Pubblicato da: lary1984 | giugno 13, 2008

Fiction e tv movie adolescenziali…Rai vs. Mediaset

Mi è capitato ultimamente di vedere in tv due prodotti adolescenziali: “I Liceali” e “Noi due“, la prima una miniserie di 6 puntate della Taodue di Mediaset trasmessa prima su satellite e poi in chiaro e il secondo un film (tv movie per la precisione) del 2008 di Massimo Coglitore che nasce con l’intenzione di avvicinare alla tv anche il pubblico più giovane. I due prodotti sono accumunati dalla presenza di uno stesso attore: Federico Costantini (di cui non discuto la bellezza, ma riguardo alla bravura…)

Per quanto concerne “I liceali”, la serie tv ha scatenato numerose critiche infatti proporrebbe luoghi comuni e falsità sugli adolescenti, un quadro generazionale stereotipato in cui nemmeno i giovani si riconoscono. Io ho seguito solo 4 puntate su 6 ma sono rimasta sconvolta dalla presenza ostinata di alcuni eventi che hanno caratterizzato le cronache nazionali di questi ultimi anni: scandali su Youtube, tentativi di suicidio, paura nelle classi per la presenza di armi e violenza, studenti che seducevano professori o viceversa, droga, rapporti sessuali che conducono a gravidanze indesiderate…
Insomma un mix alquanto freddo e piatto di una realtà stereotipata sui giovani. E allora mi chiedo è possibile che tali prodotti culturali possano influenzare i comportamenti dei ragazzi, scatenando un effetto a catena….dalla realtà al video e dal video alla realtà?


Di genere totalmente diverse il tv movie “Noi Due” trasmesso su Rai Due ieri sera. Secondo le linee editoriali della Rai (tv di Stato), si tratta di un prodotto basato invece su concetti quali l’amore, l’amicizia, la malattia, la musica…insomma tutto quello che di più mielenso potete pensare. Si narra della storia d’amore fra Jack e Greta (di buona famiglia e malata gravemente dall’infanzia), una storia che va oltre qualsiasi reale contesto. Potremmo dire un film che è totalmente l’opposto de “I liceali”, esso cerca infatti di mostrare il lato positivo dei ragazzi adolescenti (diciamo con qualche anno in più degli studenti del liceo).

Ancora una volta si nota la distanza abissale tra la tv commerciale e quella pubblica, il problema è che i due prodotti televisivi si situano su poli opposti molto lontani entrambi dalla realtà. Perchè non si produce una via di mezzo, più vicina al reale mondo dei giovani ma lontana dai luoghi comuni estremi da una parte della gioventù bruciata e dall’altra delle storie d’amore da cinema?

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