Pubblicato da: lary1984 | luglio 2, 2009

Gran Torino, un film per riflettere sulla multiculturalità

Venerdì sera ho visto Gran Torino, l’ultimo film (forse nel vero senso della parola) di Clint Eastwood. Dopo Mistic River e Million Dollar Baby, ero rimasta impressionata dalla straordinaria capacità di Eastwood di raccontare storie profonde, difficili e di entrare nelle profondità dell’animo umano. Gran Torino era un’altra scommessa.

Gran Torino di Clint Eastwood

Gran Torino di Clint Eastwood

Il film parla di un veterano della guerra in Korea, Walt Kowalski, che vive in un quartiere popolato proprio da asiatici, ma anche da esponenti di altre etnie. Il suo carattere difficile lo ha portato ad allontanarsi dai suoi famigliari ed ora che nel suo quartiere si sta scatenando una guerra tra bande rivali, si ritrova sempre più solo. Quando, però, le schermaglie arrivano ad interessare il suo vicino di casa, Kowalski, interviene in sua difesa, mettendo a repentaglio la sua stessa vita. Per questo gesto l’uomo viene considerato un eroe e inizia ad intrecciare legami sempre più forti con queste persone, fino al climax finale, ricco di pathos.

Credo che questa pellicola sia un esempio perfetto del lungo e tortuoso percorso di integrazione e avvicinamento al “diverso”, agli immigrati e alle etnie che iniziano a popolare le nostre città. Se inizialmente c’è pregiudizio, paura e cattiveria, piano piano, anche grazie alla comprensione e alla pazienza degli stranieri, si instaura un legame, prima di conoscenza e poi di amicizia. In questo film, il legame è incentivato dalla presenza di una “guerra di bande”, forse è questo l’elemento scatenante, la naturale solidiarietà dell’uomo verso chi è in difficoltà. E così un vecchio solo e indurito dal tempo trova in questa famiglia asiatica una nuova famiglia, migliore della sua, e impara a fidarsi prima e, addirittura, a sacrificarsi poi.

Se vogliamo riallacciare il film con la vita reale, credo che manchi per noi un vero fattore scatenante, che possa portare a una reale integrazione. Credo che il nostro vivere immersi in un contesto ricco e diversificato, e non in solitidine come il protagonista del lungometraggio, ci impedisca di guardare più in profondità e di essere spinti a conoscere e aiutarsi. Inoltre, i media (la tv ad esempio che Kowalski non guarda mai) ci danno un’idea sbagliata e deviante dello straniero, troppo spesso “colpevole” di ogni cosa. Spero che la riflessione possa nascere anche da questo prodotto cinematografico.

Annunci

Responses

  1. Concordo parola per parola

  2. Che film grandioso… d’altra parte il vecchio Clint è una garanzia… e comunque come ha annunciato lui stesso è il suo ultimo film da attore e non (fortunatamente) da regista!!

  3. […] Tante analogie tra il cartone Up e il film Gran Torino Domenica sera avevo voglia di una visione leggera, così ho deciso di gustarmi il cartone Up. Mi aspettavo una storiella divertente e banale, invece mi sono trovata davanti a una storia abbastanza drammatica (il viaggio nella vita di una coppia innamorata dalla giovinezza alla vecchiaia e il rapporto dell’anziano con i tempi moderni) e imperniata su valori importanti, che mi hanno immediatamente richiamato alla mente il film di Clint Eastwood Gran Torino. […]


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: