Pubblicato da: lary1984 | febbraio 14, 2010

Cosa c’è tra la vita e la morte? La profondità di “Amabili Resti”

Amabili RestiIn occasione del giorno di San Valentino sono andata al cinema a vedere “Amabili Resti“. E’ una storia molto drammatica, di una bambina che viene uccisa ancora adolescente ad opera di un vero e proprio serial killer spietato e freddo, il bravissimo attore Stanley Tucci. Portata violentemente via dalla famiglia e dagli affetti, la ragazzina rimane imprigionata in una sorta di limbo / purgatorio, nè viva nè morta, dove può ancora provare sentimenti e legami con la sua vita precedente e contro il suo assassino.

La dimensione del “limbo” creata dal regista è una specie di mondo onirico sullo stile del film “Parnassus”. Qui la ragazzina incontra anche le precedenti vittime del killer che cercano di dividerla definitivamente da quella non-vita in cui si trova. Ma per poterci riuscire, la ragazzina deve accettare la sua morte, il senso di ingiustizia nei confronti del mondo reale e il dolore dei suoi cari.

Nel film la morale è abbastanza chiara e direi pessimistica: non esiste una giustizia umana, nel mondo dove viviamo, ma esiste una giustizia ultraterrena che, quando meno te lo aspetti, potrebbe fare il suo corso. Altro tema importante è anche quello del legame fra i vivi e i morti: chi è più sensibile riesce a sentirlo, ma in generale la perdita violenta di una persona cara porta a tutta una serie di conseguenze che cambiano la vita delle persone, i cosiddetti “amabili resti”.

Non voglio svelare troppo di questo prodotto a chi non l’ha ancora visto, ma voglio far presente che la prospettiva adottata dal film è molto interessante e originale: la morte è vissuta con gli occhi della vittima che non riesce ad accettare la sua fine e ci mostra una specie di aldilà su cui tutti ci interroghiamo. Allo stesso tempo, dal punto di vista di chi rimane in vita, il film ci mostra il percorso di ricostruzione delle vite a partire dalla perdita, un percorso personale e molto difficile. La morte di una persona è come un “fattore” che attiva situazioni nel mondo reale, causa legami e agisce provocando delle conseguenze.

Penso che in questo film ci sia un mix molto interessante fra temi religiosi e laici, l’aldilà dipinto dalla cristianità (il Paradiso) ad esempio e la giustizia ultraterrena (il destino). Che ne pensate? Come vivete il rapporto con la morte e con i morti?

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