Pubblicato da: lary1984 | settembre 19, 2008

Anche libero va bene, un film sulla famiglia

Ieri sera mi è capitato di vedere su Rai 3, il film del 2005 di Kim Rossi Stuart “Anche libero va bene“, un lungometraggio uscito vittorioso anni fa dal Festival di Cannes e che mi ha sempre un po’ incuriosito, da un lato, per il titolo alquanto misterioso e dall’altro per la regia di un famoso attore, noto per il suo fascino e la sua bravura. Protagonista del film non è una singola persona ma La Famiglia, quell’aggregato sociale che tutti conosciamo, chi in modo positivo, chi in modo negativo. E’ un film in cui non ci sono situazioni esasperate e portate all’eccesso, è un film semplice, di vita quotidiana, estremamente realistico.

Da un lato ci sono i bambini che, cresciuti col padre a causa delle frequenti “assenze” della madre, diventano adulti in fretta, devono diventare responsabili, conoscere emozioni e sentimenti da grandi. C’è Tommy, un bambino sensibile, che ama il gioco, ma che ha anche una grande maturità e soffre per la situazione della sua famiglia, desiderando dei genitori ricchi e innamorati come quelli del suo migliore amico. C’è Viola, la sorella, meno consapevole della situazione familiare rispetto a Tommy anche se più grande di lui, molto idealistica, accetta subito di perdonare la madre e di permetterle di tornare a casa. E poi ci sono gli adulti, non meno complessi di Tommy. Il padre, dai momenti d’umore altalenante, fasi di rabbia e fasi di profonda dolcezza e debolezza, un personaggio sgradevole a tratti, ma anche estremamente umano, vero. E poi, Stefania, la madre che, fragile e senza equilibrio, scappa con uomini ricchi e poi torna sui suoi passi strisciando e pregando e poi torna a fuggire tradendo le sue promesse.
E’ la vita vista dagli occhi di un bambino, Tommy, che vive sofferenze morali all’interno della famiglia, che ha bisogno di trovare un rifugio simbolo anch’esso del vuoto che sente dentro (il tetto della casa a strapiombo sulla città).
Un film che senza effetti speciali e senza particolari trucchi di regia risulta estremamente riflessivo e profondo e ti fa riflettere sul significato e l’importanza della famiglia.

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Responses

  1. Il film non l’ho visto, però ho notato che negli ultimi anni Kim Rossi Stuart si è dato ai film drammatici, impegnati nel sociale. Io me lo ricordo ancora quando faceva Romualdo in Fantaghirò… mi piaceva un sacco quel film, ma a riguardarlo adesso era agghiacciante!

  2. Pensa che io non ho mai visto Fantaghirò… è grave vero? per caso hai una vhs o un dvd di quel film?? cosi magari è la buona volta che me lo guardo… ricordati che mi devi portare anche Narnia thanx

  3. E’ la storia dell’esperienza contro l’innocenza, Tommi quando può si chiude al dolore (per lui, la madre che ritorna è un pericolo non una gioia) e si rifugia sul suo amato tetto per guardare dall’alto ciò che accade. Renato, invece, non può più fuggire, perchè il suo tempo è finito, e sfoga la rabbia trattenuta, contro tutto e tutti, ovvero contro se stesso. Solo il suo animo gentile lo salva, figlio dell’innocenza perduta che riaffiora grazie all’amore.


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