Pubblicato da: lary1984 | settembre 26, 2010

Sogno o realtà? Viaggio nel subconscio con Inception

Solo un genio del cinema, un creativo, una mente complessa poteva partorire un film come “Inception“. E’ Christopher Nolan, già regista di “The Dark Knight”, il padre di questo lungometraggio con un eccezionale Leonardo Di Caprio, ormai da tempo maturo e svestito dai panni del banale attore per teenager, un cast di personaggi veramente accattivanti, oltre alle musiche mozzafiato di Hans Zimmer.

La trama è molto complessa, ma intrigante. Dom Cobb (Di Caprio) è un “estrattore” che ruba segreti dalle menti delle persone, mentre queste stanno dormendo e sognando. Spesso in bilico tra il mondo reale e quello onirico, Cobb porta sempre con sè un piccola trottola di metallo, un suo personale oggetto (totem) che gli permette di accorgersi se sta sognando o meno: nei sogni, infatti, la trottola gira all’infinito, mentre nella realtà si ferma e cade. Dopo una missione fallita, Cobb stringe un accordo con un cliente: il team di estrattori dovrà eseguire un pericoloso processo opposto, ovvero l’impianto di un’idea nella mente di una persona. Le figure chiave sono: un falsario (in grado di mutare aspetto all’interno del sogno), un chimico anestetista e un architetto che possa creare la struttura del sogno, su più livelli di coscienza. Diversamente dal solito, chi viene anestetizzato non può svegliarsi dal sogno in caso di morte, bensì finisce in un limbo tra la realtà e i sogni. Per uscire dai sogni e tornare nella vita reale, gli estrattori utilizzano “calci” (la sensazione di cadere) sincronizzati.

Al di là degli aspetti fantascientifici del film, vi sono alcuni spunti sui meccanismi del sogno reali: la morte e la caduta, infatti, sono la molla che ci fa svegliare dai sogni; l’idea che i ricordi e le proiezioni del proprio inconscio vadano a modificare le scene e le architetture che creiamo; la possibilità di sentire la musica esterna mentre si dorme, i paradossi che possiamo creare (labirinti, scale, prospettive strane) e l’incapacità immediata di discernere da sogno e realtà appena svegli. La prospettiva del sogno condiviso, ancorchè non ancora sperimentata, sarebbe sicuramente da studiare e testare.

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