dal vivere per lavorare, lavorare per consumare.
    Smettere di accumulare cose per riempire i vuoti della nostra esistenza.
    Grazie Chris, onore a te.
    Aldo

  5. Ho finito di leggere il libro “Nelle terre estreme” di Jon Krakauer. Rispetto al film è tutta un’altra cosa: lo vedo come un’inchiesta giornalistica, molto lontano dall’appassionante lungometraggio di Sean Penn.
    In definitiva ho preferito il film perchè ti tocca maggiormante il cuore e lo spirito, ma a vantaggio del libro la rigorosità delle ricerche, il dettaglio delle informazioni e la possibilità di conoscere anche altre storie (compresa quella dell’autore al Devils Thumb).
    Un libro da leggere, dopo aver visto il film….


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: