Pubblicato da: lary1984 | febbraio 19, 2008

Wiki Democracy: contro la rigidità dei partiti politici

Riflessioni tratte dal Blog “Scene Digitali” di Vittorio Zambardino.

Si chiama Wiki Democracy, è un innovativo ambiente collaborativo e democratico per la stesura dei programmi politici, non è controllato da partiti ma le idee arrivano direttamente dal basso, i contenuti sono generati direttamente dagli elettori con proposte e iniziative su cui poi i partiti possono lavorare.

L’idea è venuta a Stefano Quintarelli, autorevole blogger e imprenditore nelle telecomunicazioni, e nasce da una discussione proprio sul suo blog. Tanti elettori discutendo in quella sede mostravano di voler essere liberi, di poter incidere sull’agenda dei loro partiti preferiti, di voler evitare scontri e insulti fra i leader, di poter attuare confronti coinvolgendo anche l’elettorato appunto.

L’idea è stata poi plasmata come un Wiki, cioè un mattoncino costitutivo di Wikipedia, così presentato dallo stesso sito Web: “Un sito web che può essere modificato dai suoi utilizzatori e i cui contenuti sono sviluppati in collaborazione da tutti coloro che ne hanno accesso, come in un forum. La modifica dei contenuti è aperta e libera, ma viene registrata in una cronologia permettendo in caso di necessità di riportare la parte interessata alla versione precedente; lo scopo è quello di condividere, scambiare immagazzinare e ottimizzare la conoscenza in modo collaborativo. Il termine wiki indica anche il software collaborativo utilizzato per creare il sito web”.

Non si tratta di fare comizi o discussioni senza un obiettivo e nemmeno bisticciare con gli avversari, si possono dunque leggere programmi e proposte dei partecipanti iscritti ai partiti, quindi si tratta di un luogo tranquillo dove proporre e discutere in modo civile. L’unico neo l’iscrizione obbligatoria con annessa scelta del partito a cui si vuole lanciare proposte e con cui condividere le scelte.

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Responses

  1. bell’idea ma sono scettico sulla capacità/disponibilità dei partiti tradizionali a “usare” davvero queste risorse. By The Way, il PD mette tra i punti del suo programma “100 campus” entro il 2010. Domanda: sanno loro e sanno gli elettori cosa significa “campus”? E pensano che un campus, così come lo si intende di solito, sia, in Italia, edificabile in 30 mesi? Ma va là…

  2. Anche io riguardo non tanto all’elettorato (che ultimamente vedo sempre più attivo nella discussione politica) ma più che altro ai partiti e ai loro leader sono scettica sul fatto che ascoltino davvero il parere dei cittadini.

    Mi fa ridere questa cosa del “campus”, certo è che se i nostri politici assomigliano vagamente al personaggio con cui attualmente mi ritrovo a lavorare (e ne abbiamo già parlato a ricevimento) posso assolutamente affermare che non hanno idea nè di cosa sia davvero un campus nè di quanti investimenti di tempo e denaro richieda!

  3. facciamo una scommessa ? magari non entro 2 mesi, ma la vita non finisce e la rete diventa sempre piu’ importante e i ministri restano in carica degli anni…

  4. Credo che l’iniziativa sia lodevole,condivisa,molto attesa e che possa diventare assai efficace,molto più di quanto gli scettici non credano!!!!!
    La rete permette di avere a disposizione quel potenziale collante che fino a ieri ha non ha reso possibile l’intervento della gente sulla cosa pubblica(se non con il voto ad… un partito o l’altro).
    Ma non sono generiche opinioni su quanto bene questa iniziativa funzionerà che servono adesso!
    Occorre fare proposte,individuare obbiettivi,assegnare priorità,sviluppare programmi d’azione.Assegnare responsabilità ed effettuare lo stesso follow-up che un’azienda o un buon capo di famiglia si cura di fare per controllare che ciascuno faccia la sua parte come stabilito per raggiungere gli obiettivi prestabiliti.
    Sono a disposizione di coloro che credono di andare avanti con questo progetto.
    Alle persone che non mancano di un minimo di saggezza o solo cultura tecnica o biologica, non sfuggirà che il” feed-back”è essenziale per far funzionare qualunque sistema (in senso lato) umano animale vegetale.Il sistema governativo è chiaramente deficitario di questo elemento ed è da questa mancanza che derivano tutte le sue disfunzioni.
    La rete-internet- lo ha reso…obsoleto ed è una immensa opportunità per tutti coloro che lo capiranno:anche per coloro che siedono sugli scranni di camera e senato!!!!!!

  5. Già il fatto che si parla di questo argomento in questo blog mostra che non si tratta di generiche opinioni, ma di voler rendere pubblico e conosciuto questo interessante progetto e discuterne quotidianamente lo rende ancora più interessante e “chiacchierato”. Spero che acquisti così più visibilità.

    Il problema è che se vogliamo davvero incidere, occorre smuovere non solo gli indecisi ma anche l’elettorato che si fossilizza sulle proprie idee senza aprirsi a nuove prospettive. E’ vero che gli indecisi sono quelli che poi permettono la vittoria di uno schieramento o di un altro, ma è la massa che viene ipnotizzata dal partito la vera fonte dei grandi numeri.

    Lo scopo principale è allora parlarne e mostrare anche a chi è fortemente legato alla tradizione che esistono nuovi mezzi e nuove prospettive e da qui si spera che anche i partiti possano darsi una mossa al riguardo.

  6. PROPOSTE PER UN GOVERNO RISPETTOSO DELLA LEGGE E DELLA CARTA COSTITUZIONALE DA SOTTOPORRE A TUTTE LE FORMAZIONI POLITICHE IN COMPETIZIONE PER LE ELEZIONI DELL’APRILE 2008.

    DEMOCRAZIA. Realizzazione del diritto a informazione, trasparenza, partecipazione e controllo mediante la trasformazione degli uffici per le relazioni con il pubblico in uffici referenti della Pubblica Amministrazione e loro creazione dove non sono stati istituiti (Es. tribunali) cui il cittadino, singolo e associato, possa accedere per gli obiettivi di cui sopra previa richiesta di appuntamento.
    Tutti i pubblici dipendenti devono essere identificabili e devono rispondere al telefono dicendo il nome dell’ufficio in cui lavorano e il loro stesso.
    Livellamento delle retribuzioni, responsabilità personale e controllo patrimoniale dei pubblici dipendenti.
    Fissazione di livelli minimi di produttività in accordo con le Associazione dei consumatori e degli utenti.
    ECONOMIA E FINANZA. Abolizione del signoraggio delle banche primario (Banca d’Italia) e secondario (sistema bancario).
    SALUTE. Imposizione della raccolta differenziata con trasformazione dei rifiuti alimentari in fertilizzante.
    PACE. Messa fuorilegge della costruzione delle armi, almeno quelle cosiddette “da guerra”.

  7. Visti le liste e i programmi delle formazioni politiche in competizione per le elezioni, considerato il dettato della Costituzione, rilevato che nessun organismo istituzionale ha sollevato alcuna eccezione, l’unico voto utile per l’Italia è il non voto per annullare i risultati delle elezioni incostituzionali.
    Per metterlo in pratica, occorre:
    – recarsi al seggio
    – farsi dare le schede elettorali
    – far verbalizzare dal presidente del seggio che non si vuol votare per vizio di costituzionalità ex artt. 1, 48 e 51 della Costituzione
    – farsi dare copia del verbale
    – restituire le shede elettorali
    – spedire copia del verbale al Presidente della Repubblica, supremo garante della Costituzione, per chiedere l’annullamento delle elezioni.


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