Pubblicato da: lary1984 | gennaio 6, 2009

La tv pubblica francese rinuncia alla pubblicità

Ho sentito oggi al telegiornale e leggo ora su RaiNews24 (leggi l’articolo) che in Francia è in atto una importante rivoluzione del servizio pubblico televisivo: è entrata in vigore infatti la contestata riforma Sarkozy per cui sui canali televisivi del gruppo France Television (France 2, France 3, France 4, France 5 e France O) non ci sarà più il tunnel pubblicitario di 15 min precedente all’inizio della “prima serata” e non ci saranno più spot pubblicitari dalle 20 alle 06 (ma nel 2011 si pensa di eliminare totalmente la pubblicità nei canali televisivi pubblici).
La decisione fa discutere perchè, se è vero che si tratta di una svolta che mira alla “tv di qualità”, sembra però che Sarkozy abbia voluto aiutare le tv private ad accaparrarsi i guadagni degli spot, inoltre il presidente francese avrà potere di nomina e revoca del presidente della tv pubblica, in questo modo la tv pubblica non è più soggetta alla tirannia dell’auditel, ma sarà soggetta al potere politico, così pensano i critici.
La tv pubblica francese rimarrà privata degli introiti derivanti dalla pubblicità, ma il canone pagato dai cittadini è più sostanzioso di quello italiano e lo Stato dovrebbe comunque darle una mano.

A questo punto ci si chiede a cosa può portare una tale rivoluzione, soprattutto dal punto di vista di noi italiani abituati a essere subissati di spot all’interno di qualsiasi programma televisivo.
Io credo che questa riforma francese sia un grande passo avanti dal punto di vista della tv di qualità: finalmente i film potranno essere gustati comodamente senza interruzioni e così qualsiasi tipo di programma, sperando che aumenti anche la qualità dei programmi. I miei timori sono che, con il fatto che si perdono guadagni pubblicitari, per raccogliere audience sia necessario basarsi su programmi di massa come i reality ad esempio, anche se forse l’assenza di spot al loro interno potrebbe essere spunto per lo sfruttamento di nuove idee televisive non legate alla promozione, non si sa. Il fatto di demolire i ricavi della tv pubblica, potrebbe incentivare lo sviluppo delle tv private e aumentare senza precedenti il controllo dei media da parte della politica, ma credo che queste riflessioni andrebbero posticipate quando il meccanismo sarà stato assorbito e testato a dovere. Intanto chiedo anche a voi lettori le vostre opinioni.

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Responses

  1. Una decisione così drastica non andrebbe presa solo dal presidente, ma bisognerebbe ascoltare tutti (partiti politici, direttori della tv pubblica, anche ascoltatori se possibile). Oggi i giornali scrivono che il primo giorno (anzi, la prima sera visto che gli spot sono vietati dalle 20 alle 6) ci sono stati 3 milioni in più di ascoltatori ma non vuol dire niente perchè bisognerà vedere a lungo termine.
    La domanda è: le tv pubbliche che trasmettono pubblicità, sono obbligate a farlo? No. Allora, se lo fanno, è perchè ci sono dei vantaggi (possono mantenere un canone tv più basso). Se si decide che non possono più trasmettere spot, tali canali 1) avranno meno soldi per creare i programmi tv e 2) avranno più ore di palinsesto da riempire. La tv di qualità costa e fare più ore con meno soldi significa meno qualità.

  2. A proposito di canone, proprio ieri “subivo” uno spot dove si decantava il canone RAI per una tv di qualità. E in contemporanea giravano immagini dell’Isola dei Famosi 😀

    L’iniziativa francese è un piccolo passo, interessante da osservare per gli effetti che avrà sul lungo periodo. Come dire “da qualche parte si deve ben iniziare…”

  3. @ Francesco:
    Non ho parole, più che tv di qualità, la RAI preferisce mostrare i programmi di successo anche se sono spazzatura… meno male che su RAI 3 molto spesso la faccenda è diversa!

    @ Hamlet:
    Sì bisognerà guardare, come dice Francesco, cosa accadrà nel lungo periodo, ma credo che gli ascoltatori non siano poi così dispiaciuti di non doversi più sorbire gli spot in tv! almeno lo facessero in Italia io sarei felice personalmente! almeno si andrebbe a letto prima la sera ah ah ah
    Il tuo discorso su soldi e palinsesto è un dubbio che mi pongo anche io e lo scrivo al termine del post anche se con altre parole… chi vivrà vedrà a questo punto!

  4. Noi (con Mazzetti) siamo stati al Centro RAI di Milano. Le entrate del canone tv servivano sì e no a pagare le scenografie di Celentano (per pagare lui e il cuccuzzaro hanno sganciato a suon di quattrini i vari spot)…

    Proprio ora che su Mediaset stanno inserendo gli spot sottopancia, che rompono le scatoline durante il tuo sacrosanto episodio di House, dovremmo togliere la pubblicità alla RAI? Se già ora propone l’Isola dei Famosi dopo a cosa arriveremo?

    Ah sì, ce l’ho già la risposta: alla tv pubblica americana, rimpinzata come hamburger di McDonalds da vecchi film in bianco e nero trasmessi a ripetizione. Come per dire: se hai la tv via cavo bene, altrimenti ciccia.

    Sarko sta facendo come il nostro Berlusconi: sta aumentando voracemente gli introiti privati, in modo che la privatizzazione e i programmi su satellite prendano piede ancora di più.

    Ma la Francia non era una Repubblica? 😉 Libertè, egualitè e fraternitè dove sono finite?

    Marco

  5. Anche la RAI (ho visto ieri su Rai 2) ha iniziato a mettere gli spot sottopancia durante film e programmi… lo trovo veramente fastidioso…

    Anche io sono stata con Mazzetti alla RAI di Milano, eravamo insieme io e te, nello stesso pullman… una splendida esperienza che rifarei volentieri!

    Credo anche io che Berlusconi e i francesi vogliano aiutare l’ascesa delle tv private e su satellite e mandare verso “il macero” la tv pubblica… a parte qualche sparuto programma che continua a piacere e ad essere di qualche utilità per noi spettatori (documentari, servizi di approfondimento e servizi di pubblico rilievo).

  6. Io comunque non avrei titolato “la tv pub francese RINUNCIA alla pubblicità” perchè loro non volevano rinunciare affatto. È stato Sarkozy a decidere, quindi non si tratta di una rinuncia volontaria. Ciao!

  7. @ Hamlet:
    purtroppo io non so cosa volesse il popolo francese, sta di fatto che le cose sono cosi, il mio titolo anche se forte è solo una spiegazione dei fatti.

  8. Se eravamo nello stesso pullman dovevi dirmelo, almeno si poteva limonare nel tragitto! 😉
    ciao marco


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