Pubblicato da: lary1984 | febbraio 9, 2009

Caso Englaro: il mio personale parere

In questi giorni al tg non si fa altro che parlare del caso Eluana Englaro. Premetto che odio seguire la tendenza di massima e scrivere di argomenti che sono talmente ripetuti da diventare indigesti al pubblico e spesso al punto da oscurare altre importanti notizie, ma mi sembra doveroso esprimere una riflessione personale sulla questione.

In quanto laica e assolutamente contraria ad alcuni precetti antiquati e rigidi della Chiesa, non posso che essere assolutamente d’accordo con le posizioni espresse dalla minoranza, di interrompere alimentazione e idratazione per portare la ragazza gradualmente alla morte. Sicuramente sarebbe più semplice utilizzare una veloce iniezione, piuttosto che un processo lento e più “feroce” come togliere gli alimenti e l’acqua, ma siccome non si può chiedere di più (in un paese governato dalla Chiesa e dal Papa in fin dei conti), resta il fatto che non è possibile, dopo 17 anni di coma vegetativo irreversibile, continuare a imporre la vita forzata a Eluana.

Anche se la speranza è sempre l’ultima a morire, credo che a questo punto non si possa non parlare di accanimento terapeutico. L’eutanasia, in casi come questo, è l’unica soluzione sensata per permettere una morte dignitosa a chi non ha più collegamenti con la realtà. Io approvo il ricorso all’eutanasia in casi come questo e credo che in questo campo l’Italia sia ancora troppo indietro rispetto agli altri paesi; di nuovo la dimostrazione di quanto la Chiesa possa influire su uno Stato laico (o che dovrebbe essere tale secondo la Costituzione) come il nostro.

Finalmente Eluana ha trovato la sua pace….

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Responses

  1. Porta pazienza Lary, ma il tuo intervento mi lascia diverse perplessità.
    Senza nessuna volontà di offendere, ma solo di confrontarsi, te le elenco, ok?!

    1) Esprimere una riflessione personale sulla questione non è per nulla “doveroso”. In realtà, se si può (si deve) discutere dell’inqualificabile classe politica e dell’ignomignoso Presidente del Consiglio (e sul suo comportamento che non definisco “cinico” per rispetto ai “cani”), altrettanto non si può dire della vicenda della famiglia Englaro. “Doveroso” sarebbe starsene zitti di fronte a tanta sofferenza e rispettare, sia che siamo in accordo, sia che non lo siamo, le decisioni da loro prese. Semplicemente perchè qualsiasi scelta facciano, tra sei mesi il dolore non farà più parte della nostra vita. Della loro, sì.

    2)Non è necessario essere religiosi (nell’accezione di “non laici”) per confrontarsi con ciò che dice la Chiesa e, a volte, essere addirittura d’accordo con essa.

    3) Precetti rigidi e antiquati … Il fatto che la vita sia una valore da difendere non è un precetto e non è certo antiquato. Se mai, possiamo discutere su altri argomenti: cosa significa “vita”? E’ la vita la cosa più importante o è la felicità? La “vita” come valore (“ideale”) è più importante della persona “reale”?
    Se sono riuscito a spiegarmi, penso si percepisca le mie risposte a tali domande. La Chiesa, o meglio, questo o quel prelato (per ragioni a volte disparate) possono avere opinioni diverse … Se vuoi la mia, a me infastidisce (ed è un eufemismo) questa invadenza “talebana” nel dolore di persone “reali”. E anche nella vita dello stato italiano (in questo ci stanno dentro tante cose …). Ma non dirmi che la difesa della vita è qualcosa di antiquato, per pietà …

    4) Non è possibile imporre … posso essere d’accordo, solo tempererei l’irruenza … In realtà, non c’è niente che “stia di fatto” … C’è solo una gran pena ed un gran dolore, qualsiasi strada si prenda. Quanto alla morte, puoi non avere torto, ma ti ricordo una frase di un grande “chi non può ridare la vita ai morti, dovrebbe essere parco nel distribuire la morte nei propri giudizi”, J.R.R. Tolkien, per bocca di Gandalf il Grigio (nelle miniere di Moria).

    5) Se parli di accanimento terapeutico, non c’entra nulla l’eutanasia. Quest’ultima, fuorilegge in Italia, consiste nel “somministrare la morte”; qualora si configuri un caso di accanimento terapeutico (credo, non sono un giurista), stiamo parlando di “forzare la vita”. E lo stop all’accanimento è lecito (tant’è vero che la sentenza Englaro permette di fermare il nutrimento, considerandolo accanimento terapeutico).
    Non confondiamo le cose e non facciamo confusione: l’argomento “eutanasia” non può e non deve essere un tabù; se ne deve discutere e si deve avere una propria opinione, libera, più ancora che laica. Ma non è questo il punto. E non è certamente la sede.
    A margine, ti pongo un quesito che mi attanaglia da tempo (visto che non rifiuto l’eutanasia per principio, come non rifiuto la pena di morte o l’aborto solo per il suono delle parole): chi decide quando è ora di somministrare la “bella morte”? I parenti, che possono non disporre delle conoscenze necessarie, nè di tutte le informazioni disponibili? I medici, che possono agire per fini diversi da quelli del bene del malato (stesso discorso si applica anche ai parenti)? Altri? E poi, “quando”? 17 anni sono tanti (sufficienti?) ma quand’è che diventa lecito? Dopo 2 ore, 2 giorni o 2 anni? Io non so. Onestamente non credo che sia un tema da trattare con superificialità e leggerezza. Ecco tutto.

