Pubblicato da: lary1984 | aprile 26, 2008

Class Action: dubbi e questioni aperte

LA CLASS ACTION NEGLI USA

Per attuare una procedura di Class Action, per permettere quindi la sua certificazione da parte del Tribunale, occorre che si verifichino 4 condizioni fondamentali:
– NUMEROSITA’ degli attori danneggiati
– COMUNALITA’ delle problematiche da risolvere
– TIPICITA’ cioè la presenza di pretese e difese tipiche
– RAPPRESENTATIVITA’ (le parti rappresentative della Classe devono proteggere gli interessi dell’intera classe)
Il Tribunale inoltre si pronuncia anche su altre due questioni:
– PREDOMINANZA cioè le questioni comuni devono predominare su quelle individuali
– SUPERIORITA’ la Class Action deve essere il mezzo più adeguato a quella problematica da affrontare rispetto a tutti gli altri mezzi disponibili

Nel caso venga certificata, la Class Action diventa VINCOLANTE per tutti coloro che rispondono tipicamente al requisito di comunalità, a meno che non richiedano esplicitamente entro un breve periodo di essere esclusi (CLAUSOLA MANDATORY OPT-OUT). Questa questione di esplicita richiesta di esclusione è assai importante ad esempio in un Paese come l’Italia dove, secondo l’art 24 e 25 della Costituzione, ogni persona ha diritto ad agire in giudizio per proprio interesse. La clausola mandatory opt-out è in chiaro contrasto con questa norma italiana, in quanto chi non si esclude dalla Classe, perde per l’eternità il diritto di agire individualmente contro i convenuti.

Altre due problematiche della Class Action americana sono l’eventuale LEGITTIMAZIONE DI MEMBRI STRANIERI nella classe e la CERTIFICABILITA’ DELLA CLASSE PER FRODE IN VALORI MOBILIARI, la cosiddetta finanza strutturata truffaldina.

Per quanto riguarda il primo punto, cioè sostanzialmente la questione della giurisdizione americana, si afferma che essa può aver senso di esistere solo se l’attività illecita ha avuto luogo negli USA o se l’illecito ha avuto effetti significativi negli USA o nei confronti di cittadini statunitensi. Le attività illecite però devono essere più di meri atti preparatori e quindi devono avere causato direttamente i danni lamentati.
Per quanto riguarda il secondo punto, i convenuti sono sottoposti a RESPONSABILITA’ PRIMARIA solo se gli attori riescono ciascuno a provare affidamento individuale sulla condotta di ciascun convenuto (onere della prova molto forte). Inoltre, i convenuti devono aver avuto obbligo affermativo di informazione o devono aver reso importanti pubbliche rappresentazioni ingannevoli sulle quali un mercato efficiente può fare affidamento. La condotta di mera assistenza o supporto non è sufficiente a far scattare la responsabilità primaria dei convenuti.

LA CLASS ACTION IN ITALIA

In Italia, la Class Action può generarsi solo dall’azione di Associazioni di Categoria (e non normali cittadini come in USA) o altri Enti che rappresentino una moltitudine di cittadini. Anche in Italia la Class Action deve essere certificata dal tribunale, ma il procedimento è molto più rapido che in America perchè non c’è quel forte onere della prova. In realtà poi, le lungaggini giudiziarie italiane si manifestano quando i convenuti ricorrono in appello e mandano di conseguenza in stallo la Classe a causa dei tempi infiniti della magistratura italiana.
In Italia l’oggetto della Classe è il risarcimento del danno e la restituzione delle somme spettanti ai singoli utenti per contratti di cui all’art. 1342 del C.C. ovvero per pratiche commerciali scorrette, atti illeciti extracontrattuali e comportamenti anticoncorrenziali. A differenza degli USA non è possibile richiedere DANNI PUNITIVI cioè sanzioni al di là del DANNO EMERGENTE (danno oggettivo) e LUCRO CESSANTE (perdita di un possibile guadagno).
In USA la sentenza ha effetto anche su chi non ha partecipato (eventualmente anche membri stranieri come abbiamo detto prima), mentre in Italia la sentenza ha effetto diretto sui soggetti che aderiscono (se positiva, tutti possono far valere i criteri stabiliti dalla sentenza in ulteriore giudizio; se negativa, altre Associazioni possono rifare un’azione sulla stessa questione in quanto l’effetto di una causa non ricade sulla successiva).
Le Associazioni devono sempre chiarire come avverà il compenso degli avvocati.

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