Pubblicato da: lary1984 | dicembre 4, 2008

L’Italia e il tentativo di regolare la Rete

VisionPost

Fonte: Vision Post

Leggo oggi su La Stampa questo interessante articolo, comparso anche in altre testate e altre fonti online (basta vedere Google News al riguardo), e subito mi sono chiesta “come è possibile voler regolamentare Internet? ma soprattutto… in che senso?” Berlusconi afferma: “Porteremo in discussione una proposta di regolamentazione di Internet su scala mondiale, essendo la Rete un Forum aperto a tutto il mondo“. Forum?? Mi sembra una definizione alquanto riduttiva del Web e soprattutto da persona che ci naviga ben poco e ben poco conosce il suo funzionamento. Mi sembra un’altra proposta alquanto altezzosa per i politici italiani che vogliono tentare di controllare un meccanismo ben più grande di loro….

Vediamo qualche intervento di cui si è discusso a livello italiano ad esempio.
Per quanto riguarda i blogger, uno dei progetti di legge che ha fatto più discutere è quello dell’on. Ricardo Franco Levi (Pd), attualmente in discussione alla VII commissione cultura della Camera. La paura maggiore è che questo potrebbe obbligare molti blog e siti che fanno «attività editoriale» ad iscriversi al registro dei comunicatori, con la possibilità di essere così perseguiti per i reati a mezzo stampa. Un tentativo grossolano di limitare la libertà di espressione attuale dei blogger.
Altro intervento sicuramente è quello che mira a salvaguardare quella parte dell’industria nazionale danneggiata dal peer-to-peer, ovvero lo scambio di musica e film illegalmente riprodotti. Questo sarebbe in accordo con il progetto del presidente francese Sarkozy, che vorrebbe una legge molto severa per la protezione della proprietà intellettuale su Internet, addirittura “monitorando” il traffico online e venendo meno ai valori di privacy e open-source del Web.
Queste idee hanno portato insieme alla soppressione dell’«emendamento 138» che negava ogni forma di restrizione alle libertà degli utenti in Internet e hanno portato una certa ansia per i Provider che si vedranno accollare i costi della sorveglianza sulle attività degli utenti e sugli utenti stessi.

Forse Internet è una minaccia, oltre che per l’informazione guidata dal Governo, anche per le tradizionali telecomunicazioni (tv, radio, satellite…)? Internet, come risorsa a costo zero e senza limiti di espressione e creazione, disincentiva i profitti derivanti dalle altre attività mediatiche / commerciali e attiva le menti del popolo? Cosa ne pensate??

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Responses

  1. Ci sarebbe da chiedersi, visti i recenti (ma non solo) episodi riguardo alle proposte di legge inerenti la rete, quale apporto utile potremo mai dare al G8 :-\


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