    Chiudo con qualcosa che mi trova d’accordo: da cristiano (e da essere umano) troverei anche io molto più umano terminare la sofferenza della ragazza (se di fine si deve trattare) con una iniezione letale … piuttosto che per fame. Questa mi sembra la vera barbarie.
    Sul resto, solo pietà, compassione e sostegno.
    E silenzio.

  2. Un commento molto intenso devo dire, ma mi fa piacere poter confrontarmi. Andiamo per punti.

    1) Parlavo di “doveroso” nel senso che sarebbe assurdo non parlare di un argomento di tale importanza che coinvolge temi così grandi come la vita e la morte, che coinvolge il nostro buon senso e le nostre emozioni. Che sia poi un affare privato della famiglia Englaro non metto in dubbio, ma del tema eutanasia o che dir si voglia si deve parlare, perchè è un tema scottante e di cui ancora non si riesce ad arrivare a capo. Non voglio parlare del singolo caso ma della questione generale che ci sta sotto.

    2) Non ho capito bene il tuo punto due, nel mio post ho solo precisato da che parte sto, tanto perchè il lettore non abbia dubbi sul fatto che sono estremamente di parte.

    3) La chiesa discute di precetti in senso generale. E’ chiaro che la questione vita e morte va oltre ed è un tema molto più astratto e importante di una legge o di un precetto, ma in senso generale la chiesa ci dà regole di vita, dunque precetti. Solitamente la chiesa ragiona in modo antiquato ma questo dibattito è quanto mai attuale (vedi punto 1 di questo commento).

    4) Dare la morte è un gesto difficile e penoso, ma difficile e penoso è anche vedere una persona “non vivere”. Grazie cmq per la bella citazione del Signore degli Anelli che è uno dei miei libri preferiti.

    5) E’ difficile dire quando e come somministrare la morte, per questo sono favorevole al testamento biologico di ciascuna persona prima di trovarsi in queste situazioni in cui non può decidere.

    Infine, sono d’accordo sul silenzio sul caso Eluana, ma non sul silenzio in merito al tema vita-morte-eutanasia. Di questo c’è da discutere, parlare e decidere, come hanno fatto altri stati e altri governi. Spero che non sia la Chiesa a prendere la decisione, ma i cittadini.

  3. Ottima risposta, grazie.
    Vediamo …
    Di eutanasia e di testamento biologico si può parlare senz’altro. E lo si deve fare. La cosa che non apprezzo (e credo tu sia d’accordo con me) e che mi rende odioso questo governo (e taccio delle sceneggiate in Senato ieri sera … ci penserà chi ha votato gente come Gasparri e Quagliariello) è lo sfruttamento a fini politici del dramma. In altre parole: produciamo una legge, in un senso o nell’altro, ma con calma, moderazione e buon senso (ma anche presto, se no diventa il “passante di Mestre”). E non sulla pelle di una famiglia. Non trovi?

    Tema “Chiesa” e consociati …
    Ti volevo solo segnalare (ma è più che altro un vezzo, perdonami) che “laico” non significa “contrario alla Chiesa”. Io sono laico (non sono un sacerdote o un frate; sono sposato, con una bambina di sei mesi) ma sono cristiano e credente e cattolico. Solo questo. Quanto al resto, ripeto, molti esponenti della Chiesa cattolica invadono (con malizia) l’ambito che dovrebbe essere di assoluto dominio dello stato o della coscienza singola (è un retaggio della nostra storia, ma non significa che sia giusto); la Chiesa ha propri valori che, per chi crede, hanno una fonte e un fondamento superiore (Dio) e che quindi hanno pretesa di valore che trascende questo mondo. Potremmo discutere di questo (sono laureato in filo medievale) ma volevo solo soffermarmi su alcune considerazioni:

    1) trovo strano aspettarsi dalla Chiesa posizioni diverse da quelle che ha su temi come eutanasia, aborto, contraccezione …;
    2) definire “antiquate” le posizioni della Chiesa solo perchè non seguono le mode (o il mondo) mi sembra errato o quanto meno frutto di un’analisi incompleta. Un credente (va bene, un credente un po’ più allineato di quanto non sia io … che ho già pronto un posto accanto a Farinata degli Uberti e a Cavalcante de’ Cavalcanti) potrebbe ritenerli “eterni” invece di antiquati;
    3) è giusto aspettarsi indicazioni e suggerimenti dalla Chiesa, ricordando sempre che tali suggerimenti sono “precetti” solo per chi ci crede;
    4) in questo caso (come in altri, per la verità), pur accettando quanto detto finora, ho trovato francamente fastidiosa, ottusa e bigotta la posizione di molti esponenti del clero, così come è stato arrogante e invadente il loro modo di porsi. Sicuramente, attendo con ansia un politico italiano che abbia la forza e il coraggio di dire alla CEI di occuparsi degli affari propri (a margine, allo stesso modo, la Merkel, pressando il Papa sul negazionismo, ha fatto un uscita arrogante e fuori luogo … tanto più che lei è luterana).

    Da ultimo, Il Signore degli Anelli è il più bel libro mai scritto ed è fonte di riflessioni di una profondità tale da essere quasi un libro religioso. Del resto, Tolkien era un genio e anche l’unico degli Inklings che fosse cattolico …

    Ave atque Vale, Lary


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