Pubblicato da: lary1984 | marzo 14, 2010

Ho sognato di entrare in politica…

Sono una sognatrice e questo si sa. Ogni notte la mia mente elabora un sogno diverso, un’avventura, un incubo, una storia che a volte si divide in puntate o capitoli. La mia mente non si ferma mai, meno male. Stanotte però, nella miriade di sogni strani e fantastici della mia vita, ho fatto un sogno serio, troppo serio. Ho sognato di entrare in politica. Ma non è stato un sogno vago, entravo in un partito specifico e realmente esistente, quello che so già di votare alle prossime elezioni regionali.

I sogni son desideri? Chissà, forse nel mio inconscio davvero vorrei tentare quella strada, anche se tante volte ho detto che non mi interessava diventare parte attiva del mondo politico. O forse il destino, in futuro, mi sta aprendo una porta su quel mondo. In ogni caso ho capito che nel mio cuore e nella mia mente tengo fortemente a cambiare le cose di questo Paese alla deriva, tanto da rendere privato un desiderio con scopi pubblici.

Mi rivolgo, dunque, ai candidati reggiani che si presentano alle elezioni di fine marzo e, in particolare, alla lista a cui affiderò il mio voto (e chi è stato attento su Facebook e su questo blog sa di chi parlo). E’ ora di prestare attenzione reale ad alcuni temi che il Governo sta ignorando o tralasciando e di “cambiare” per il bene dell’Italia, cominciando proprio dalle Regioni. Queste le mie proposte, in ordine di urgenza e importanza per me.

Lavoro. Salario minimo garantito per tutti per permettere la sopravvivenza e condizioni dignitose di vita; riforma dei contratti di collaborazione (applicare maggiori garanzie anche a queste forme di lavoro precario, soprattutto un limite di durata); estensione degli ammortizzatori sociali in caso di crisi del sistema economico.

Economia. Maggiori aiuti alle imprese in difficoltà da parte dello Stato; controllo ferreo sul funzionamento degli istituti di credito per evitare speculazioni finanziarie; lotta all’evasione fiscale e al sommerso con multe salate.

Ambiente. Incentivare tutte le forme di energia pulita ed estenderle in tutti gli ambiti possibili, evitando l’uso del nucleare; fermare l’espansione edilizia e ristrutturare i vecchi edifici; costruire piste ciclopedonali per limitare gli spostamenti in auto e ammodernare i mezzi pubblici perchè inquinino meno.

Scuola. Estendere il più possibile l’istruzione superiore, soprattutto l’insegnamento delle lingue straniere e delle nuove tecnologie; garantire la meritocrazia in tutti gli ambiti; formare maggiormente i docenti e controllare il rispetto dei programmi e della qualità dell’insegnamento.

Questi sono i punti chiave e le esigenze maggiori in questo momento in Italia. Viene poi la riforma della Giustizia che riduca i tempi dei processi, ma non escluda nessuno dal giudizio. Così come la riforma della politica stessa: più rappresentanza di tutti i partiti politici in Parlamento, stipendi più bassi per i parlamentari (che non devono avere subito condanne nella loro vita) e maggiore controllo su eventuali conflitti d’interesse. Non dimentichiamo anche la necessità di un’informazione realmente libera e plurale.

Spero di ricevere commenti, risposte, dubbi e proposte, giacchè mancano giusto 15 giorni al voto.

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Responses

  1. Ciao Lara. Leggo questa nota al ritorno da Roma, precisamente da Piazza del Popolo, ove ho partecipato alla manifestazione unitaria del centrosinistra. A parte il successo quantitativo (consistente), mi sono sembrati importanti la spinta unitaria tra i partiti e il fatto che, insieme ai partiti, ci fossero quelli del “popolo viola”. E’ la prima volta che accade dopo la disfatta elettorale delle politiche 2008. Ci sono voluti due anni di sconfitte: non che fosse necessario un genio per capire che divisi si perde, ma tant’è. Non so se le pulsioni suicide riprenderanno tra un po’ – come in passato è accaduto a più riprese – ma la sciagurata linea veltroniana dell’autosufficienza (ma de che?) sembra davvero archiviata. Così come sembrano archiviati i masochismi bicameralisti e il famigerato “dialogo sulle grandi riforme condivise” con Berlusconi (!!!). Basta? Non ancora, perchè bisogna essere credibili nei programmi (i temi sono anche quelli che indichi tu) e nella coesione delle alleanze: mica poco. Però, vedo un passo avanti. Per evitare che ne seguano due indietro, ritengo indispensabile ridare una forza e un ruolo alla sinistra. Cioè votare la “sinistra del centrosinistra”. Personalmente, alle regionali confermerò il mio sostegno a Sinistra Ecologia e Libertà. Nella speranza che la standing ovation ottenuta da Nichi Vendola a Piazza del Popolo possa avere un qualche seguito nelle urne. Non solo in Puglia, ma anche qui da noi.

  2. Il problema di questa campagna elettorale è che di programmi si è parlato praticamente zero… o uno si informa da sè oppure deve votare a caso o a “sensazione”… molta gente è sfiduciata e non andrà a votare. Il mondo del lavoro e dell’economia è in grave crisi e invece sui tg si sente solo che “tutto va bene”. Non c’è più credibilità nè nell’informazione nè nella politica. Probabilmente io avrei lasciato scheda bianca stavolta (perchè il diritto al voto è sacro) se non avessi trovato una “reale” alternativa alle “solite facce”, credo di averla trovata e ci provo.. certo è che se dovesse andare male Sel rimane la mia seconda scelta!! Ma vi prego, come centrosinistra, se andate al potere fate qualcosa per il mondo del lavoro e per i precari che se la passano davvero male (servono diritti e tutele contro i contratti di sfruttamento che girano..).


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