Pubblicato da: lary1984 | aprile 8, 2008

Il blog può diventare malattia?

Sfogliando il quotidiano La Stampa online, sono incappata oggi in una notizia interessante. Forse più che interessante dovrei dire inquietante soprattutto per i blogger più assidui, quelli che non resistono senza essere i primi a postare una notizia, che già la sera prima fanno mente locale sul post del giorno dopo e quotidianamente monitorano statistiche e visite al proprio blog.

Il New York Times ha pubblicato un articolo su i principali sintomi e conseguenza della malattie dei “blogger”: perdita o aumento innaturale di peso, tensione nervosa, disturbi del sonno, ansia da prestazione telematica, nei casi peggiori complicazioni cardiache fino all’eventuale morte.
Certo qui forse andiamo su un terreno di esagerazione eppure sembra che questi disturbi di salute siano molto comuni negli utilizzatori assidui dello strumento blog.

L’accelerazione del flusso informativo ha provocato una tendenza all’esasperazione della capacità di informarsi e postare nel più breve tempo possibile notizie ed eventi cercando di superare per tempo i blogger avversari. Soprattutto chi si occupa di tecnologia o usa il blog per lavoro vive ogni giorno una lotta per la sopravvivvenza data dall’aggiornamento costante.

Essere i primi equivale a essere i più citati anche dalle fonti autorevoli. I maggiori click possono equivalere (per chi fa di questo hobby una professione) a maggiori entrate pubblicitarie. Le grandi aziende d’informazione mediatica si alleano con free lance a caccia dell’ultimo scoop che dimostrano utili capacità di ricerca d’informazioni sul web in modo rapido e altamente selezionato (un lavoro forse per studenti di scienze della comunicazione?!).

Lo stress e l’ansia si potraggono per tutta la giornata (compresa la notte) per tutta la settimana, ma accanto ai pessimisti c’è anche chi vede l’uso del blog come un mezzo di conoscenza personale e di socializzazione della stessa, senza la necessità di una lotta all’ultima notizia (“rilassatevi, scrivere blog non è una corsa“), o chi la prende in modo ironico “certo, anche sul Web si esagera, ma siamo seri: se sei davvero stressato per la gestione di un blog da cinquemila lettori, allora ci sono buone possibilità che saresti stressato per qualsiasi lavoro”.

Credo che ogni lavoro abbia i suoi rischi se vissuto in modo sbagliato, nella fretta e nell’ansia, non certo si può scatenare il solito caso nazionale senza adeguati studi e indagini scientifiche. Forse tramite l’organizzazione precisa del proprio lavoro e la progettazione adeguata del proprio tempo gran parte dei problemi si risolverebbero.

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Responses

  1. Di fatto il paradosso del diario digitale è che il suo successo sia numericamente quantificabile e indipendente dal gusto di chi lo scrive. Per quello che dovrebbe essere un hobby inevitabilmente frustrante. D’altronde siamo pieni di hobby che si trasformano in professioni non pagate, anzi a volte costose.
    In tema di dipendenze segnalerei la dipendenza da news in tema di dipendenza…
    Ultima arrivata: DIPENDENZA DA SESSO!!! Per guarire serve una terapia clinica che col tempo aiuti a… non trombare. (vedi corriere)


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