Pubblicato da: lary1984 | ottobre 24, 2010

Benvenuti al Sud, stereotipi e intenti pubblicitari

Il titolo di questo post potrebbe ingannare il lettore. Non è un articolo di pura critica al film attualmente nei cinema “Benvenuti al Sud” con Claudio Bisio. Anzi, ho trovato questo lungometraggio molto divertente e per nulla noioso nella prima parte, anche se scontato e banale, come era ovvio, nel finale. I film con Bisio sono davvero da guardare, finora non sono mai rimasta delusa. Ma arriviamo a quelle che sono, secondo me, le note dolenti.

Primo, il film è esplicitamente un chiaro invito della Regione Campania a visitare e apprezzare le bellezze del territorio in un momento in cui spazzatura, corruzione, delinquenza e povertà si fanno sentire con toni allarmanti, provocando spesso episodi di pseudo-razzismo da parte dei cittadini del Nord Italia verso i connazionali meridionali. Così la pellicola si trasforma da film-commedia ad un lungo spot pubblicitario dello Stato e questo è talmente vistoso da essere fastidioso, perchè ricorda proprio la pubblicità istituzionale che vediamo spesso in tv.

Secondo, all’interno del film è presente una grande quantità di spot pubblicitari minori. Quali? Ad esempio il gorgonzola, che viene citato per nome e marchio sia a voce che visivamente; la marca dell’acqua che compare sulla maglietta di uno dei dipendenti della posta; ovviamente le Poste Italiane stesse, vero fulcro della storia… Ho trovato fastidioso vedere in bella mostra tutti questi marchi… è il primo segnale della crisi del settore? Serve tutta questa pubblicità esplicita ora per pagare un film nazionale?

Terzo, il film è infarcito, come già era vistoso guardando il trailer, di stereotipi “all’italiana”, anzi su questi basa la propria fortuna. Il meridionale che parla solo dialetto, caciarone e festaiolo. La grande ospitalità dei paesi del Sud rispetto alla chiusura della gente del Settentrione. Insomma, non starei ad elencare tutte le banalità su cui è costruita la pellicola, perchè sono chiare. Ecco, trovo sia un peccato che il cinema italiano, sebbene all’estero voglia allontanarsi dagli stereotipi e dalle solite dicerie sulla nostra cultura, continui ad inseguire questi stessi steotipi, in questo modo è difficile aumentare la qualità e cercare di elevare il punto di vista del pubblico oltre a quelli che sono i luoghi comuni che da sempre ci troviamo appiccicati addosso.

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