Pubblicato da: lary1984 | luglio 23, 2010

Deep Purple a Reggio, il migliore tributo storico all’hard rock

In una torrida serata d’estate una folla di tutte le età – dai più giovani con cinture borchiate e magliette firmate delle più svariate band hard rock e metal, a quelli che hanno qualche anno in più, qualche nuova ruga sul viso, ma che non si dimenticano di quei favolosi anni ’70-’80 – si è riunita allo stadio Mirabello di Reggio per un’occasione davvero unica per la città: il live dei Deep Purple, il gruppo britannico considerato pioniere del genere hard rock.

Deep Purple Reggio 01

L’apertura del concerto è affidata ad una formazione locale, i Onelegman, che scaldano la temperatura già bollente con chitarre distorte e voci potenti, inseguendo lo spirito e le sonorità più dure del metal. Poi tocca agli Octopus, band milanese che ospita il bassista de Le Vibrazioni, più vicini al funk. L’esibizione del poeta futuristico Stefano Raspini, invece, salta per problemi organizzativi.

Mentre il prato è già gremito a partire dalle ore 20, le tribune si riempiono gradualmente. Alle 21.30, finalmente, sono le note di “Highway Star”, primo singolo dell’album che ha consacrato la band nel 1972 “Machine head”, a salutare i tantissimi fans.

Steve MorseSul palco arrivano il cantante Ian Gillan, occhiali scuri e mise casual, il chitarrista Steve Morse, che non risparmia assoli e virtuosismi da lasciare senza fiato, il bassista Roger Glover con la sua immancabile bandana, alle tastiere Don Airey e alla batteria Ian Paice. I capelli bianchi e l’età non si possono nascondere, ma la carica e l’adrenalina di ogni singolo pezzo si toccano con mano.

“Space Truckin'”, “Black Night” e naturalmente l’indimenticabile “Smoke on the water” si susseguono veloci nelle quasi due ore di concerto, all’interno del quale ciascuno dei musicisti ha la possibilità di esibirsi solista. Sono la chitarra di Steve Morse e le tastiere di Don Airey – che non risparmia un omaggio alla musica classica – , però, a raccogliere le standing ovation del pubblico.

Gli applausi non si fermano fino ai saluti finali. Ian Gillan, visibilmente emozionato, ringrazia gli appassionati e i curiosi che non hanno voluto mancare all’appuntamento. L’uscita del pubblico è ordinata, senza particolari intoppi. Il dispiegamento di forze dell’ordine è stato forse più ingente del necessario.

Deep Purple Reggio 02

Reggio ha vissuto una serata di ricordi e nostalgia che difficilmente dimenticherà. Giovani e meno giovani uniti all’insegna del divertimento e della buona musica, quella che ha fatto la storia.

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