Pubblicato da: lary1984 | luglio 30, 2012

Bilancio di previsione 2012 Bagnolo in Piano: nessuna misura di contenimento del debito pubblico

Ricevo da Gianluca Paoli, consigliere comunale di opposizione a Bagnolo in Piano (RE), un commento sul bilancio di previsione 2012. Ecco la nota integrale.

“La recente nota della sezione reggiana della Confconsumatori sull’eccessivo livello di imposizione tributaria del Comune di Bagnolo in Piano è giustificata dal crescente malumore dei cittadini contribuenti, ovviamente suffragato dai numeri.

Le aliquote Imu comunali sono state approvate lo scorso giugno contestualmente all’approvazione del Bilancio di Previsione 2012, con il voto favorevole dei soli consiglieri di maggioranza. Le aliquote decise per quei fabbricati considerati a ragione come “bene primario” dai comuni cittadini e dai lavoratori autonomi classificano il Comune di Bagnolo in Piano ai primissimi posti in provincia, con un’aliquota per l’abitazione principale pari al 5,5‰ e quella per gli immobili funzionali alle attività produttive al 9‰, entrambe superiori per circa mezzo punto percentuale alla media provinciale.

Tabella 1

Tabella 1 – clicca sulla foto per ingrandire

La giustificazione addotta dai rappresentanti della giunta sulla necessità di dover assecondare le stime di entrata imposte dal Ministero delle Finanze (che, a detta dei tecnici comunali, ha sovrastimato di quasi il 20% il gettito fiscale sulla prima casa di pertinenza dei Comuni per poi tagliarne dello stesso importo i trasferimenti) non può essere accettata, data la libertà di poter modulare diversamente le altre aliquote.

Ad esempio, si poteva decidere di tutelare l’abitazione principale e gli immobili produttivi chiedendo maggiori sacrifici ai possessori di piccole rendite provenienti da locazioni a contratto o di beni immobili sfitti e non immessi sul mercato o potenzialmente assai remunerativi come le aree edificabili (fissata al 9‰ contro una media provinciale tendente al 10‰). Purtroppo, non solo la giunta ha ritenuto opportuno privilegiare questi a scapito degli altri, ma ha già detto che molto probabilmente aggraverà ulteriormente le aliquote entro fine settembre nel caso (quasi inevitabile) che non vengano confermate le stime di entrata relative al primo acconto Imu.

Anche peggiore, se possibile, la linea politica decisa dall’amministrazione Casali sull’applicazione dell’addizionale comunale all’Irpef. Nel 2012 i cittadini bagnolesi pagheranno un’addizionale comunale pari al massimo livello consentito dalla legge vigente, cioè all’8‰, quando fino all’anno scorso l’aliquota era al 5‰. Un aggravio d’imposta di ben il 60% che non poteva passare sotto silenzio e che la giunta ha cercato in tutti i modi di minimizzare.

Anche in questo caso, il Comune di Bagnolo in Piano si issa ai vertici della poco lusinghiera classifica delle addizionali comunali e purtroppo non c’è giustificazione che tenga.

Tabella 2

Tabella 2

La tanto sbandierata tutela delle classi più deboli, cioè l’esenzione totale prevista per i redditi inferiori ai 10.000 € annui, non può essere sufficiente a salvare questa amministrazione dall’accusa di spremere all’inverosimile il resto dei suoi cittadini dal momento che rappresenta una prassi consolidata della stragrande maggioranza dei comuni reggiani, addirittura con casi di esenzione ben superiori (vedi i 15.000 € previsti a Reggio Emilia e a San Martino in Rio).

La vera tutela delle fasce più deboli si sarebbe potuta vedere l’anno prossimo se la maggioranza non avesse pretestuosamente bocciato una mozione presentata dalla minoranza che intendeva introdurre aliquote differenziate e progressive a partire dal 2013, quando già la Giunta aveva previsto di abbassare l’aliquota al 7‰. Il voto, che ha visto l’astensione di due componenti della maggioranza contrari alla bocciatura della mozione perché comunque favorevoli all’introduzione del principio di progressività, ha purtroppo evidenziato la presuntuosa ostinazione di questa giunta nell’andare avanti per la propria strada, addirittura smentendo la scelta fatta da sempre più numerose amministrazioni di centrosinistra (Quattro Castella, Albinea, Boretto, Campegine, ecc…).

Il commento generale sul bilancio di previsione 2012 è quindi assai negativo. Questa giunta che afferma di aver scelto di difendere il welfare e i diritti dei cittadini conquistati negli anni in realtà ha semplicemente “scelto di non scegliere”, nel solco di quella incapacità decisionale che ne sta caratterizzando il mandato. E non avendo il coraggio e la capacità di scegliere ha optato per la soluzione peggiore, cioè ha approfittato della libertà impositiva concessale dal governo per continuare a non prendersi responsabilità.

Nonostante il bilancio consuntivo 2011 si sia chiuso con una perdita di competenza di quasi mezzo milione di euro (cioè per funzionare il Comune ha speso mezzo milione di euro in più di quello che ha incassato…), la giunta non ha proceduto ad una seria “spending review” (in primis sulla costosa e macchinosa Unione dei Comuni) ma ha scelto di sommare i costi di tutti i servizi in vigore, vi ha aggiunto qualcosa (+10% delle spese correnti) e poi ha deciso di coprirne la spesa imponendo aliquote Imu e addizionali Irpef ai massimi livelli.

Per l’ennesima volta non ha adottato alcuna misura di contenimento del debito pubblico che rimane a livelli altissimi (il debito pro-capite di ogni bagnolese è pari a 693 € con un rimborso annuale tra capitale e quota interessi di oltre 700.000 € all’anno). Una scelta anche questa in controtendenza e anacronistica, a fronte dello sforzo di molti altri Comuni della Provincia (Rubiera, Scandiano, Casalgrande, Poviglio…) che invece negli ultimi tempi si sono adoperati in questa direzione, consapevoli che la riduzione dell’indebitamento rappresenta il primo passo per avere autonomia di manovra e abbassare la rigidità di bilancio imposta dalle spese rappresentate dal personale e, appunto, dai debiti.

Ebbene, di governare così sono capaci tutti. La verità è che questa giunta e con lei il maggior partito che la sostiene non hanno i mezzi per saltarci fuori, perché non hanno gli strumenti per leggere la nuova realtà che li circonda, aggrappati come sono a vecchie soluzioni e alla paura di far vedere ai cittadini che devono cedere qualcosa ai tempi che cambiano.

Se andiamo avanti così ci aspetta solo il baratro”.

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