Pubblicato da: lary1984 | aprile 25, 2009

Il Berlusconi di casa nostra tra vip e disco

Ne hanno parlato tutti a Reggio Emilia; sui giornali, in tv e per le strade non si vede altro che la sua faccia; invia a casa le sue belle Guide del Cittadino e fa mostra di sè nelle discoteche più glamour con vip e vallette… gli abitanti del nord Italia dovrebbero aver già capito di chi sto parlando: Tiziano Motti.

Viso pulito, sorriso splendente e ciuffo ingellato, ecco come si presenta il candidato del PdL (ormai smettiamola di nascondere la vera appartenenza politica della sua Europa dei Diritti) alle prossime europee. Un vero piccolo Berlusconi di casa nostra, un editore, un politico e un’intrattenitore abituato alle sale fashion e agli ambienti della vita mondana.

Non avevo ancora scritto di lui, o almeno non dopo aver parlato dell’evento a Reggio del giugno 2008 con Costanzo, Giletti, Staffelli, Alexia e Trecca. Avevo partecipato a quella giornata, del tutto ignara dei futuri obiettivi di Motti, e avevo apprezzato l’idea della guida e i buoni propositi dell’associazione. Poi, come è successo a molti patner della guida e a molti comuni che collaboravano con l’editore, ho scoperto che Motti usava questa pubblicazione a scopi elettorali in modo piuttosto ingannevole e poco chiaro, ho scoperto che si era candidato con la destra (anche se inizialmente lo schieramento politico era rimasto nascosto) e ho scoperto che preferiva fare dubbia campagna politica nelle discoteche piuttosto che nei convegni o negli infopoint.

“Deluso”, un lettore del blog che mi ha scritto qualche giorno fa, mi ha spronato a scrivere questo articolo. Nonostante quel vecchio post sulla guida, che considero ancora uno strumento eccezionale insieme ai quotidiani online (es. 4Minuti sempre di Motti) per la comunicazione col cittadino, il fatto che vi siano stati nascosti messaggi politico-elettorali a insaputa delle aziende e dei Comuni che vi aderivano e tutta la questione dell’iscrizione obbligatoria all’associazione mi ha lasciato delusa e perplessa.

Sono assolutamente contraria a questi giochetti che, anzichè venire incontro ai cittadini, li ingannano e li assoggettano a forme di controllo inconsapevoli. Come non apprezzo la politica del presidente del Consiglio, tutta ironia e sete di potere, non apprezzo neppure queste forme “locali” di tranelli, i quali sfruttano l’onestà e l’ingenuità della popolazione. Ribadisco: approvo lo strumento, ma non i modi con cui è stato sfruttato.

Al di là poi del discorso “guide”, non approvo nemmeno la politica chiassosa e giocata nei luoghi di intrattenimento. La politica, anche se da tante persone considerata noiosa, è un affare serio e come tale deve essere trattato.

