Pubblicato da: lary1984 | luglio 10, 2009

Ddl Alfano: la libertà di informazione è in pericolo

Colgo l’occasione dell’intervista telefonica che ho effettuato oggi per Reggio24Ore al segretario provinciale della Cgil, Mirto Bassoli, per precisare il mio sostegno alle iniziative di protesta e denuncia del mondo dell’informazione contro il ddl Alfano sulle intercettazioni.

Bassoli ha spiegato molto bene, secondo me, le ragioni della protesta. Prima di tutto in merito alle ricadute negative sulla magistratura, la quale sarà costretta a ridurre l’uso delle intercettazioni ai soli reati gravi (mafia o pene superiori ai 5 anni), solo in caso di gravi indizi di colpevolezza (e non più gravi indizi di reato), secondo precisi budget di spesa e per un tempo massimo di 45 giorni (prolungabili eventualmente di ulteriori 15 giorni). Verrà indebolità la lotta alla criminalità e la possibilità di incastrare i malviventi con indagini complete e durature. In secondo luogo, vengono impedite le udienze in tv senza il consenso degli interessati, ma soprattutto viene introdotto il divieto ai giornalisti di rivelare notizie su arresti e inchieste fino alla chiusura delle indagini e addirittura sanzioni penali e pecuniarie per chi non rispetta i divieti.  Si tratta di una grave violazione del diritto alla libertà di informazione e del diritto di cronaca, oltre che di sanzioni spropositate verso la stampa.

Come ben dice Bassoli, si tratta di un provvedimento che diffonde la cultura dell’intimidazione e della censura verso i media, evidenzia la sofferenza che diritti fondamentali come l’art. 21 della Costituzione stanno patendo in Italia, uno Stato evoluto e considerato fra i “Grandi della Terra” (visto che siamo in periodo di G8), e preoccupa pure le organizzazioni mondiali.

Il ddl è stato approvato alla Camera, ora Napolitano lo sta visionando prima del passaggio al Senato. Anche se, come dice ancora Bassoli, non possiamo basare la nostra azione soltanto sulla figura autorevole del Presidente della Repubblica, speriamo che ponga un freno a tale provvedimento. Speriamo anche che l’opposizione si faccia sentire maggiormente in Parlamento: per ora il Pd ha parlato di rispetto della privacy e non ha dimostrato una gran voglia di contrasto.

Tutto sta passando allora in sordina? No, perchè la Fnsi ha inizialmente proposto due giornate di sciopero, ora sospese visto l’allungamento dei tempi di approvazione del ddl. La stampa non starà in silenzio a guardare!

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