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Responses

  1. Gentilissima Sig.ra Lary,
    ho letto il suo intervento, equilibrato e rispettoso. La ringrazio perché il web è di solito usato, al contrario, per dare sfogo ad attacchi strumentali spesso celati dietro un anonimato che porta in tutte le direzioni in spregio delle regole.
    Intendo solamente puntualizzare sulla “vicenda” delle guide. La pubblicazione a cui lei si riferisce, da 20 anni è pubblicata dalle mie società. Oggi è diffusa in circa 500 comuni, ogni anno, gratuitamente.
    Come saprà la finanzia interamente la pubblicità che i collaboratori del mio gruppo raccolgono direttamente sul territorio in cui la guida sarà diffusa. Quale riconoscimento sull’utilità del libro, che anche lei mi pare abbia riscontrato, le pubbliche amministrazioni hanno spesso fornito un patrocinio alle guide, non oneroso. La guida è uno strumento privato, di proprietà della casa editrice. Il gradito patrocinio dei comuni e/o delle istituzioni, quale atto simbolico di partecipazione al progetto, si riferisce unicamente ai contenuti redazionali delle guide e non certo a quelli pubblicitari. In caso contrario dovremmo affermare che le amministrazioni pubbliche “appoggiano” una salumeria che pubblicizza piuttosto che una che intende rimanere estranea all’iniziativa. Allo stesso modo il cittadino Motti, acquistando spazi pubblicitari personali sulle guide ha agito come ogni altro genere di sponsor. Ricordo, per completezza, che nella mia pubblicità non è mai apparso alcun simbolo di partito, in quanto ho promosso unicamente la mia volontà di rappresentare i cittadini al Parlamento Europeo dando indicazioni su di me e non su uno schieramento politico. Non poteva essere diversamente, non essendo un uomo di partito ma un imprenditore e cittadino che per la prima volta si affacia ad una competizione elettorale. La mia non è stata una campagna elettorale, poiché solo da alcuni giorni il mio nominativa figura nelle liste di un partito che ha colto il mio invito. E’ stata una campagna pubblicitaria personale osteggiata in difesa di un “orto” ritenuto proprio da un certo tipo di politici preoccupati che dietro la mia discesa nel loro territorio si nascondesse la lunga mano del PDL. Sono poi stati smentiti dai fatti. Difendo, in ogni caso, il diritti di qualsiasi attività e cittadino, di acquistare liberamente uno spazio pubblicitario sulle guide edite dal gruppo che ho fondato molti anni fa e che oggi pubblica queste pubblicazioni. Come tutti i nostri clienti credo nelle potenzialità di queste “guide del cittadino” e ne sono stato cliente a mia volta con questa campagna personale che di certo non implica alcuna adesione al mio progetto politico da parte delle pubbliche amministrazioni e delle istituzioni che hanno aderito alla guida stessa. In nessun caso ciò è stato sostenuto o dato ad intendere. Sostenere il contrario è oggettivamente una forzatura, sostenuta abilmente da una certa parte politica, coalizzata fino ad arrivare ad una interpellanza parlamentare al fine di limitare le mie possibilità di promozione e alzare delle barriere di difesa sul territorio.
    Per quanto concerne la mia “campagna” nelle discoteche, ribadisco la particolarità del mio avvento nella competizione elettorale: fino a due mesi fa ero di fatto uno sconosciuto, anche ai giovani. Per arrivare a loro, che difficilmente partecipano a comizi in piazza, mi sono avvicinato ai luoghi che frequentano e ho approfittato di eventi musicali, condividendoli, per cogliere alcuni minuti della loro attenzione e promuovere me stesso. Non abbiamo certamente intavolato contenuti politici ma è servito per avvicinarmi a loro, a fargli sentire la voce, a comunicare la mia volontà di lavorare nell’interesse di tutti, ad incuriosire sull’attività del Parlamento Europeo che per il ventenne medio è un animale sconosciuto. E’ servito per non essere percepito solo come una foto su un manifesto. Ritengo sia stata una buona scelta. Certamente la campagna elettorale deve portare i contenuti anche e soprattutto nelle piazze, dove ora sono attivo al pari degli altri candidati. Da sconosciuto, tuttavia, non avrei certo avuto questa possibilità.

    Cordiali saluti

    Tiziano Motti
    Candidato al Parlamento Europeo per l’Unione di Centro
    Presidente dell’associazione “Europa dei Diritti”

  2. Gentilissima Lary,
    leggendo il mio intervento precedente noterà un sacco di ripetizioni, vari errori di punteggiatura e grammaticali.
    La prossima volta rileggerò ciò che ho scritto di getto prima di pubblicare: mi sono sopravvalutato.
    Tuttavia anche questa impulsività dovrebbe farle capire quanta passione sto mettendo nella mia nuova sfida, senza operazioni studiate a tavolino, senza malizia ma con l’intento di fare davvero qualcosa di buono nell’interesse di tutti. Lei mi ha sentito parlare in piazza, l’anno scorso. Mi pare abbia apprezzato. Ha a che fare con lo stesso Motti, solo un po’ sgrammaticato questa mattina, ma con la stessa voglia di portare avanti iniziative nell’interesse di tutti.
    Cordiali saluti

    Tiziano Motti

  3. Caro sig. Motti, apprezzo il suo intervento nelle mie pagine che, tengo a precisare, non sono mai state anonime, perchè nella sezione about può leggere nome e cognome. Non voglio celarmi nell’anonimato su Internet, non lo trovo giusto. Mi piace e voglio far sentire la MIA voce.
    La guida sarà certamente privata, ma nelle sue convention in piazza è stata sbandierata come uno strumento di pubblica utilità e, come tale, per rispetto dei cittadini, non dovrebbe contenere manifesti politici, anche senza simbolo.
    Dal punto di vista politico, credo sia stato un po’ scorretto, se mi permette, pubblicizzarsi senza simbolo, tanto si sa che una appartenenza politica di riferimento c’è sempre dietro e prima o poi “salta fuori” e poi è giusto che i cittadini sappiano chi votano. Alla fine la persona è importante certo, ma cmq la persona simbolegga una ideologia e i cittadini devono sapere qual è questa ideologia di riferimento.
    Credo che il passaggio da Pdl a Udc sia stato un po’ obbligato, più che voluto, ma non voglio entrare nel merito, perchè da normale cittadina non posso saperne più di tanto.
    Parla poi di attività nelle piazze, ma finora, a parte le feste ancora nelle discoteche, mi pare ci sia stato solo un incontro con il Pdl in piazza della Vittoria (alleanza poi non allacciata nei fatti) e la convention con Casini al Classic Hotel, in cui sono accaduti (ho saputo perchè purtroppo non ero presente per impegni di lavoro) strani fatti…
    Al di là cmq delle mie personali opinioni le auguro in bocca al lupo per il risultato delle elezioni, vedremo se il “suo stile” è stato apprezzato o meno.


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